{"id":342,"date":"2009-02-16T21:21:27","date_gmt":"2009-02-16T20:21:27","guid":{"rendered":"http:\/\/people.unica.it\/mlorinczi\/?page_id=342"},"modified":"2025-04-20T13:22:02","modified_gmt":"2025-04-20T12:22:02","slug":"re-de-coquinaria","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/people.unica.it\/mlorinczi\/re-de-coquinaria\/","title":{"rendered":"Re (De) coquinaria"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\"><span style=\"text-decoration: none\">D<\/span>e re coquinaria \u00a0&#8211; \u00a0Ricette originali e adattate \u00a0(con diritti di \u00a0<b><a title=\"\u00a9\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/%C2%A9\">\u00a9<\/a>\u00a0 per la ripubblicazione da parte di altri, ma non per la messa in opera in cucina)<\/b> . Non \u00e8 robot-food!<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>S<\/strong><strong>urrogato di burro<\/strong> per ipercolesterolemici o per chiunque. Mi sono ispirata alla seguente ricetta medievale:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da: LIBRO DE ARTE COQUINARIA COMPOSTO PER LO EGREGIO MAESTRO MARTINO COQUO OLIM DEL REVERENDISSIMO MONSIGNOR CAMORLENGO ET PATRIARCHA DE AQUILEIA (Sec. XV) (http:\/\/www.uni-giessen.de\/gloning\/tx\/martino2.htm)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Butiro contrafacto in Quadragesima. Prendi simelmente como \u00e8 ditto di sopra una libra d&#8217;amandole nette et piste molto bene et con mezzo bicchiero de acqua rosata le passarai per la stamegna che siano bene strette; et per fare che si stringano ben forte gli agiongerai un pocha di farina d&#8217;amito, overo, &lt;&lt;p. 172&gt;&gt; che ser\u00e0 meglio, un mezo bicchero di brodo di luccio con quattro once di zuccharo et zafrano pocho per farlo giallo, passando ogni cosa como ho ditto quanto pi\u00f9 stretto poterai. Poi gli darrai la forma ad modo d&#8217;un pane di butiro; il mettirai a prendere la sera per la matina in loco freschissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prendendo questa ricetta come modello, cosi&#8217; l&#8217;ho modificata:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>MARGARINA MEDIEVALE<\/em>. Prendi 100 g. di mandorle dolci, pelate, le metti a mollo la sera prima in un po&#8217; di latte scremato, con un pizzico di sale (o senza). Il giorno dopo si fanno bollire le mandorle nel loro latte, poi le frulli bene col frullatore elettrico, per triturarle finissime. Si ottiene una sorta di crema ancora liquida (altrimenti non e&#8217; possibile frullare) e la si rimette a bollire con un po&#8217; di amido di mais (un cucchiaio raso), mescolando sempre perche&#8217; non si attacchi. Quando l&#8217;amido risulta cotto ed ha addensato la crema, si spegne il fuoco, si aggiunge un po&#8217; d&#8217;olio di arachidi (o mais, soia ecc., NON d&#8217;oliva perch\u00e9 troppo saporito), si rimescola ben bene per rendere la pasta cremosa e omogenea. Si mette in una burriera, o se ne forma un panetto, e si lascia sfreddare. Si conserva in frigo. Si consuma entro una settimana. Buono sulla pasta in bianco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>CREMA DI MARRONI<\/strong>.\u00a0Dessert rapidissimo e facilissimo. Per sei-sette persone.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ingredienti: un vasetto di crema di castagne; altrettanta quantit\u00e0 di purea di patate, preparata anche con i fiocchi di patate; latte caldo per fare la purea di patate; una tavoletta di croccantino di sesamo; 50 grammi di noci sgusciate; un cucchiaio di rum o di vodka o di un altro superalcolico. Panna montata o similpanna. Cacao\/caff\u00e8\/orzo solubili.<br \/>\nPreparazione: Si prepara la purea di patate secondo le istruzioni, ma usando solo latte caldo e senza metterci sale e grassi; si aggiungono la crema di castagne, la tavoletta di croccantino di sesamo ridotta a bricioloni, le noci sgusciate tagliate grossolanamente con la mezzaluna, il cucchiaio di liquore. Si mette in frigo per un paio d&#8217;ore.<br \/>\nLa (simil)panna si condisce con un po&#8217; (due cucchiaini) di cacao solubile, oppure con del caff\u00e8 od orzo solubili. Si ripone nel frigo.<br \/>\nSi serve in coppette, si aggiunge la panna giusto prima di servire. Magari si guarnisce con un pezzetto di marron glac\u00e9 o di cioccolato o con una-due langues de chat (biscotti oblunghi da gelato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al posto della (simil)panna di pu\u00f2 usare dello iogurt magro naturale, dolcificato con del miele, a mo&#8217; di salsina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>CREMA DI MELANZANE<\/strong>. Da utilizzare come antipasto (freddo) o nel menu del pasto serale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le melanzane usate devono essere soltanto quelle nere, n\u00e9 troppo sottili n\u00e9 troppo tonde. Si lavano, senza togliere il picciolo. Su una bistecchiera normale, in ghisa o antiaderente, se ne possono sistemare tre (complessivamente circa 1200 g.). La bistecchiera viene poi riscaldata a fiamma moderata (altrimenti le melanzane si bruciano) e le melanzane si coprono con un coperchio a campana (come quello di un wok cinese). Cos\u00ec si ottiene una specie di fornetto da campo. Non appena le melanzane incominciano a cuocere dentro e dunque si ammorbidiscono, vanno sistemate meglio sotto il coperchio affinch\u00e9 questo le copra del tutto. Ogni tanto si girano perch\u00e9 cuociano bene dappertutto senza che la buccia si carbonizzi. Quando sono ben ammorbidite e dunque cotte (questo dura circa 20-25&#8242;), si spegne il fuoco e si lasciano ancora sotto il coperchio finch\u00e9 s&#8217;intiepidiscono. Allora o si spellano, oppure, se una parte della pelle si \u00e8 indurita per il calore, la si toglie come fosse un coperchio e si svuota la melanzana con un cucchiaio. La polpa cos\u00ec ottenuta si mette in un colino e si lascia scolare per un paio d&#8217;ore, oppure dalla sera al mattino. Tradizionalmente si dovrebbe ridurre la polpa in purea con un apposito coltellaccio di legno, su di un tagliere. Ma \u00e8 pi\u00f9 semplice frullarla, dopo averci aggiunto sale, olio, succo di limone. Inoltre, una volta resa cremosa, alla purea si pu\u00f2 aggiungere della maionese. I Romeni ci mettono anche della cipolla tagliata finemente, i Bulgari un po&#8217; d&#8217;aglio. Preferisco, per conto mio, preparare con un certo anticipo (24 h.) delle cipolle rosse di Tropea o dello scalogno tagliati a striscioline, sistemati in una scodella con un po&#8217; d&#8217;acqua, olio, aceto e sale, per togliere loro il pizzicore. Ogni tanto vanno rimescolati. Queste cipolle si usano come &#8216;contorno&#8217; alla crema di melanzare, che o si spalma sul pane (scuro, integrale, multicereali), oppure si consuma con la forchetta, accompagnata con pomodori e\/o peperoni freschi, oltre alla gi\u00e0 presentata cipolla (per chi la gradisse).<br \/>\nIl limone sbianca la crema; la cottura indicata aggiunge un gradevole sapore di affumicato. La quantit\u00e0 \u00e8 sufficiente per sei porzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualcuno aggiunge noci e prezzemolo tritati (ricetta fornita col Bimby).<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p style=\"line-height: 19px;font: normal normal normal 14px\/normal 'Times New Roman';text-align: justify;margin: 0px\"><span style=\"text-decoration: underline\"><strong>Cavolo\/verza in salamoia<\/strong> (alias crauti).<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 19px;font: normal normal normal 14px\/normal 'Times New Roman';text-align: justify;margin: 0px\">pronta in 48 ore (!), invenzione propria,\u00a0per poi prepararne gli involtini ripieni di carne e\/o riso (in romeno al pl. sarmale, sing. sarma &lt; turco, con l&#8217;accento sull&#8217;ultima a). Piatto tipico dei Balcani e oltre verso Est e verso il Mediterraneo, e dalla Transilvania fino alla Finlandia passando per la Russia, con innumerevoli varianti quanto a contenitore (foglie di verza bianca o di vite, fresche e sbollentate sul momento in acqua sale aceto, oppure conservate in salamoia per l&#8217;inverno), quanto a ripieno (carne macinata mista, fresca e affumicata; carne e riso; solo riso per i periodi di digiuno parziale), quanto a condimenti e a contorni. I Romeni preferiscono come contorno la polenta di mais e come condimento esterno (salsa) la crema acidula (sostituibile con lo iogurt GRECO, naturale, magro o non).<\/p>\n<p style=\"line-height: 19px;font: normal normal normal 14px\/normal 'Times New Roman';text-align: justify;margin: 0px\">Si prende una verza bianca (non riccia) intera, grandicella; si cerca una pentola che la contenga giusta giusta; s&#8217;infila la verza nella pentola, si copre di acqua fredda per misurare cosi&#8217; la quantita&#8217; di liquido necessario; si toglie la verza; si mette a bollire l&#8217;acqua, con sale, spezie (aglio, cipolla, sedano, erbe di Provenza, peperoncino per chi lo ama, ecc.) e poco aceto; quando bolle si rinfila la verza che \u00e8 stata prima bucherellata qua e la&#8217; con un ago lungo o con uno spiedino di metallo &#8211; affinche&#8217; l&#8217;acqua condita vi penetri ; si aspetta che bollisca di nuovo; si spegne; si lascia sfreddare tutto insieme.<\/p>\n<p style=\"line-height: 19px;font: normal normal normal 14px\/normal 'Times New Roman';text-align: justify;margin: 0px\">Se si prepara di mattina, la sera la verza \u00e8 fredda; si toglie la verza inzuppata, la si mette in un sacchetto di plastica; si fa congelare; la mattina dopo \u00e8 congelata. Quando si decide di utilizzare la verza, si scongela la sera prima, il giorno dopo si possono togliere le foglie una a una, che risultano come quelle della verza salamoiata (<em>varza murata<\/em>, in romeno) per l&#8217;inverno.<\/p>\n<p style=\"line-height: 19px;font: normal normal normal 14px\/normal 'Times New Roman';text-align: justify;margin: 0px\">Si procede a farcire le foglie ecc. come da ricetta.<\/p>\n<p style=\"line-height: 19px;font: normal normal normal 14px\/normal 'Times New Roman';text-align: justify;margin: 0px\">Per la ricetta completa si veda: http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Sarma_(food) e si cerchi in rete con &#8220;sarma&#8221;.\u00a0<span style=\"color: #008000\">Tipica pietanza per la cena di Natale.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 19px;font: normal normal normal 14px\/normal 'Times New Roman';text-align: justify;margin: 0px\"><span style=\"color: #008000\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 19px;font: normal normal normal 14px\/normal 'Times New Roman';text-align: justify;margin: 0px\"><span style=\"text-decoration: underline\"><a href=\"http:\/\/people.unica.it\/mlorinczi\/files\/2013\/06\/Tomat-supa.pdf\">ISLENSK TOMAT-SUPA.<\/a><\/span>\u00a0 Ricetta inserita l&#8217;8 giugno 2013.<\/p>\n<p style=\"line-height: 19px;font: normal normal normal 14px\/normal 'Times New Roman';text-align: justify;margin: 0px\">Correzioni successive, a ricetta sperimentata. Non occorre filtrare, il frullatore sminuzza bene. Se l&#8217;amido o la farina per addensare forma grumi, rifrullare. Mescolare mentre si fa cuocere amido\/farina per evitare che si attacchi al fondo della pentola. Aggiungere durante la cottura un dado o del granulato vegetale. All&#8217;acqua per la cottura si pu\u00f2 aggiungere anche un po&#8217; di latte.<\/p>\n<p style=\"line-height: 19px;font: normal normal normal 14px\/normal 'Times New Roman';text-align: justify;margin: 0px\">Eccellente caldo o freddo (d&#8217;estate; ma in questo caso non aggiungere l&#8217;olio). Servire con crostini o senza.<\/p>\n<p style=\"line-height: 19px;font: normal normal normal 14px\/normal 'Times New Roman';text-align: justify;margin: 0px\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><span style=\"text-decoration: underline\"><b>Dolce di mele e ricotta (per colazione o per il th\u00e9).<\/b> Ricetta sperimentata con successo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><b>Ingredienti<\/b>: 300 gr farina, 250 gr fecola, 200 gr zucchero (bruno), 250 gr ricotta, 3 cucchiai di olio (non di oliva) oppure 175-200 gr di burro fuso, 7 mele non troppo gfrandi sbucciate e a tocchetti (non grattugiate perch\u00e9 fanno troppa acqua ), 2 uova (i bianchi montati a neve),\u00a0pinoli tostati, noci tritate grossolanamente oppure\/e mandorle, uvetta ammorbidita in un liquore,\u00a0scorza di un limone, cannella, un pizzico di sale, un&#8217;idea di zenzero in polvere e di pepe nero, latte tiepido (un bicchiere) e\/o iogurt quanto basta per rendere l&#8217;impasto cremoso .<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Si lavora tutto insieme col cucchiaio di legno. Si incomincia dagli ingredienti secchi e poi si aggiungono quelli liquidi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Per ultimo un cucchiaino di bicarbonato e 2 bustine di lievito vanigliato se lo si vuole rendere pi\u00f9 soffice, altrimenti una bustina (e mezza). Mescolare di nuovo rapidamente e molto bene e poi subito versare nelle teglie oliate e infarinate, in due teglie basse pi\u00f9 piccole oppure in una sola grande alta (allora il dolce viene pi\u00f9 alto ma cuoce pi\u00f9 lentamente).<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Si infila(no) nel forno preriscaldato.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">La cottura \u00e8 lenta soprattutto se si sceglie la variante alta (80-90 minuti). Ogni mezz&#8217;ora si controlla, eventualmente si sposta nella parte pi\u00f9 alta del forno, dopo la prima mezz&#8217;ora si punge la pasta in pi\u00f9 punti con la forchetta. Prima di togliere si controlla col ferro da calza qui e l\u00e0 se \u00e8 cotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Tolto dal forno, si spolvera con zucchero a velo vanigliato.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p><strong>Petto di pollo in agrodolce, alla salsa rosa.<\/strong> Molto leggero. 1 gennaio 2014<\/p>\n<p>Cuocere petti di pollo (o di tacchino) interi in una miscela di birra bionda poco alcolica, succo di un\u2019arancia amara, mezzo bicchiere di latte, con aggiunta di sale, 2 foglie di alloro, cipolla aglio e altre verdure in polvere (desidratate), oppure fresche, un cucchiaino da the di zucchero bruno. Quando la carne \u00e8 cotta, toglierla dal liquido. Filtrare il liquido e farci bollire, tanto da farli diventare \u00a0semicroccanti, cipolla rossa tagliata a rondelle, finocchi affettati e pomodori secchi interi. Cipolla e pomodori daranno al liquido un colore rosato. Cipolla e finocchi addolciranno il sugo. Tolti dal liquido i vegetali serviranno da contorno. Il liquido va addensato con dell&#8217;amido, a fine cottura si aggiunge un po&#8217; d&#8217;olio e si amalgama bene. Si affetta il petto di pollo, si dispone su di un piatto da portata, si versa sopra la salsa rosa. Il contorno consiste sia nelle cipolle finocchi e pomodori fatti cuocere a met\u00e0, sia in polenta integrale.<\/p>\n<p>_____________________________________________________<\/p>\n<p>TORTA \u00a0LETTONE \u00a0&#8216;DIETETICA&#8217;. Senza cottura in forno \u00a0e alleggerita.\u00a02 aprile 2014<\/p>\n<p>Le due sfoglie sono fatte con meringhe sbriciolate. Nella versione che ho assaggiato si trattava di meringhe alle nocciole, ma quelle semplici o alle mandorle vanno ugualmente bene. Ci aggiungerei degli amaretti di Saronno sbriciolati. Si stende in uno stampo uno strato di meringhe a pezzetti. Sopra, uno strato di crema (pasticciera, al cioccolato, al limone ecc., ma preparata con una base di fecola cotta nel latte &#8211; scremato &#8211; e poi aromatizzata a piacere, fatta addensare ed utilizzata dopo averla fatta sfreddare bene in frigo, e non col burro). \u00a0Sopra, un altro strato di meringhe, e un ultimo strato di crema che si pu\u00f2 anche guarnire. Si mette in frigo e dopo un paio d&#8217;ore \u00a0si toglie dallo stampo. Forse \u00e8 bene ungere prima lo stampo con un po&#8217; d&#8217;olio dal sapore neutro. Per ultimo si stende della crema anche sui lati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>De re coquinaria \u00a0&#8211; \u00a0Ricette originali e adattate \u00a0(con diritti di \u00a0\u00a9\u00a0 per la ripubblicazione da parte di altri, ma non per la messa in opera in cucina) . Non \u00e8 robot-food! Surrogato di burro per ipercolesterolemici o per chiunque. Mi sono ispirata alla seguente ricetta medievale: Da: LIBRO DE ARTE COQUINARIA COMPOSTO PER LO EGREGIO MAESTRO MARTINO COQUO OLIM DEL REVERENDISSIMO MONSIGNOR CAMORLENGO ET PATRIARCHA DE AQUILEIA (Sec. XV) (http:\/\/www.uni-giessen.de\/gloning\/tx\/martino2.htm) Butiro contrafacto in Quadragesima. Prendi simelmente como \u00e8 ditto di sopra una libra d&#8217;amandole nette et piste molto bene et con mezzo bicchiero de acqua rosata le passarai per <a href='https:\/\/people.unica.it\/mlorinczi\/re-de-coquinaria\/' class='excerpt-more'>[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-342","page","type-page","status-publish","hentry","category-143-id","post-seq-1","post-parity-odd","meta-position-corners","fix"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/people.unica.it\/mlorinczi\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/342","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/people.unica.it\/mlorinczi\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/people.unica.it\/mlorinczi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/people.unica.it\/mlorinczi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/people.unica.it\/mlorinczi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=342"}],"version-history":[{"count":57,"href":"https:\/\/people.unica.it\/mlorinczi\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/342\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3445,"href":"https:\/\/people.unica.it\/mlorinczi\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/342\/revisions\/3445"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/people.unica.it\/mlorinczi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=342"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}