{"id":974,"date":"2009-12-04T09:51:45","date_gmt":"2009-12-04T08:51:45","guid":{"rendered":"http:\/\/people.unica.it\/uilpa\/?p=974"},"modified":"2009-12-30T13:57:57","modified_gmt":"2009-12-30T12:57:57","slug":"estratti-dalla-relazione-di-alberto-civica-segretario-generale-al-1%c2%b0-congresso-nazionale-uilpa-ur-afam","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.unica.it\/uilpa\/2009\/12\/04\/estratti-dalla-relazione-di-alberto-civica-segretario-generale-al-1%c2%b0-congresso-nazionale-uilpa-ur-afam\/","title":{"rendered":"Estratti dalla relazione di Alberto Civica (Segretario Generale)  al 1\u00b0 Congresso Nazionale UILPA UR Afam"},"content":{"rendered":"<h3><span style=\"color: #0000ff\"><strong>Riduzione dei comparti di contrattazione<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>Nel d.lgs. 150, il Ministro per la F.P. ha fortemente voluto che i comparti di contrattazione siano solo 4, in ossequio ad un principio di razionalizzazione che meglio sarebbe definire di \u201cmassificazione\u201d. Un \u201ccontrattone\u201d che dovrebbe vedere raccolti pi\u00f9 comparti, con buona pace delle specifiche professionalit\u00e0 e della peculiare organizzazione del lavoro, certamente elemento tipico dei nostri comparti. Il Ministro Brunetta ha dichiarato a noi gli stessi no che Tremonti dice a lui: e se siamo tutti uguali, perch\u00e9 rivendicare trattamenti diversificati?<\/p>\n<p>Abbiamo fatto presente che, se proprio si volevano ridurre i comparti, magari si potevano accorpare i contratti dell\u2019Universit\u00e0, della Ricerca e dell\u2019AFAM: invece l\u2019unico comparto specifico riconosciuto \u00e8 quello dei dipendenti della Presidenza del Consiglio.<\/p>\n<p>Quindi la prima battaglia da fare sar\u00e0 quella tesa a recuperare e mantenere uniti i nostri comparti e, nel frattempo, operare per creare una sezione contrattuale autonoma per i nostri settori, singolarmente o insieme non importa perch\u00e9 riteniamo che questa sia l\u2019unica possibilit\u00e0 per continuare a garantire il riconoscimento di quelle specificit\u00e0 che ci caratterizzano.<\/p>\n<p>A questa ipotesi stiamo lavorando con la Confederazione; al momento godiamo del sostegno della UILPA e della UIL.<\/p>\n<p>Non intendo anticipare io le ipotesi che CISL Universit\u00e0, Cisl Fir e FLC CGIL intendono portare avanti: se lo riterranno potranno esporle direttamente loro.<\/p>\n<p>Ma la sezione autonoma contrattuale non basta; esiste un ulteriore problema, la sua collocazione, che rappresenta per cos\u00ec dire una scelta, una vera e propria opzione politica.<\/p>\n<p>L\u2019autonoma sezione contrattuale va prevista nel comparto insieme alla scuola, oppure in quello delle cosiddette amministrazioni centrali (ministeri, parastato, agenzie fiscali ecc)?<\/p>\n<p>La questione non \u00e8 banale, e per quanto ci riguarda abbiamo le idee molto chiare. Noi riteniamo che il nostro inserimento nel comparto con la scuola sarebbe la fine dei nostri settori per diverse ragioni:<\/p>\n<p>&#8211; il sistema ordinamentale che regola il comparto scuola, diverso rispetto a quello dell\u2019universit\u00e0, della ricerca e anche da quello dell\u2019AFAM, che pure sembra essergli quello pi\u00f9 vicino;<\/p>\n<p>&#8211; il diversissimo assetto istituzionale degli enti di ricerca e delle universit\u00e0, che per la loro autonomia li rendono molto pi\u00f9 simili rispettivamente agli enti del parastato e agli enti locali che non alle scuole. Per non parlare dell\u2019AFAM, il cui complesso sistema dei poteri li rende peculiari e imparagonabili.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima considerazione attiene anche alle ragioni \u201cpolitiche\u201d che dividono la  Scuola dall\u2019Universit\u00e0, dalla Ricerca e dall\u2019AFAM. Per dirla con le parole di Antonio Ruberti c\u2019\u00e8 una enorme differenza tra chi produce nuova conoscenza (Universit\u00e0, Ricerca e come sostenuto nell\u2019ultima riforma del 1999 anche AFAM), e chi diffonde la conoscenza che esiste (Scuola). Questa diversit\u00e0 ha portato pi\u00f9 volte a separare il Ministero dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca &#8211; e l\u2019AFAM ne ha sempre seguito le sorti &#8211; da quello dell\u2019Istruzione.<\/p>\n<p>Per inciso vogliamo ricordare che il Ministero fu creato per l\u2019Universit\u00e0 e per la Ricerca, per esaltare nella legge 168\/89 &#8211; tuttora operante &#8211; l\u2019autonomia e la specificit\u00e0 di Universit\u00e0 e Ricerca.<\/p>\n<p>Oggi si parla ancora e nuovamente di separare i due ministeri, anche perch\u00e9 la consistenza numerica degli addetti alla Scuola, e la sua incidenza sulle famiglie, la porta a monopolizzare l\u2019attenzione del sistema politico.<\/p>\n<p>In un Ministero unico ci\u00f2 si traduce in uno svilimento delle tematiche di Universit\u00e0 e Ricerca, che invece necessitano di una attenta e specifica considerazione. Residualit\u00e0 che potrebbe sconfinare impropriamente anche nelle questioni del personale, visto che il Miur avrebbe tutto l\u2019interesse a parlare con un unico interlocutore sindacale.<\/p>\n<p>La nostra opzione \u00e8 quindi chiara:<\/p>\n<p>&#8211; ottenere una o pi\u00f9 sezioni autonome contrattuali;<\/p>\n<p>&#8211; collocare tali sezioni nel comparto delle amministrazioni centrali.<\/p>\n<h3><strong><span style=\"color: #0000ff\"> Trattenute per malattia<\/span><\/strong><\/h3>\n<p>Si pu\u00f2 affermare, senza tema di smentita, che questa norma nell\u2019intenzione del ministro Brunetta fosse finalizzata a disincentivare, attraverso una vera e propria sanzione pecuniaria, i falsi malati. Ora, a parte l\u2019ovvia considerazione che cos\u00ec si punisce anche chi \u00e8 veramente ammalato, questo sistema ha delle evidenti contraddizioni: la pi\u00f9 eclatante \u00e8 quella determinata dal suo meccanismo di applicazione.<\/p>\n<p>Come \u00e8 noto la penalizzazione economica avviene sul salario accessorio, quindi un docente universitario, che non ha salario accessorio, non subisce alcun effetto dall\u2019applicazione di questa norma. Ovvero la norma si applica anche a lui, ma \u00e8 inefficace.<\/p>\n<p><strong>Il paradosso \u00e8 quindi che un bidello che si ammala paga dai 10 ai 15\u20ac, mentre un docente che si ammala non paga nulla<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019esempio portato non si propone di far pagare anche i docenti, ma solo di denunciare l\u2019irrazionalit\u00e0 del provvedimento.<\/p>\n<p>Nel comparto della Ricerca un tecnico di 4\u00b0 livello pu\u00f2 arrivare a pagare pi\u00f9 di 30\u20ac per un giorno di malattia, mentre un Dirigente di Ricerca ne paga 5, di euro.<\/p>\n<p>E\u2019 normale ?<\/p>\n<h3><span style=\"color: #0000ff\"><strong>Progressioni verticali<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>Il decreto Brunetta cancella le progressioni di carriera per concorso interno, e lo fa obbligando le amministrazioni a ricoprire i posti in pianta organica esclusivamente per concorso pubblico, concedendo ai dipendenti, se l\u2019amministrazione ritiene, una riserva di posti al massimo del 50% ; il ddl Gelmini invece arriva a prevedere che per diventare ordinari si pesca solo all\u2019interno degli Atenei.<\/p>\n<p>Si \u00e8 completamente rovesciato il mondo: <strong>concorso pubblico per il personale tecnico-amministrativo e chiamata interna per i docenti.<\/strong><\/p>\n<h3><span style=\"color: #0000ff\"><strong>Progressioni economiche<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>Docenti che continueranno ad avere gli scatti di retribuzione triennali e non pi\u00f9 biennali ma senza perdita economica, dice sempre il disegno di legge Gelmini (cio\u00e8 il 12% triennale invece dell\u20198% biennale), con esclusione dal beneficio per chi \u201cdemerita\u201d &#8211; mentre per il personale tecnico amministrativo si prevede la selezione e comunque, dice il decreto legislativo Brunetta, \u00e8 imperativo che il beneficio venga dato a una quota limitata di dipendenti.<\/p>\n<p>Va detto che mentre lo scatto dei docenti \u00e8 aggiuntivo rispetto all\u2019incremento per cos\u00ec dire contrattuale delle retribuzioni, e ha quindi le caratteristiche tipiche del sistema premiale, la progressione economica del personale tecnico-amministrativo \u00e8 pagata con i soldi dell\u2019incremento contrattuale, con buona pace di tutti quei soloni che fanno carriera andando in tv a sostenere che i contratti prevedono aumenti uguali per tutti.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #0000ff\"><strong>&#8220;Perfomance&#8221; e sua valutazione<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>Per evitare polemiche tralascer\u00f2 di evidenziare quanto sia profondamente sbagliato ipotizzare che un accordo sindacale &#8211; o anche in sua assenza &#8211; la singola amministrazione possa individuare il numero di dipendenti che \u201cdemeriteranno\u201d, ai quali attribuire la fascia pi\u00f9 bassa della performance. Chiunque abbia mai diretto un ufficio sa che casomai \u00e8 il contrario, ovvero \u00e8 proprio dal sistema di valutazione che scoprirai se c\u2019\u00e8 personale che demerita!<\/p>\n<h3><span style=\"color: #0000ff\"><strong>Come si ridurranno i nostri stipendi<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>La cosa pi\u00f9 grave e pi\u00f9 importante \u00e8 la previsione del c. 3 bis, dell\u2019art.54 del d. lgs. 150 l\u00e0 dove, nel definire le risorse da destinare alla performance, si recita: \u201cA tale fine destina al trattamento economico accessorio collegato alla performance individuale una quota prevalente del trattamento accessorio COMPLESSIVO COMUNQUE DENOMINATO\u201d.<\/p>\n<p><strong>La dizione \u201ctrattamento accessorio complessivo\u201d insieme a \u201ccomunque denominato\u201d mette in discussione tutte le voci dell\u2019accessorio, anche quelle che nel tempo abbiamo stabilizzato, come la cosiddetta 14ma degli EPR e dell\u2019universit\u00e0, l\u2019indennit\u00e0 di ente mensile della ricerca e quella mensile dell\u2019universit\u00e0 (ex art. 41).<\/strong><\/p>\n<p>Si realizza cos\u00ec un danno incommensurabile per i nostri lavoratori, che perderebbero migliaia di euro di liquidazione e centinaia di euro di pensione.<\/p>\n<p>Saremmo i primi ad essere contenti se qualcuno smentisse la nostra interpretazione: purtroppo al momento non \u00e8 cos\u00ec, anzi ci arrivano direttamente e indirettamente conferme anche dalla Funzione pubblica.<\/p>\n<p><strong>Il meccanismo della performance crea ulteriori paradossi:<\/strong><\/p>\n<p><strong>a) i lavoratori inseriti nella fascia pi\u00f9 alta del merito, i bravi cio\u00e8, si vedrebbero aumentare il salario accessorio, scontando per\u00f2 il taglio della liquidazione e pensione che colpisce tutti in virt\u00f9 della perdita della fissit\u00e0 e ricorrenza degli emolumenti prima stabilizzati. A conti fatti molti lavoratori ne avrebbero una remissione comunque;<\/strong><\/p>\n<p><strong>b) i lavoratori \u201cnormali\u201d, cio\u00e8 quelli che non demeriteranno, avranno la remissione certa, derivante dal taglio della liquidazione e pensione. Questi lavoratori \u2013 ovvero quelli che hanno fatto il proprio dovere, questo concetto va ben ripetuto &#8211; rischiano una diminuzione della retribuzione accessoria tanto pi\u00f9 forte quanto minore sar\u00e0 la percentuale dei fannulloni che verr\u00e0 stabilita. Insomma se in un ente non ci sono fannulloni tutti prendono di meno, e non \u201cun po\u2019\u201d di meno, ma \u201cassai\u201d di meno: i nostri calcoli ci fanno stimare un 35% di rimessa;<\/strong><\/p>\n<p><strong>c) infine, chi sar\u00e0 inserito nella fascia pi\u00f9 bassa praticamente non pagher\u00e0 nulla per i giorni di assenza per malattia (anche perch\u00e9 che altro gli vuoi togliere, gi\u00e0 ha perso mezzo stipendio!); mentre chi sar\u00e0 inserito nella fascia alta del merito, che proprio per questo si ipotizza non sia un assenteista, e quindi se sta a casa vuol dire che veramente non sta bene, sar\u00e0 \u201cpremiato\u201d e la conseguenza sar\u00e0 che la sua trattenuta per un giorno di malattia sar\u00e0 doppia!<\/strong><\/p>\n<p>I paradossi sono tanto evidenti da non indulgere in altri esempi.<\/p>\n<p>La descrizione degli effetti dei provvedimenti emanandi e emanati dal Governo e delle contraddizione che tali previsioni normative evidenziano, ci consente di affermare che proprio queste contraddizioni e questi paradossi saranno la via attraverso la quale il tavolo di confronto con il Governo si dovr\u00e0 riaprire: a nostro avviso le stesse amministrazioni saranno indotte a dichiarare la ingestibilit\u00e0 di una normativa siffatta.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #0000ff\"><strong>\u201cLa disinformazione fa male ai lavoratori\u201d<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>C\u2019\u00e8 chi sostiene maliziosamente che il decreto Brunetta sia figlio dell\u2019accordo sottoscritto anche da UIL e CISL con il Governo sulla riforma del modello contrattuale.<\/p>\n<p>Sostenendo questa tesi si vorrebbe affermare, arditamente e non proprio in buona fede, che chi \u00e8 stato d\u2019accordo con il governo per la sottoscrizione della riforma del modello contrattuale \u00e8 certamente d\u2019accordo anche con il decreto Brunetta.<\/p>\n<p>Ma basta leggere il testo dell\u2019accordo sulla riforma della contrattazione per rendersi conto che mentre il decreto Brunetta riduce la contrattazione, nell\u2019accordo \u00e8 confermata e anzi potenziata la contrattazione di primo e di secondo livello.<\/p>\n<p><strong>Riteniamo semmai che nelle ragioni dello sciopero generale previsto dalla UIL per il 21 Dicembre prossimo andrebbe inserita anche la violazione dell\u2019accordo per la riforma del modello contrattuale, operata proprio con il d.lgs 150\/09.<\/strong><\/p>\n<p>Ho definito \u201cmaliziosi\u201d e in dubbia buona fede i sostenitori di questa tesi perch\u00e9 essi giocano sulla scarsa conoscenza dei testi di cui stiamo parlando: ci\u00f2 diventa palese quando da alcuni di questi stessi esponenti sindacali mi sono sentito ironicamente chiedere che cosa mai sia questa IPCA. Ho semplicemente risposto che l\u2019IPCA \u00e8 l\u2019indice previsionale armonizzato europeo, individuato nella piattaforma unitaria UIL-CGIL-CISL per la riforma del modello contrattuale per il rinnovo dei contratti: piattaforma unitariamente presentata al Governo Prodi e poi ripresentata al Governo Berlusconi.<\/p>\n<p><strong>Poich\u00e9 l\u2019IPCA \u00e8 l\u2019IPCA se andava bene con Prodi va bene anche con Berlusconi.<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<h3><span style=\"color: #0000ff\"><strong>La presunta riforma dell\u2019Universit\u00e0<\/strong><\/span><\/h3>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>Non ci piace il ddl Gelmini sull\u2019universit\u00e0, e continuiamo a non capire perch\u00e9 venga definito \u201criforma dell\u2019universit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Dopo tutto il can can sulle inefficienze del sistema universitario, finalizzato a restituire un po\u2019 di risorse agli atenei &#8211; che non sanno come fare i preventivi e in alcuni casi come arrivare alla fine dell\u2019anno -, occorreva forse produrre qualcosa da spendere come una \u201criforma\u201d, senza per\u00f2 disturbare troppo il potere accademico, come noto ben radicato nel Parlamento e nel Governo. Anzi, proprio il silenzio del potere accademico conferma che il testo non riforma un bel nulla!<\/p>\n<p>Eppure noi riteniamo che l\u2019universit\u00e0 avrebbe certamente bisogno di essere ripensata.<\/p>\n<p>Quello che critichiamo del DDL \u00e8 che:<\/p>\n<p>1) la battaglia sulla istituzione della terza fascia docente, sostenuta da molte forze politiche, dopo vari governi si sia risolta con l\u2019abolizione del ruolo dei ricercatori;<\/p>\n<p>2) il ruolo dei ricercatori viene sostituito da un precariato strutturale, che vivr\u00e0 di assunzioni di annata, sperando che il Ministro di turno riuscir\u00e0 a trovare soldi per le assunzioni. Ma se l\u2019annata non \u00e8 buona resteranno fuori;<\/p>\n<p>3) tutto il problema della \u201cgovernance\u201d si \u00e8 risolto con il dare al Rettore un potere forse non assoluto ma certamente molto pi\u00f9 forte di prima, visto che:<\/p>\n<p>a) sar\u00e0 il rettore a scegliere i membri del c.d.a.;<\/p>\n<p>b) nonostante i limiti temporali posti alla durata, il numero dei mandati dei Rettori pu\u00f2 essere aumentato in virt\u00f9 di quell\u2019autonomia che su questo aspetto non sembra essere toccata;<\/p>\n<p>c) <strong>l\u2019esclusione del personale, in particolare quello tecnico &#8211; amministrativo, dalla gestione e dalla vita democratica degli atenei.<\/strong><\/p>\n<p>4) la trasformazione del Direttore Amministrativo in Direttore Generale, al di l\u00e0 della mera modifica lessicale, \u00e8 stata propagandata come l\u2019introduzione della figura del \u201cmanager\u201d, come se gli attuali Direttori Amministrativi non lo fossero; l\u2019ipotesi ci fa venire il dubbio che se di manager si deve trattare, allora \u00e8 probabile che il posto possa essere ricoperto anche da un docente;<\/p>\n<p>5) la reintroduzione, nella sostanza, dei lettori di madre lingua con la istituzione dei \u201clettori di scambio\u201d ripropone uno schema che \u00e8 stato fonte di enormi guai, riuscendo nella operazione magistrale di aver speso enormi risorse di tempo e denaro per spiegare al mondo che un lettore di madre lingua \u00e8 un insegnante e non un docente, non riuscendo ovviamente a retribuire adeguatamente questi lavoratori! BAH! ;<\/p>\n<p>6) sul diritto allo studio le risorse sono in preoccupante diminuzione; il provvedimento non inverte il processo e certo non pu\u00f2 essere di conforto il sapere che la loro distribuzione passer\u00e0 per tortuosi meccanismi selettivi. Una cosa \u00e8 certa: con meno soldi il numero di studenti che potr\u00e0 usufruire di questi benefici sar\u00e0 minore rispetto al passato.<\/p>\n<h3><strong><span style=\"color: #0000ff\"> I nostri propositi, le nostre speranze<\/span><\/strong><\/h3>\n<p>Il pessimismo sul futuro sembrerebbe prevalere sull\u2019ottimismo, sulle certezze e sui grandi obiettivi del passato, per restringere orizzonti e prospettive.<\/p>\n<p>Ma noi non molliamo. Continueremo a presidiare i nostri ambiti e a lavorare per allargare quegli spazi politici e sindacali necessari a valorizzare il ruolo e centralit\u00e0 dei nostri settori.<\/p>\n<p>Ci conforta in questo la scelta di quella vasta parte del mondo del lavoro che negli atenei, negli enti e nell\u2019AFAM vede nel sindacato e nella UIL uno strumento di tutela e di valorizzazione, e nei suoi quadri dei compagni di viaggio di cui ci si pu\u00f2 fidare ed a cui ci si pu\u00f2 affidare.<\/p>\n<p>Ci confortano e ci danno sicurezza i numerosi interventi di questi anni del Capo dello Stato, Giorgio Napoletano, cui noi da questa tribuna rivolgiamo un deferente saluto. Capo dello Stato che ringraziamo per l\u2019attenzione sempre viva e per i costanti richiami verso il mondo della cultura e della scienza, cos\u00ec come vivi furono quelli di Carlo Azeglio Ciampi.<\/p>\n<p>Giorgio Napolitano ricordava nei giorni scorsi che senza moralit\u00e0 non vi pu\u00f2 essere saggia e buona azione politica, e che il problema prioritario del nostro Paese \u00e8 la sua crisi morale. Condividiamo questa analisi e questo appello e ci permettiamo di aggiungere che non ci possono essere moralit\u00e0, senso dello Stato e delle istituzioni, spirito di servizio e salvaguardia dell\u2019interesse generale senza saperi e senza vera cultura.<\/p>\n<p>Continueremo a chiedere maggiore autonomia, anche dentro la UIL, per portare avanti nel migliore dei modi le istanze dei lavoratori e le specificit\u00e0 dei nostri settori, senza doverci troppo preoccupare di equilibri che non vogliamo toccare, di suscettibilit\u00e0 che non vogliamo ferire.<\/p>\n<p>Ricerca. Cultura. Arte. Il futuro \u00e8 gi\u00e0 nato. E per noi il futuro nasce ogni giorno.<\/p>\n<p>Viva la  UIL. Viva i lavoratori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riduzione dei comparti di contrattazione Nel d.lgs. 150, il Ministro per la F.P. ha fortemente voluto che i comparti di contrattazione siano solo 4, in ossequio ad un principio di razionalizzazione che meglio sarebbe definire di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":195,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[343,933],"tags":[],"class_list":["post-974","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita","category-speciale-riforma-pa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/people.unica.it\/uilpa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/974","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/people.unica.it\/uilpa\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/people.unica.it\/uilpa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/people.unica.it\/uilpa\/wp-json\/wp\/v2\/users\/195"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/people.unica.it\/uilpa\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=974"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/people.unica.it\/uilpa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/974\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1050,"href":"https:\/\/people.unica.it\/uilpa\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/974\/revisions\/1050"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/people.unica.it\/uilpa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=974"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/people.unica.it\/uilpa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=974"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/people.unica.it\/uilpa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=974"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}