{"id":1026,"date":"2009-12-14T15:22:25","date_gmt":"2009-12-14T14:22:25","guid":{"rendered":"http:\/\/people.unica.it\/uilpa\/?p=1026"},"modified":"2009-12-14T15:32:09","modified_gmt":"2009-12-14T14:32:09","slug":"luniversita-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.unica.it\/uilpa\/2009\/12\/14\/luniversita-reale\/","title":{"rendered":"L&#8217;Universit\u00e0 reale"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: x-small\"> <\/span><\/p>\n<div><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #000099;font-family: verdana\"><span style=\"font-family: Arial;color: #000000\">(da: Il Fatto Quotidiano, 13 dicembre  2009)<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #000099;font-family: verdana\"><a href=\"http:\/\/www.stampa.cnr.it\/RassegnaStampa\/09-12\/091214\/ORFG8.tif\">http:\/\/www.stampa.cnr.it\/RassegnaStampa\/09-12\/091214\/ORFG8.tif<\/a><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #000099;font-family: verdana\"> <\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #000099;font-family: verdana\"><span style=\"font-family: Arial;color: #000000\">di Francesco Sylos Labini (*) e Stefano Zapperi  (**)<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #000099;font-family: verdana\"><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial;color: #000000\">L\u2019organizzazione dell\u2019universit\u00e0 ideale \u00e8 stata descritta in ogni  dettaglio da alcuni economisti della Bocconi. Il modello \u00e8 quello di  un\u2019universit\u00e0 a gestione privatistica, finanziata principalmente dalle rette  studentesche e non pi\u00f9 dallo Stato, con totale libert\u00e0 nel reclutamento e nella  didattica. Questo sistema garantirebbe eccellenza, farebbe scomparire il  nepotismo accademico e chiudere le universit\u00e0 improduttive. <\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #000099;font-family: verdana\"><span style=\"font-family: Arial;color: #000000\">Tuttavia, per portare a compimento un programma di  questo tipo, occorre prima di tutto radere al suolo il sistema esistente. <\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #000099;font-family: verdana\"><span style=\"font-family: Arial;color: #000000\">A questo fine giova dimostrare che l\u2019universit\u00e0 e la  ricerca italiana sono di qualit\u00e0 assolutamente scadente nonostante siano  finanziate addirittura in maniera eccessiva. <\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #000099;font-family: verdana\"><span style=\"font-family: Arial;color: #000000\">Si sbandierano le classifiche internazionali e si  scelgono gli indicatori statistici pi\u00f9 appropriati sulla produttivit\u00e0  scientifica e sulla spesa pubblica destinata all\u2019universit\u00e0, utilizzando a volte  metodi discutibili per tirare le statistiche dalla propria parte. <\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #000099;font-family: verdana\"><span style=\"font-family: Arial;color: #000000\">Il modello sembra rifarsi a una versione estremizzata  del sistema universitario statunitense dove le rette sono in genere molto alte  anche se esiste una vasta rete di universit\u00e0 pubbliche. <\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #000099;font-family: verdana\"><span style=\"font-family: Arial;color: #000000\">In Europa il sistema universitario \u00e8 invece  prevalentemente pubblico, con rette studentesche che in molti casi sono  addirittura inferiori a quelle italiane. Inoltre vi \u00e8 spesso un forte sostegno  al \u201cdiritto allo studio\u201d, con residenze universitarie e borse di studio che  manca in Italia. <\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #000099;font-family: verdana\"><span style=\"font-family: Arial;color: #000000\">Se vogliamo imitare gli altri paesi, perch\u00e9 non  cominciare portando il finanziamento a universit\u00e0 e ricerca al livello degli  Stati Uniti o almeno a quello della media dei paesi Ocse? <strong>Il disegno di  legge sull\u2019universit\u00e0 recentemente presentato dal governo aggiunge un tassello  al piano di smantellamento del sistema pubblico e di costruzione del nuovo  modello privatistico<\/strong>. A questo piano concorrono i tagli strutturali al  finanziamento universitario decisi l\u2019anno scorso dal governo (legge 133\/08), che  stanno mettendo in seria crisi molte universit\u00e0 che l\u2019anno prossimo potrebbero  non essere in grado pagare gli stipendi ai propri docenti. <\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #000099;font-family: verdana\"><span style=\"font-family: Arial;color: #000000\">Citiamo anche il rallentamento delle procedure di  assegnazione dei fondi per la ricerca (i progetti per il finanziamento della  ricerca di base a livello nazionale per il 2009 sono ancora da assegnare) e la  loro riduzione quantitativa (-30% in 5 anni), il rinvio di concorsi e assunzioni  di personale docente. <\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #000099;font-family: verdana\"><span style=\"font-family: Arial;color: #000000\">Tutte queste misure vengono presentate di volta in  volta come dovute all\u2019emergenza finanziaria o dettate da problemi tecnici.  Sembrano invece in perfetto accordo con il modello teorico enunciato sopra e con  la sua applicazione che richiede come primo passo la distruzione  dell\u2019esistente<\/span><\/span><span style=\"color: #000099;font-family: verdana\"><span style=\"font-family: Arial;color: #000000\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"color: #660000\"> <\/span>. La  mancanza di risorse costringer\u00e0 di fatto le universit\u00e0 ad aumentare le rette  studentesche e ad avviarsi a un modello di gestione privatistico. Inoltre la  riforma della governance universitaria contenuta nel nuovo disegno di legge  riduce le funzioni del senato accademico a favore di un consiglio di  amministrazione con una forte componente di esterni. Di fatto si chiede ai  privati di gestire l\u2019universit\u00e0 pubblica, senza richiedere nulla in cambio in  termini di finanziamento. Una vera manna<\/span><span style=\"color: #800000\"><span style=\"color: #660000\">.<\/span><\/span> Inoltre vengono incrementati i  poteri del rettore, eletto non pi\u00f9 da tutto il corpo accademico, ma da una  ristretta cerchia di professori ordinari \u201ccon provata competenza manageriale\u201d.  In sostanza la scelta \u00e8 lasciata ai soliti baroni che hanno ricoperto cariche  accademiche fino ad ora.<br \/>\nIl fumo che avvolge questa operazione \u00e8 la  &#8220;meritocrazia&#8221; p<span style=\"color: #000000\">arola che se presa sul serio da coloro che  continuamente la invocano, dovrebbe indurre a immediate dimissioni. Per  \u201cpremiare il merito\u201d si cambiano le regole di reclutamento, abolendo  definitivamente il ruolo di ricercatore, introducendo la tenure-track e cio\u00e8 un  contratto di 3+3 anni \u201ceventualmente\u201d seguito dall\u2019assunzione come professore  associato. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #000099;font-family: verdana\"><span style=\"font-family: Arial;color: #000000\">Negli Stati Uniti una tenure-track \u00e8 un contratto che  alla fine di un periodo di prova, in genere di cinque anni, prevede l\u2019assunzione  a tempo indeterminato se la valutazione \u00e8 positiva. E\u2019 quindi prevista da subito  la copertura finanziaria per l\u2019eventuale posizione tenured. <\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #000099;font-family: verdana\"><span style=\"font-family: Arial;color: #000000\">Nella versione italiana invece, la conferma nel ruolo  di associato avviene dopo il conseguimento di un giudizio di idoneit\u00e0 nazionale  e il superamento di un concorso locale. Paradossalmente \u00e8 il vecchio posto di  ricercatore ad assomigliare alla tenure-track americana: in teoria sarebbe  previsto un periodo di prova di tre anni prima della conferma in ruolo. In  Italia per\u00f2 le regole sono spesso formali e la conferma in ruolo \u00e8 stata data  sempre per scontata. Dunque invece di abolire il ruolo di ricercatore sarebbe  stato sufficiente rendere sostanziale la regola formale con una seria  valutazione dell\u2019attivit\u00e0 del primo triennio.<span style=\"color: #990000\"> <span style=\"color: #000000\">La nuova tenure-track fornir\u00e0 principalmente bassa  manovalanza per i baroni.<\/span><\/span> Intanto i massimi vertici del mondo  accademico invitano le nuove generazioni di ricercatori a fuggire dall\u2019Italia.  Ci chiediamo se non sarebbe meglio che se ne andasse qualcun  altro.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #000099;font-family: verdana\"><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial;color: #000000\">(*) Centro Enrico Fermi, Roma<br \/>\n(**) Cnr,  Modena<\/span><\/span><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(da: Il Fatto Quotidiano, 13 dicembre 2009) http:\/\/www.stampa.cnr.it\/RassegnaStampa\/09-12\/091214\/ORFG8.tif di Francesco Sylos Labini (*) e Stefano Zapperi (**) L\u2019organizzazione dell\u2019universit\u00e0 ideale \u00e8 stata descritta in ogni dettaglio da alcuni economisti della Bocconi. 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