Seminar parole per raccogliere idee. Aggiornamenti e novità. Su “MINORANZA”, in commemorazione della Grande Guerra, 3 articoli del 2016-17.

 

https://people.unica.it/mlorinczi/aggiornamenti/

IL  SITO   E’   IN   AMPLIAMENTO  PERMANENTE   . . .

(febbraio 2021), La casa.

(1 nov. 2020) Bellezze e brutture. “il manfesto sardo”, n. 316.

(1 ott. 2020) Di Gatti, Volatili e Vespe. Nello stile di Olga Tokarczuk, Premio Nobel per la letteratura (2018-2019). “il manifesto sardo”, numero 314. Foto ML.

(ottobre 2020) Conta più  quel che si dice di come (in che lingua) si dice. Vero e non vero.

(2 sett. 2020) Politici a pezzi. Leggibile, con qualche errore, a https://www.manifestosardo.org/politici-a-pezzi/.

(giugno-settembre 2020) I capelli verdi; https://www.manifestosardo.org/i-capelli-verdi/. QUI si trova una versione leggermente ritoccata, con alcune interessanti aggiunte in nota. Foto di S. Romano.  Acconciatura e copricapo di giovane contadina romena (cartolina; dalla collezione di foto del Museo del contadino romeno, Bucarest).     Copricapo di monete di giovane contadina romena (Banato).   I capelli sciolti di Sissi, Schoenbrunn, Austria.  “Fantasma  velato“, giochi di luce solare, 26.05.’20, h.11,45  (foto ML).   La dama di Brassempouy (paleolitico superiore; https://www.hominides.com/html/art/dame-de-brassempouy.php).   Copricapo che orna una statuetta femminile,  V millennio a.C., Sardegna.   Maschera Bembe, Africa Centrale.     Abiti tradizionali kirghisi, XIX secolo. Decine e decine di acconciature, di copricapo, di parrucche, femminili e maschili, negli straordinari lavori di William Hogarth (Londra, 1697-1764). Donne sarde. Foto di M.L.Wagner, primi decenni del ‘900. Osservare capigliatura e copertura del capo delle figure femminili nel trittico di Clemente VII, autore il fiammingo “Maestro del fogliame ricamato” (secc. XV-XVI). Osservare le acconciature e le decorazioni facciali dei capi tribù amerindiani ritratti dal pittore americano George Catlin (1796-1872).

Il colore verde in un poema di Zamenhof, fondatore dell’esperanto.  Muffa di un verde brillante su corteccia d’albero. Dall’insolito trattato Principios de botánica funeraria di Celestino Barallat y Falguera, Barcellona, 1885, cap. I,1, Simbólica del color verde: il verde è proprio dei grandi spettacoli naturali; è emblema della rigenerazione primaverile e perciò simbolizza l’immortalità dell’anima; esso da riposo alla vista; l’erba verde significa speranza e giovinezza.

(maggio 2020Quinet, Chassin, Froehner, Reinach  e la Colonna Traiana. (completamento de Le scene finali delle due guerre daciche ecc. del 2010, v. alla pagina La Colonna Traiana)  Altri lavori sul famoso monumento traianeo si trovano sempre qui.

(2020-2008) Un fenicottero ‘passeggia’ per le vie di Quartu, vicino agli stagni … https://www.unionesarda.it/video/video/cronaca-sardegna/2020/04/22/quartu-le-immagini-del-fenicottero-che-attraversa-la-strada-52-1011155.html

Storia di “Pallas e i fenicotteri del Molentargius”, agosto del 2008, versione riveduta. E.c.: p.2, “classificazione ornitologica”  anziché  “classificazione ornitologia”.

(2020-2007) Il romanzo ottocentesco della lingua sarda. Francoforte, maggio 2007, “Nuove tendenze nella letteratura di Sardegna”, testo del contributo.  Il poema-canto in ‘sardo’ è leggibile a  1.  https://books.google.hn/books?id=3fZJAAAAcAAJ&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false, p. 455 sgg.

  2. Nei cd ‘nuovi codici’     https://books.google.it/books?id=ZyfDIjcHXEMC&printsec=frontcover&hl=it&source=gbs_ge_summary_r&cad=0#v=onepage&q&f=false, pp. 115 sgg.

(2020-2017)  Maria Grossmann e ML, Maria Iliescu, modello di studioso europeo plurilingue (2017)  

https://www.uibk.ac.at/newsroom/alter-90-begeisterung-ansteckend.html.de      30.06.2017. Die „Grande Dame“ der romanistischen Linguistik – eine begnadete und inspirierende Lehrerin und Betreuerin – eine vielseitige und umfassend gebildete Wissenschaftlerin – eine geniale Netzwerkerin – ein herzenswarmer und lebenskluger Mensch: All das und noch viel mehr ist Prof. Dr. Dr. h.c. mult. Maria Iliescu.                (Vienna 1927  – Craiova, Romania, 2020)

(26.03.2020) a. Il DRACULA storico in un corso di lingua latina della Pontificia Universita’ Gregoriana di Roma. Anno 1997.              Si deve ricordare che Vlad III di Valacchia (detto in romeno  – su modello turco –   T,epes,  , lett. “colui del palo” e non “l’impalatore”, o anche

Dr?culea/Dracula come patronimico) visse tra il 1431 – 1476; governò la Valacchia (rom.  T,ara Româneasc?/Rumâneasc?) negli anni  1448, 1456-62, 1476.

(27.03.2020) b. DRACULA … corso di lg. lat. ecc. , versione diversa  del 1997, poi sostituita.

(02.03.2020) Sei alloglotto/a? No, grazie!Quest’altra versione, leggermente diversa, ha qualche correzione e qualche integrazione, più corposa, segnalate in rosso. Nella prima versione leggere Federico SCARANO anziché Scano.

(2019-2020). RACCONTI.

1. Il polpo (https://www.manifestosardo.org/il-polpo/).

2. Il suicidio (https://www.manifestosardo.org/il-suicidio/).

3. Alghe (https://www.manifestosardo.org/alghe/). Foto: Alghe ad Alghero (dalla rete). P.S. Pensavo che nel descrivere le alghe di quella spiaggia avessi esagerato, amplificando le dimensioni per ragioni scenografiche e narrative. Invece, a seguito delle mareggiate della prima settimana del dic. 2020, gli estesi ed enormi accumuli di alghe che ho poi fotografato al Margine Rosso (Cagliari,  spiaggia del Poetto; < sd. Margiani Arrubiu “volpe rossa”), superano nella quantità, dimensione e forme quelli immaginati.

4. Il sorriso (https://www.manifestosardo.org/il-sorriso/). Impaginazione originale.

(2020, 2 gennaio), Esiste un “fiuto” culturale? A proposito di una “profezia” di Dante, “il manifesto sardo”, n. 297.                                  Aggiungo (nell’aprile del 2020, dopo il nome di W. D. Elcock): H.-A. Gleason, Introduction à la linguistique, Paris, Larousse, 1969, p. 355, cap. 28.4 (Les langues romanes): “ … le sarde est tout à fait distinct de l’italien.” Tradotto dall’inglese. Gleason è vissuto tra il 1917 – 2007.

(2020, gennaio), 3. Kirsten Roesen Søndergaard, Danimarca, 1996. Capriolo che si abbevera. Oil on canvas. 80 x 130 cm.

(2019, novembre) 2. Commento alla traduzione dalla lingua romena della poesia di Nicolae Labis, (2019, luglio).

(2019, luglio) 1. Nicolae Labis,   (1935 – dic. 1956), Morte del capriolo; trad. dal romeno di M.L.

(2019, ottobre) Identità e politica linguistica in Sardegna, 16 ottobre 2019

(2019-2020) “Conta più quel che si dice di come [in che lingua] si dice.” Vero e non vero. Contiene una biografia linguistica di Giulio Angioni e comparirà negli Atti dell’incontro Parigi-Cagliari – gennaio 2018 – dedicato a Giulio [in corso di stampa, Il Maestrale]. (v. ottobre 2020) Poiché era troppo lungo, ho dovuto rinunciare a inserire questo completamento che riguarda l’accento cagliaritano (v. nota 32). 

“”””  Sull’accento  ‘strascicato’  del  cagliaritano.  Riprendo anzitutto un brano, riportato tra le doppie linee tratteggiate,  da un file (https://people.unica.it/mlorinczi/files/2007/04/6a-note-6.pdf) che contiene le note a Sociolinguistica della ricerca linguistica. Punti di vista divergenti sulle consonanti scempie e geminate nell’italiano di Sardegna (1989-1996) https://people.unica.it/mlorinczi/files/2007/05/6-sociolingricercalingtesto1989-1996.pdf

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Nota 18. […] Si consideri, in secondo luogo, un’altra caratteristica sillabica dell’IRS, del Cagliaritano questa volta. In quest’area è riscontrabile un accento secondario immediatamente precedente quello primario [si potrebbe applicare il concetto di “piattaforma accentuale”, che inizia sulla sillaba preaccentuale]; esso è concomitante con un certo allungamento che viene percepito come fosse della vocale pretonica, ma che forse interessa la frontiera sillabica. Si assiste in più anche a un innalzamento della voce, da dove risulta che si hanno due sillabe accentate susseguenti, che non tengono conto del limite tra le parole, di cui la prima più alta della seconda, mentre l’accento della seconda è più intenso. Tale andamento tonetico è stato da alcuni segnalato come “strascicato”. Questo fenomeno indica se non altro che anche la sillaba preaccentuale ha una certa importanza  nell’IRS, da cui possono dipendere i fenomeni di rafforzamento consonantico che avvengono al confine tra questa e quella successiva tonica. […]

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(Aggiunto nel luglio del 2020, a proposito di accento ‘strascicato’).

A conferma di quanto sopra, cito il parere di un lettore/parlante qualsiasi, ritrovato in rete, che mi pare molto appropriato: “Il cagliaritano è noto per “aprire” le vocali e raddoppiarle. Ad esempio, un cagliaritano direbbe “Sono DII CAAGLIARI”.

Il quale coincide con la descrizione e la valutazione fornite da Francesco Abate (Chiedo scusa, Einaudi, Milano, 2010, p. 118):  “con quel suo accento [cagliaritano] scardinato, raddoppiato nelle consonanti e strascicato nelle vocali, come solo i miei concittadini e nessun altro in quest’isola.”; cit. da Laura Nieddu, in  Francesco Abate, “ragazzo di città” e voce dell’identità cagliaritana; https://www.academia.edu/25081079/Francesco_Abate_ragazzo_di_citt%C3%A0_e_voce_dellidentit%C3%A0_cagliaritana, p. 9.”

Oppure con la percezione dell’esclamazione: e-Za-?e-rá-Ta!

Non è inutile RIBADIRE che la proprietà intellettuale di quanto qui scritto e pubblicato mi appartiene.

(2019Sul non detto. La conformazione dell’Unione Europea secondo Juncker,  1 Maggio 2019, “il manifesto sardo”.

Sui diacritici in sloveno v. http://people.unica.it/mlorinczi/files/2015/12/Zerjal-Kosuta.pdf. 

(agosto 2019) La lingua romena vista da altri.         N.B. A seguito di una prova, mi sono resa conto che la poesia trascritta deve basarsi su un originale scritto interamente con le maiuscole.

(luglio 2019) Fantasmi di luce (luce solare rifratta da mattonelle di vetro).Foto ML.

(2019) Violenza sessuale e articol/lage: i documenti parlano chiaro 16 Aprile 2019, “il manifesto sardo”.

(2018/2019) Sulla mistificazione. Il caso del romanzo “Dracula” di Bram Stoker (1897). Nuoro, Il Maestrale. FuoriCollana.  Il caso del romanzo Dracula di Bram Stoker è diventato, dalla seconda metà del Novecento in poi, una sorta di mina vagante sempre pronta a esplodere. Le avvisaglie delle proprietà allergeniche del romanzo erano riscontrabili già nella precoce reattività delle prime traduzioni, manifestandosi in manipolazioni del testo (omissioni e riscritture). La fama popolare dei film ispirati a Dracula ha poi risvegliato la curiosità e l’attenzione della critica storico-letteraria europea e americana, non sempre in grado di governare un miscuglio infido ed esplosivo; un miscuglio composto di: bibliografia straripante multilingue (richiedente una selezione e non un continuo e aleatorio remixing); divulgazione sensazionalistica su basi parzialmente false; fama lucrativa derivante da un’ampia divulgazione poco meditata; l’incapacità o la mancanza di volontà di distinguere tra il Dracula romanzesco e il Vlad storico. Questa gigantesca costruzione bibliografica ed esegetica contiene anche «idee vibranti», ma risulta importante comprendere di quali idee si tratta. Per queste ragioni, unite a utilizzi politici (aggressivi o patriotticamente correct) ed economici (turistici, in primo luogo), il caso Dracula è diventato negli anni un caso culturale paradigmatico, certamente unico e, quasi inutile dirlo, semplicemente interessante.  http://www.edizionimaestrale.com//IT/Products/277/Sulla-mistificazione.

(2019Natale 2018. Il sacro e il profano. Appunti di viaggio., “il manifesto sardo”, 3 gennaio 2019

(2018ghttps://www.manifestosardo.org/una-regione-un-popolo-una-lingua/     16 Giugno 2018

(2018f) La ‘linguistica popolare’ di chi ‘popolare’ non è. Il caso della Sardegna (Alla memoria di Raimondo Turtas e al ricordo di Giulio Angioni).  “Bollettino di Studi Sardi”, Anno X, numero 10 giugno 2018, pp. 67 – 99.  (Aldo, Giovanni e Giacomo a https://www.youtube.com/watch?v=oZ3FmKdDf94)

(2018e /2002), Per Marius Sala. 2002

(2018d/2012) Per Marius Sala. (1932 – 19 agosto 2018, Bucarest). Autobiografia linguistica di ML.

(2018c/1994) Sull’intraducibile: il caso di Panait Istrati (1884-1935).

(2018a) Come non fare divulgazione scientifica: a proposito degli uliveti iberici.

(2018bL’agonia di HyC, in parole semplici

(2017) Frigyes Karinthy, Anelli della catena (1929). La traduzione dall’ungherese del racconto di F. Karinthy, il commento e le note sono a cura di M.L.  http://ojs.unica.it/index.php/medea/article/view/3028/2652    (1 ott. 2018N.B. Il link http://shop.wk.hu/img_termekek/letoltes/sunstein_republic_211-217.pdf, indicato alla nota 12, non è più valido;        sostituirlo con  https://docplayer.hu/16299848-Utoszo-a-magyar-kiadashoz.html.

(2016a)  Commemorando la Grande Guerra. Sul concetto di ‘minoranza’. Alla memoria di Giorgio Melis (2015). «La Guerra Europea è così colossale conflitto di razze, di religioni, di nazioni, che non poteva chiudersi in breve spazio di tempo, secondo le previsioni fallaci fatte in principio della enorme conflagrazione». (1) «- Papà, io sono Musulmana? – Sì, come i tuoi genitori. – E sono anche Araba? – Sì, sei Araba, anche se non parli questa lingua». (2)

(1) La Grande Guerra Europea. 1914. La Conquista del Belgio. Diario-Cronistoria degli Avvenimenti fedelmente narrati e riccamente illustrati. Compilatore: A. MACCHIA, Napoli 1914, dall’Avvertenza.             (2) T. BEN JELLOUN, L’Islam spiegato ai nostri figli, Milano 2001, p. 5.                 “Bollettino di Studi Sardi” 9/2016, pp. 17-58.

http://people.unica.it/mlorinczi/files/2017/11/2.Boll_.StSardi-Lorinczi-201617.pdf

(2016bIl concetto di “minoranza” nei codici legislativi e nelle costituzioni romene dei secoli XIX-XXI, “ROMàNIA ORIENTALE”, 29/2016, pp. 91-132.

http://people.unica.it/mlorinczi/files/2007/04/3.LORINCZI_RO_29_201617.pdf

Riassunto: “Within the EU a universally recognized and binding concept of minorities does not exist. Also no international law document includes a definition of the concept of minorities”(Arndt Künnecke, The Turkish concept of “minorities”, an irremovable obstacle for joining the EU?, “European Scientific Journal”, December 2013, special edition, vol. 2, pp. 77- 88, http://eujournal.org/index.php/esj/article/view/ 2341/2214). Italian minoranza, French minorité, English minority etc. have a precise European history lasting many centuries, and therefore they are not suitable for all possible situations of the globe. Anticipating the end of their history, it should be noted that in Europe the smaller historical communities or human categories, subordinate or inferior, are or can be systematically and officially indicated as minorities starting from the final treaties of the Great War. On this conceptual and historical background we will discuss the topic of the linguistic form to indicate such groups in the basic law codes of Wallachia (T,ara Româneasca) and Moldova in the XIX century, and then of Romania in the XIX- XXI centuries. Keywords: minority, fundamental law codes, Wallachia, Moldavia, Romania, XIX-XXI centuries.

Errata corrige. P. 7 «[este] împotrive firescului drit», leggi: «[este] împotriva firescului drit».

N.B.  Viorel Achim, Încercarea romilor din România de a  obt,ine  statutul  de nat,ionalitate  conlocuitoare, 1948-1949, “Revista Istorica”, nr. 5-6,  2010: “În România romii au fost  recunoscut,i   ca  minoritate   nat,ionala   în  anul 1990.” Versione ingl. dell’articolo, del 2018, a  http://balticworlds.com/the-communist-authorities-refusal-to-recognize-the-roma-as-a-national-minority/; http://balticworlds.com/wp-content/uploads/2018/09/BW_2.3_2018_Viorel_Achim_pp51-57.pdf, 2018. 

(2016c) Versione illustrata e cliccabile della precedente, non pubblicata a stampa (caricata nel febbraio 2018):  http://people.unica.it/mlorinczi/files/2018/02/Lorinczi-minoranza-cliccabile-illustrato-RomOrient.pdf

Errata corrige. P. 7 «[este] împotrive firescului drit», leggi: «[este] împotriva firescului drit».

Nota 19: “va accentoto“, leggi “va accentato“.

(2016d) Storia di ‘Efix’ e di ‘Grixenda’, “La ricerca folklorica” / “Erreffe”, n.71/2016, pp.285-297.

Riassunto: Efix (m.) and Grixenda (f.) are two anthroponyms employed by Grazia Deledda (Nuoro, Sardinia, 1871 – Rome 1936, Nobel Prize winner for literature in 1926) in the novel Canne al vento “Reeds in the wind” (1913). To understand their strange or rather exotic graphical form, one must assume a deformation of two culturally important names: Efis ([èfizi, éfizi] in Sardinian, Efisio [efìzio] in Italian) and the Germanic Griselda (Grisenda, written Grixenda, is certainly invented by the writer). In the traditional spelling system of Sardinian language (of its southern variety), the grapheme <x> has only [ž, š] as phonetic values. This Sardinian grapheme has a late medieval Iberian origin. By attributing to <x> the phonetic value [z], the Sardinian-Italian writer rejects the phonetic substance of the Sardinian grapheme. We suppose that the model comes from the most prestigious traditional Venetian writing system. The onomastical pair Grixenda [grizenda] from Griselda [grizelda], is in any case generated by a quite productive model of female Germanic or Pseudo-Germanic names, where the simple opposition between the -ld-/ -nd- infixes produces two individual forms. Keywords: Grazia Deledda; Sardinian language; onomastics; orthography; letter <x>.
NOTA (sett. 2018). Il cartello toponomastico con Ceraxus è stato nel frattempo rimosso e sostituito con Selargius.
Ho trascurato la situazione della <X> nell’ortografia albanese moderna; ci ritornerò in un’altra occasione (agosto 2020).

(2016e) COMMEMORANDO LA GRANDE GUERRA. IL CONCETTO DI “MINORANZA” NELLE NOVE EDIZIONI DEL DICTIONNAIRE DELL’ACADÉMIE FRANÇAISE.

  • (2012)  La vida no es la que uno vivió, sino la que uno recuerda y cómo la recuerda para contarla (Gabriel García Márquez), in De ce am devenit lingvist? Omagiu academicianului Marius Sala, a c. di S. Timotin, S,t.  Colceriu, Bucures,ti, Univers Enciclopedic Gold, 2012, pp. 202 – 210 (si tratta del testo trasmesso per la stampa).
  • (2012-2013 – SCIOLA 1)  Tra Pinuccio Sciola e Constantin Brancus,i, passando per il Meccano. Un bri/collage decostruzionista soggettivo, luglio 2012 – ottobre 2013. Parte I.
  • (2012-2013 – SCIOLA 2)  Parte II.
  • (2012-2013 – SCIOLA 3) Parte III.
  • (2012-2013 – SCIOLA 4) Parte IV.
  • Vedi:          (su P. Sciola:)     http://it.wikipedia.org/wiki/Pinuccio_Sciola
  •                     (sulla basilica di S. Saturnino:)                                                                                         http://www.sardegnacultura.it/j/v/253?s=18065&v=2&c=2488&c1=2123&t=1
  • http://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_San_Saturnino
  • (2013Acque, sorgenti, fontane, paludi, polle, pozze, pozzi … In quale contesto discutere del sardo-campidanese ‘mitsa’ (“sorgente, source, fuente/manantial, izvor, Quelle”)? In Cepraga, D. O., Lupu, C., and Renzi, L., Études romanes. Hommages offerts à Florica Dimitrescu et Alexandru Niculescu. Editura Universitatii din Bucuresti, 2013, II, 485-495, ISBN: 978-606-16-0349-7
  • (2014Etymology and Ecology. Can etymology be an aid in ecological education? The case of the Sardinian word mitsa. Pubblicato (è in rete) negli Atti del  “2nd Annual International Interdisciplinary Conference  AIIC 2014, 8-12 July 2014, Azores, Portugal, University of the Azores – Ponta Delgada”. ISSN: 1857 – 7431 (Online)
  • (2014, dicembre) «Mi sono sporto / dalla finestra “pericoloso sporgersi”. / Ora sono pericoloso» (László Villányi, Ungheria, 1977). Treni, passeggeri, paesaggi, controllori. Presentato al convegno multidisciplinare “Il treno e le sue rappresentazioni tra XIX e XXI secolo”, svoltosi all’Università di Cagliari il 28 – 29 novembre 2014 e organizzato da Giovanni Dotoli e Mario Selvaggio. Questa versione è leggermente diversa da quella pubblicata negli Atti, ISBN 978-88-6022-261-9
  • (1999 – ma caricato nell’agosto 2015), L’interrogazione in sardo/Preguntai in sadru.
  • (2014-2015)  TRENO: 28-29 NOVEMBRE 2014;  Weöres Sándor: https://www.youtube.com/watch?v=QbTl0pNT56M
  • (2015)  Dal brusio delle voci al coagulo micronarrativo, Nuoro, Il Maestrale, 109 pp. ISBN 978-88-6429-162-8              Il titolo del saggio s’ispira all’incipit della prima parte del rinomato lavoro biografico-etnografico dell’anglo-irlandese John Millington Synge, The Aran Islands (1907): «Sono nell’isola di Aranmor, seduto accanto a un fuoco di torba, e ascolto il mormorio in gaelico che sale da un piccolo pub sotto la mia stanza.» Come in altre descrizioni appropriate come questa, gli osservatori più acuti hanno colto la narrazione nelle sue fasi embrionali e poi nascenti, cui possono seguire i primi coaguli micronarrativi, sfocianti alle volte in racconti altamente strutturati, e attribuibili, ma non sempre, a un autore. Questo procedimento di crescente complessità è il caleidoscopico prodotto “immateriale”, tra i più sofisticati, dell’Homo narrans, il quale si manifesta sia come collettività sia come individuo, sfruttando una delle possibilità performanti già contenute nella grammatica del linguaggio umano: la narratività. Viene sviluppata e solidamente documentata questa linea di ragionamento il cui punto di arrivo è anzitutto il racconto breve e brevissimo (parabola, short story, flash fiction, miniconto ecc.). Varcando, però, l’osmotico confine tra i generi testuali (narrativi e non) imperniati sulla sequenzialità temporale, il saggio si propone anche di illustrare come qualsiasi discorso coerente (dalle logiche sottostanti diversificate) si venga costituendo alla confluenza di opinioni, di riformulazioni, di citazioni ecc., e in genere di interazioni linguistiche svolte in compresenza o a distanza. In questa prospettiva pure il prodotto finale di un lavoro di ricerca è l’amalgama di un discorso portante (autoriale, di solito) che si combina in maniera sistematica e che instaura – per mezzo della bibliografia – un dialogo progressivo e critico con le voci, alle volte lontane e persino distorte, di altri: studiosi, appassionati, letterati e artisti.
  • (ott. 2020) Ho trovato in seguito altri esempi calzanti col “BRUSIO”, per es. questo, magnifico, dal romanzo E’des  Anna  “Anna Ladolce” (storia tragica di una giovane e bella domestica], 1926, cap. A RÉMÜLET “Lo spavento/L’orrore”), dello scrittore ungherese D. KOSZTOLÁNYI (1885-1936): Der?s, könnyed lárma zizegett. Nem vitatkoztak, hanem fölolvadtak, elterpeszkedtek egy diadalmas jóérzésben. Kis pletykák sisteregtek, hogy ki vált el, ki halt meg, ki kövéredett és ki soványodott meg, s az emberek, akik egy-egy bizonytalan ismer?süket összetévesztették egy másikkal, miután értesültek, hogy az, akire gondoltak, nem az, hanem egy másik, s aki elvált, már másodszor n?sült, s az, akit él?nek képzeltek, már régen halott, és a sovány tulajdonképpen kövér, és a kövér tulajdonképpen sovány, elhelyezvén az illet?ket agyuk megfelel? rekeszeibe, megnyugodtak.  “Frusciava un parlottare gioioso e leggero [in ung. viene usato un verbo onomatopeico avente due [z], zizegni “frusciare”, [z] come in brusio]. Non discutevano [gli ospiti radunati nel salotto], ma si scioglievano, si spandevano in un senso di benessere vittorioso. Sfrigolavano [ung. sisteregtek, con due [š]  ]   piccoli pettegolezzi: chi ha divorziato, chi è morto, chi è ingrassato o dimagrito, e quando, dopo aver confuso alcuni conoscenti vaghi con altri, si veniva informati che si stava pensando non a questo ma ad un altro, e chi aveva divorziato si era invece sposato per la seconda volta, e di chi si diceva di essere vivo era invece morto da tempo, e che il magro è in realtà grasso, e che il grasso è in realtà magro, e avendoli così sistemati nel giusto scomparto della loro mente, i conversanti si tranquillizzarono.”
    Oppure: […] Io salutai la veglia / cupo ronzante, e me ne andai […]. Giovanni PASCOLI, Il ciocco, 1907, canto II.
  • Progetto di copertina.

(2010)  Intervista rilasciata a “Nordicum-Mediterraneum. Icelandic E-Journal of Nordic and Mediterranean Studies”, vol. V/2010, 1, dal titolo  “Dracula in Iceland”. An Interview with Marinella Lorinczi , di Maurizio Tani, all’indirizzo:  https://nome.unak.is/wordpress/05-1/ .

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E’ disponibile un saggio su La Colonna Traiana nel pensiero politico e storico romeno (2009),qui alla pagina “Saggi vari” oppure nel sito dell’Associazione Italiana di Romenistica (AIR) – con due tavole (http://cisadu2.let.uniroma1.it/air/interventi.htm ). Inoltre: Le scene finali delle due guerre daciche raffigurate sulla Colonna Traiana: i commentari di Alfonso Chacón (XVI secolo) e di Wilhelm Froehner, John Hungerford Pollen, Conrad Cichorius (XIX secolo) (2010; pdf)  http://cisadu2.let.uniroma1.it/air/interventi.htm Una sua versione riveduta è stata pubblicata nel 2011: www.philologica-jassyensia.ro/upload/VII_1_Lorinczi.pdf       www.philologica-jassyensia.ro/upload/VII_2_Lorinczi.pdf

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