Giu 202007
 

Le Scuole di dottorato di ricerca sono istituite ai sensi del Decreto sulla Programmazione 2004-2006 (D.M. n. 262/2004) e sono connotate dall’afferenza di uno o più corsi della medesima macro-area scientifico-disciplinare, da stretti rapporti con il sistema economico-sociale e produttivo, nonchè da documentate e riconosciute collaborazioni con Atenei ed enti pubblici e privati anche stranieri.
Il CUN, nel parere n. 106 del 16 aprile 2004, ha indicato le Scuole come esempi di buone pratiche che possono consentire di aggregare aree scientifiche che hanno affinità metodologiche e culturali e di proporre approfondimenti tra loro coerenti, in grado di favorire percorsi formativi comuni, connessioni multidisciplinari e ricerche di confine tra i diversi saperi.
Secondo il Comitato Nazionale di Valutazione (documento 3/05 del CNVSU), tra i requisiti necessari alle Scuole di dottorato c’è la programmazione di precisi momenti formativi relativa sia alle attività comuni ai corsi di dottorato presenti nella Scuola che a quelle specifiche di ogni singolo corso.
La Scuola di Dottorato in Ingegneria e Scienze per l’Ambiente e il Territorio dell’Università di Cagliari è stata costituita per promuovere, organizzare e gestire le attività formative dei Dottorati di Ricerca dell’Ateneo di Cagliari che fanno riferimento a tematiche ambientali.
Essa riunisce pertanto i Dottorati in:
-· Geoingegneria e Tecnologie Ambientali
-· Scienze della terra
-· Difesa e conservazione del suolo, vulnerabilità ambientale e protezione idrogeologica
-· Botanica Ambientale ed Applicata.

La Scuola svolge funzione di interlocutore privilegiato e garante della qualità del servizio di formazione di terzo livello.
La tutela e la promozione dell’ambiente sono argomenti considerati prioritari a livello internazionale. L’Unione Europea si colloca in prima linea promuovendo, attraverso diversi strumenti, compreso il sostegno alle attività formative e di ricerca, la cooperazione internazionale in materia ambientale ed in particolare l’assistenza dei propri partner più svantaggiati nel salvaguardare il proprio ambiente.
Le principali strategie e politiche in atto a livello internazionale sul tema dell’ambiente fanno poi riferimento in particolare all’area del Mediterraneo, spesso collegando sviluppo economico e sostenibilità sociale e ambientale, sottolineando la trasversalità dell’ambiente e proponendo l’esigenza di coinvolgere i diversi soggetti interessati, sia pubblici sia privati, dalla fase della programmazione a quella degli interventi.
In questo quadro ben si comprende il ruolo peculiare che la Sardegna può svolgere, sia per la sua collocazione strategica nel bacino mediterraneo, sia per le caratteristiche territoriali.
Il territorio regionale sardo costituisce senza dubbio un patrimonio da salvaguardare per la sua peculiarità e bellezza. La valorizzazione dell’ambiente è un aspetto strategico per l’economia regionale e per lo sviluppo di un turismo sostenibile non solo concentrato nei mesi estivi.
Attualmente il territorio regionale presenta notevoli situazioni di criticità ambientale, determinate dalla sua particolare conformazione geomorfologia e dalle prevalenti attività socio-economiche svolte nell’isola, unite alla peculiarità del clima caratterizzato da frequenti periodi siccitosi che determinano emergenze idriche. Alcune di queste criticità sono localizzate, ad esempio lungo le coste, negli stagni e nelle aree umide, presso i siti minerari dismessi o lungo i corsi d’acqua, altre sono invece diffuse su ampie porzioni del territorio regionale. Gli effetti di tali criticità ambientali, peculiari del bacino mediterraneo (erosione costiera, dissesto idrogeologico, desertificazione, inquinamento, salinizzazione delle piane costiere, eutrofizzazione dei bacini, perdita di biodiversità, ecc.) determinano pesanti condizioni di squilibrio ambientale e, conseguentemente, socio-economico. Tutti questi aspetti mettono in risalto da un lato una forte esigenza di protezione del territorio e della qualità dell’ambiente finalizzata alla riduzione e mitigazione dei fenomeni descritti (anche attraverso lo sviluppo e l’impiego di tecnologie innovative di disinquinamento) e, dall’altro, la necessità di un uso corretto del territorio nell’inserimento e nella progettazione delle opere di ingegneria e nello sfruttamento razionale delle risorse ambientali.
In questo senso, risulta fondamentale una attività di ricerca avanzata, con alti contenuti applicativi, nonchè la disponibilità di figure altamente specializzate che siano in grado di analizzare i problemi, trovare le soluzioni e progettare eventuali interventi, nonché gestire adeguatamente le strutture o gli impianti preposti alla salvaguardia dell’ambiente.
La regione sarda può quindi divenire un interessante laboratorio di ricerca e formazione e costituire un polo di attrazione per i Paesi mediterranei e non solo, che richiedano di acquisire competenze specifiche su tali tematiche. La Scuola di Dottorato in Ingegneria e Scienze per l’Ambiente e il Territorio si propone di soddisfare tali esigenze.

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