{"id":923,"date":"2009-11-24T08:47:11","date_gmt":"2009-11-24T07:47:11","guid":{"rendered":"http:\/\/people.unica.it\/uilpa\/?p=923"},"modified":"2009-12-06T15:36:32","modified_gmt":"2009-12-06T14:36:32","slug":"relazione-del-segretario-di-ateneo-giorgio-mancosu-al-3%c2%b0-congresso-provinciale-uilpa-di-cagliari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.unica.it\/uilpa\/2009\/11\/24\/relazione-del-segretario-di-ateneo-giorgio-mancosu-al-3%c2%b0-congresso-provinciale-uilpa-di-cagliari\/","title":{"rendered":"Relazione del Segretario di Ateneo Giorgio Mancosu al 3\u00b0 Congresso Provinciale UILPA di Cagliari"},"content":{"rendered":"<p><strong>Introduzione<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Buongiorno a tutti.<\/p>\n<p>Innanzitutto, ringrazio l&#8217;On. Farigu perch\u00e8 col suo intervento mi ha reso ancor pi\u00f9 orgoglioso di far parte della UIL.<\/p>\n<p>Prima di affrontare tematiche pi\u00f9 generali relative al lavoro pubblico, vorrei in breve presentarvi \u00a0il Coordinamento Universit\u00e0 di Cagliari, che dopo tanti anni \u00e8 onorato di riavvicinarsi alla grande famiglia UILPA.<\/p>\n<p>Da poche settimane il nostro Congresso ha quasi interamente rinnovato il gruppo dirigente\u00a0 con membri eterogenei per professionalit\u00e0 e collocazione lavorativa; questo ci consente di meglio rappresentare le esigenze delle diverse categorie di lavoratori e di rendere pi\u00f9 capillare l\u2019assistenza sul posto di lavoro.<\/p>\n<p>Una delle attivit\u00e0 a cui dedichiamo particolare cura \u00e8 l\u2019informazione sindacale. Riteniamo, infatti, che l\u2019informazione sia la prima forma di rispetto nei confronti del lavoratore oltre che uno strumento che favorisce la trasparenza dell\u2019azione sindacale. L\u2019utilizzo delle pi\u00f9 recenti tecnologie telematiche ci consente un contatto quotidiano con gli iscritti e con tutti gli altri lavoratori.<\/p>\n<p>Negli ultimi tempi abbiamo profuso un particolare impegno per favorire l\u2019assunzione nel nostro ateneo degli idonei dei pubblici concorsi. Una incisiva campagna stampa, l\u2019apertura di una mailing list dedicata, sono alcuni degli strumenti che abbiamo utilizzato per agevolare la creazione di un nutrito gruppo di giovani, che hanno avuto, tra l\u2019altro, occasione di entrare direttamente in contatto col rettore. Alcuni di questi ragazzi oggi sono nostri colleghi, alcuni di loro sono iscritti UIL.<\/p>\n<p>Dopo anni di emarginazione, finalmente i nostri colleghi centralinisti potranno frequentare un corso di formazione a loro dedicato e lavoreranno in postazioni informatiche adeguate alle loro esigenze di ipovedenti. Questo \u00e8 il risultato di un progetto UIL che ci riempie di orgoglio.<\/p>\n<p>I risultati che abbiamo raggiunto nelle ultime elezioni RSU (raccogliendo un numero di voti doppio rispetto agli iscritti) ci incoraggia a proseguire in un\u2019azione sindacale di respiro confederale, capace di superare i confini degli iscritti.<\/p>\n<p>Attualmente siamo impegnati con le altre OO.SS. e con l\u2019amministrazione in un\u2019intensa trattativa per l\u2019applicazione di tutti quegli istituti contrattuali, come le progressioni economiche, che ci consentano di stabilizzare gli attuali livelli retributivi, preservandoli dagli effetti del recente decreto Brunetta.<\/p>\n<p>Per il futuro il nostro motto \u00e8: dalla qualit\u00e0 alla quantit\u00e0.<\/p>\n<p>Il gruppo dirigente dovr\u00e0, infatti, mantenere elevato il livello di credibilit\u00e0 della UIL nei rapporti con l\u2019amministrazione e le altre OO.SS. e guadagnarsi la stima crescente dei lavoratori, che speriamo si traduca nel maggior numero di tessere.<\/p>\n<p align=\"center\">_______________________________________________<\/p>\n<p><strong>La migliore risposta possibile: la UIL<\/strong><\/p>\n<p>Comincio la mia breve disamina in tema di lavoro pubblico col dire che non sono d\u2019accordo con quanti, riferendosi all\u2019ultimo decreto Brunetta, parlano di riforma della pubblica amministrazione. Lo stesso titolo del decreto legislativo 150\/2009 \u00e8 fuorviante \u201c\u2026Ottimizzazione della produttivit\u00e0 del lavoro pubblico\u201d. E\u2019 sufficiente, infatti, una veloce lettura del testo normativo per comprendere che si tratta molto semplicemente di un attacco \u201ca testa bassa\u201d nei confronti dei lavoratori pubblici, dell\u2019ennesimo tentativo di delegittimare il sindacato, di un ritorno ad una concezione centralistica ed autoritaria della pubblica amministrazione\u2026Insomma, si tratta di una vera e propria contro-riforma e tutto ci\u00f2 \u00a0ci deve preoccupare soprattutto come cittadini.<\/p>\n<p>Il messaggio sotteso al decreto Brunetta \u00e8 chiaro e condivisibile: i lavoratori non sono tutti uguali, cos\u00ec come non tutti i lavori sono uguali in quanto a impegno richiesto o logorio indotto. E\u2019, dunque, demotivante e scorretta, per quanto faciliti la vita del sindacalista, la politica della distribuzione a pioggia delle risorse.<\/p>\n<p>I veri problemi sorgono nel momento in cui si esamina la ricetta confezionata dal Governo per superare le inefficienze della P.A.<\/p>\n<p>Il primo obiettivo del decreto \u00e8 quello di asportare dal pubblico impiego gli istituti che maggiormente ne compromettono l\u2019efficienza: la contrattazione e la concertazione\u2026In altre parole, \u00e8 l\u2019ingombrante fardello delle relazioni sindacali ad impedire alla P.A. un salto di qualit\u00e0!<\/p>\n<p>Perci\u00f2, d\u2019ora in avanti sar\u00e0 la legge e non il contratto a disciplinare i trattamenti economici accessori legati alla produttivit\u00e0 ed al risultato, i processi di valutazione del personale e delle performances degli uffici, la mobilit\u00e0. E\u2019 legge dello Stato che un quarto dei lavoratori pubblici sono fannulloni per definizione e saranno esclusi dal salario accessorio e da qualunque progressione economica e di carriera. Peccato che in molti settori l\u2019accessorio comprenda una serie di indennit\u00e0 fisse e ricorrenti, grazie alle quali gli stipendi riescono a mantenersi a mala pena sopra i mille euro. L\u2019esistenza a priori di percentuali di lavoratori con performances alte, medie e basse, dalle quali dipender\u00e0 la possibilit\u00e0 per gli stipendi di superare la soglia di povert\u00e0, sar\u00e0 fonte di inevitabili conflitti all\u2019interno dei posti di lavoro. La valutazione \u00e8 un istituto che dovrebbe servire al miglioramento di un\u2019organizzazione. Ma se per legge i cattivi saranno sempre almeno un quarto dei lavoratori non potr\u00e0 mai crescere la quota dei meritevoli.<\/p>\n<p>Questo elefantiaco apparato per la valutazione previsto dal decreto Brunetta, quanto coster\u00e0? Di sicuro sappiamo, perch\u00e9 scritto nel decreto, che la sola Commissione di valutazione prevista a livello nazionale coster\u00e0 2 milioni di euro nel 2009 e 8 milioni di euro a partire dal 2010 ! Da una parte si risparmia sugli stipendi, dall\u2019altra si foraggiano ricche strutture che ospiteranno qualche illustre docente universitario a 300mila euro l\u2019anno.<\/p>\n<p>Sparisce la concertazione in tema di organizzazione del lavoro. E\u2019 tempo perso il confronto con i rappresentanti dei lavoratori, anche in occasione di importanti riorganizzazioni degli uffici, che coinvolgono la vita di chi ci lavora. Se tutto ci\u00f2 non bastasse, viene riscritto il procedimento disciplinare e sono inasprite le sanzioni, tanto che l\u2019insufficiente rendimento per due anni potr\u00e0 determinare il licenziamento . I collegi arbitrali sono sostituiti da procedure di conciliazione non obbligatorie.<\/p>\n<p>In questo contesto, il singolo lavoratore rischia di essere schiacciato dallo strapotere dell\u2019amministrazione che, senza il contrappeso del sindacato, potr\u00e0 liberamente decidere del suo futuro professionale, del suo livello retributivo, del mantenimento del suo posto di lavoro.\u00a0 L\u2019atteggiamento di questo Governo nei confronti dei lavoratori pubblici sta gi\u00e0 incoraggiando qualche amministrazione ad andare oltre il segno. Vi porto l\u2019esempio dell\u2019ateneo di Cagliari, dove stiamo sperimentando l\u2019istituto del \u201cgradimento\u201d. Alcuni lavoratori, una volta superato un concorso interno per segretari di presidenza, si sono visti negare la nuova collazione lavorativa perch\u00e9 non graditi al preside di turno. Non osiamo immaginare cosa potr\u00e0 accadere una volta che una simile parzialit\u00e0, contaminando le valutazioni, condizioner\u00e0 una parte rilevante dei nostri stipendi.<\/p>\n<p>Sul fronte delle risorse finanziarie la ricetta \u00e8 diventata quasi banale ed \u00e8 quella dei tagli indiscriminati, soprattutto nei settori sui quali il nostro Paese dovrebbe maggiormente investire per la ripresa economica. Esemplificativo \u00e8 il caso dell\u2019Universit\u00e0. E\u2019 dal 1993 che l\u2019Universit\u00e0 subisce periodicamente dei tagli. E\u2019 sufficiente ricordare la manovra pro-trasportatori,\u00a0 che nel 2007 sottrasse agli atenei oltre 100milioni, o il decreto salva-banche del 2008. Sembra quasi che l\u2019istruzione sia poco pi\u00f9 di un capriccio, del quale si pu\u00f2 fare a meno se i denari servono per cose pi\u00f9 serie. Ora il bisturi finanziario \u00e8 andato veramente in profondit\u00e0 con i tagli al Finanziamento ordinario. Le universit\u00e0 del meridione hanno subito di recente un\u2019ulteriore decurtazione di circa 52 milioni di euro. Per non parlare delle norme che, da una parte spingono per il pensionamento dei lavoratori pubblici, dall\u2019altra ne limitano il ricambio al 50% delle uscite, che si riduce ulteriormente con l\u2019applicazione del meccanismo dei cosiddetti \u201cpunti organico\u201d.<\/p>\n<p>Se questo non bastasse, nella bozza di disegno di legge finanziaria 2010, approvata dal consiglio dei ministri marted\u00ec 22 settembre, sono indicati stanziamenti per il triennio appena sufficienti ad erogare l\u2019indennit\u00e0 di vacanza contrattuale.<\/p>\n<p>Insomma, dopo aver sfiancato interi settori della pubblica amministrazione con tagli indiscriminati, ora il Governo, non solo disattende gli impegni assunti con l\u2019accordo del \u00a030 aprile scorso per il rinnovo dei contratti pubblici, ma decide unilateralmente di riscrivere le regole del gioco. Scopo del gioco? Ridurre il sindacato a mero spettatore delle scelte datoriali e fare cassa decurtando il salario dei lavoratori pubblici.<\/p>\n<p>Purtroppo, sapete bene che quanto vi ho raccontato \u00e8 gi\u00e0 presente, perch\u00e9 \u00e8 scritto su testi di legge gi\u00e0 in vigore. Non resta, dunque, che interrogarsi sul ruolo e sulle prospettive del sindacato e del rappresentante sindacale nel pubblico impiego, soprattutto per scongiurare inevitabili sentimenti di sfiducia dei lavoratori.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline\">Ritengo che l\u2019unica risposta a quanto sta accadendo sia gi\u00e0 iscritta nel DNA della UIL<\/span>.<\/p>\n<p>Al desiderio di colpire duramente i lavoratori pubblici (fannulloni e privilegiati per via del posto fisso), dovremo avere il coraggio (e la voglia) di opporre un nuovo Sindacato. Un movimento di persone che alla protesta sappia accompagnare le proposte; che al naturale desiderio di lotta aggiunga la capacit\u00e0 di elaborare soluzioni concrete, anche a legislazione vigente. La autonomia dalla politica, l\u2019idea che si rende un servizio migliore ai lavoratori sedendosi ai tavoli negoziali, piuttosto che abusare dell\u2019arma propagandistica dello scontro totale, sono qualit\u00e0 che la UIL gi\u00e0 possiede e che saranno indispensabili per limitare i danni di questo scempio normativo.<\/p>\n<p><strong>Il sindacato si basa essenzialmente su rapporti di forza e la sua esistenza non dipende dagli spazi che gli sono concessi nei testi normativi. Ora che sulla carta c\u2019\u00e8 meno sindacato, ci sar\u00e0 bisogno di pi\u00f9 Sindacato\u2026Ci sar\u00e0 bisogno di pi\u00f9 UIL!<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione Buongiorno a tutti. Innanzitutto, ringrazio l&#8217;On. 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