{"id":798,"date":"2017-03-08T13:49:33","date_gmt":"2017-03-08T13:49:33","guid":{"rendered":"http:\/\/people.unica.it\/progettoesocieta\/?page_id=798"},"modified":"2017-03-12T17:51:01","modified_gmt":"2017-03-12T17:51:01","slug":"prima-esercitazione","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/people.unica.it\/progettoesocieta\/esercitazioni-3\/prima-esercitazione\/","title":{"rendered":"Prima esercitazione"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>prima esercitazione<\/strong> (individuale) rappresenta l\u2019inizio di un processo di conoscenza graduale dello \u201cspazio della pena\u201d. Lo studente dovr\u00e0 acquisire gli elementi per passare da un\u2019immagine del luogo necessariamente \u201cmediata\u201d da fonti indirette (cinema, arti visive, letteratura ecc), ad una immagine personale, fino alla esperienza diretta del carcere. Il lavoro si concretizza nella lettura di alcuni testi assegnati e nella restituzione dello spazio narrato, attraverso un elaborato descrittivo. La tecnica di rappresentazione sar\u00e0 libera e dovr\u00e0 esprimere, traducendola con il linguaggio pi\u00f9 appropriato, la condizione spaziale evocata dall\u2019autore.<\/p>\n<p><strong>TESTO<\/strong><\/p>\n<p><strong>Tentativo di rappresentazione di uno spazio letterario<\/strong><\/p>\n<p><strong>(spazi della pena di Antonio Gramsci)<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\"><em>Prima che una citt\u00e0 del mondo reale, Parigi, per me come per milioni d&#8217;altre persone d&#8217;ogni paese, \u00e8 stata una citt\u00e0 immaginata attraverso i libri, una citt\u00e0 di cui ci si appropria leggendo.&nbsp;<\/em>Italo Calvino, Eremita a Parigi. Pagine autobiografiche<\/p>\n<p>Gli istituti penitenziari rientrano nelle cosiddette \u201cistituzioni totali\u201d <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> e sono luoghi di cui pochi hanno fatto <strong>esperienza diretta<\/strong>. Dalla negazione della consistenza e della visibilit\u00e0, deriva una conoscenza\/<strong>rappresentazione dell\u2019ambiente carcerario<\/strong> costituita da un insieme di discorsi e dalle immagini diffuse dai media o, ancora, espresse dai linguaggi e forme dell\u2019arte. La rassicurante \u201cnegazione\u201d del carcere come edificio pubblico &#8211; parte integrante della citt\u00e0 consolidata &#8211; e le conseguenti scelte localizzative <strong>segreganti<\/strong>, dal punto di fisico e simbolico, rispetto all\u2019organismo urbano, contribuiscono ad alimentare un <strong>processo di rimozione collettiva.<\/strong> Se pensiamo al caso dell\u2019IPM di Quartucciu, e alle sequenze di spostamento, topografiche o temporali, che siamo soliti mettere in atto, non troveremo alcun riferimento a questo luogo.<\/p>\n<p>L\u2019esercizio proposto \u00e8 il primo passo di un <strong>processo di conoscenza graduale<\/strong>, che prevede il passaggio da una immagine del luogo \u201cmediata\u201d da linguaggi e forme di rappresentazione, ad una immagine personale, fino all\u2019esperienza del carcere.<\/p>\n<p>Lo studente sar\u00e0 invitato a leggere alcune \u201clettere dal carcere\u201d di Antonio Gramsci e a restituire lo spazio narrato, attraverso un elaborato descrittivo. Ciascuno potr\u00e0 scegliere un solo brano, oppure brani diversi, in modo da articolare un racconto.<\/p>\n<p>Nel tentativo di descrivere lo spazio pu\u00f2 essere utile avere un approccio \u201cclassificatorio\u201d e per es. isolare gli elementi che strutturano lo spazio fino a rappresentare un inventario (muro, finestra, letto, oggetti di uso comune); oppure si pu\u00f2 dare forma alle attivit\u00e0 che il narratore svolge quotidianamente, e allo schema delle relazioni che si intrecciano nel luogo. Non si dovr\u00e0 escludere di tradurre concetti astratti come il tempo o la necessit\u00e0 di evasione manifestata dall\u2019autore attraverso la fuga verso altri mondi o la richiesta al lettore di oggetti evidentemente assenti nello spazio vissuto.<\/p>\n<p>La tecnica di rappresentazione e visualizzazione \u00e8 libera: il disegno, utilizzando lo schizzo, oppure la rappresentazione geometrica attraverso la prospettiva, l\u2019assonometria, la pianta, etc., il collage, il fumetto, il modellino, il mockup.<\/p>\n<p>Lo studente sceglier\u00e0 la tecnica pi\u00f9 adeguata ad esprimere la condizione spaziale evocata dall\u2019autore. Il lavoro sar\u00e0 svolto durante l\u2019orario del corso il giorno 8 marzo e dovr\u00e0 essere consegnato a fine giornata. Si consiglia la lettura attenta e la selezione dei testi, che verranno assegnati il 1 marzo, prima del laboratorio pratico.<\/p>\n<p>L\u2019esercitazione \u00e8 obbligatoria e costituisce elemento di valutazione individuale.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Il concetto di istituzione totale \u00e8 stato formulato ed analizzato dal sociologo americano Erving Goffman, verso la met\u00e0 degli anni cinquanta. Goffman definisce <em>l\u2019istituzione totale <\/em>come il luogo di residenza e di lavoro di gruppi di persone le quali, tagliate fuori dalla societ\u00e0 per un considerevole periodo di tempo, si trovano a condividere una situazione comune, trascorrendo parte della loro vita in un regime chiuso e formalmente amministrato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima esercitazione (individuale) rappresenta l\u2019inizio di un processo di conoscenza graduale dello \u201cspazio della pena\u201d. 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