Elettricità da fonti pulite o da fonti inquinanti?

 

Questo studio aveva l’obiettivo di rilevare la disponibilità a pagare qualcosa in più in bolletta per acquistare energia “pulita”, prodotta da una centrale fotovoltaica, invece che accettare uno sconto per dell’energia prodotta da una fonte inquinante (nel caso, carbone).

Utilizzando la metodologia della Valutazione Contingente, si ipotizzava che la Società elettrica dalla quale la persona intervistata acquistava l’elettricità, avrebbe potuto offrire una nuova formula contrattuale.  Si proponevano due scenari:  in uno si diceva alla persona intervistata che la Società Elettrica di cui si serviva avrebbe proposto una nuova tariffa, chiamata Ecologica, con la quale si obbligava a venderle energia prodotta da fonti rinnovabili non inquinanti, acquisendo nuovi impianti fotovoltaici. Ciò avrebbe determinato un aumento nelle tariffe e nella bolletta pagata dall’utente. L’altro scenario prevedeva invece l’offerta di una tariffa Economica all’utente, resa possibile dal fatto che la Società avrebbe utilizzato un impianto termoelettrico alimentato a carbone, che avrebbe permesso l’erogazione di energia elettrica a costi più contenuti rispetto alla situazione attuale.

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L’indagine campionaria è stata effettuata in provincia di Oristano nel 2011 ed ha coinvolto 358 individui. L’Agenzia per l’Energia di Oristano ha dato supporto tecnico e logistico per la realizzazione dello studio.

I risultati dell’indagine hanno mostrato che le persone sono in genere restie ad accettare di acquistare energia prodotta da una fonte che viene presentata come inquinante, anche a fronte di un notevole sconto: un’alta percentuale di intervistati ha dichiarato che non avrebbe mai accettato questa offerta. Fra coloro che prenderebbero in considerazione l’offerta, si è riscontrato, prevedibilmente, che in situazioni di difficoltà economica si è spinti ad accettarla, anche a fronte di sconti non estremamente elevati; ma in media, tra coloro che valuterebbero l’offerta, la riduzione richiesta rispetto all’attuale bolletta sarebbe piuttosto elevata: circa il 65%.

La situazione cambia radicalmente nel caso dell’offerta Ecologica. In questo caso nessuno, in linea di principio, rifiuterebbe l’offerta. Tuttavia l’effettiva accettazione dipende dall’ammontare del costo aggiuntivo in bolletta, oltre che, anche in questo caso, da attitudini personali e dall’informazione circa i rischi per la salute e l’ambiente derivanti dall’inquinamento. Si è riscontrato che in media nel campione verrebbe accettato un incremento di circa il 40%, che, dato il livello medio delle bollette nel campione, corrisponde a circa 267 Euro di incremento all’anno.

Se questi risultati fossero confermati a livello nazionale, si dimostrerebbe che gli utenti italiani accetterebbero l’attuale livello di incentivazione delle energie pulite. Naturalmente, una revisione delle attuali strategie è comunque necessaria; ma possiamo dire che gli incentivi erogati alle fonti assimilate attraverso il CIP6, ed il peso dato alle centrali a biomasse, con i relativi maggiori rischi di inquinamento (soprattutto se alle biomasse in senso stretto si aggiungono i rifiuti), non sembrano essere in linea con le preferenze manifestate dagli utenti del nostro studio verso fonti energetiche che non producono emissioni potenzialmente rischiose per la salute.

Il lavoro Strazzera E., Mura M. e Statzu V. “Elettricità da fonti pulite o da fonti inquinanti: uno studio di Valutazione Contingente sulle preferenze delle famiglie” è stato presentato alla conferenza annuale SIE (Società Italiana degli Economisti), Matera, 18-20 ottobre 2012.

Strazzera_Mura_Statzu_2012_CV_determinants_demand_green_brown_energy

Per leggere lo studio completo:

Strazzera, E., Mura M., Statzu V. (2012). Powering the change: a Contingent Valuation study on the determinants of demand for green vs. brown energy. Journal of Environmental Economics and Policy, Volume 1 Issue 2, 146-173, Routledge.

 

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