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Titolo: “Carbonaio” è una parola di alto uso? Riflessioni sul “Vocabolario di base” e sul “Dizionario di base della lingua italiana”
Autori: 
Data di pubblicazione: 2007
Rivista: 
STUDI DI LESSICOGRAFIA ITALIANA  
Abstract: Il saggio si propone di individuare alcune linee di intervento per una messa a punto dei criteri di selezione e classificazione delle parole del lessico di base. Negli ultimi anni il VdB (Vocabolario di base) di De Mauro (1980 con successive riedizioni) si è cristallizzato su posizioni che riflettono troppo marcatamente le caratteristiche del corpus del LIF (Lessico di frequenza della lingua italiana contemporanea) di Bortolini, Tagliavini e Zampolli (1971): da un lato vi compaiono parole legate a contesti non più attuali (carbonaio, madama, mezzadro) o diffuse in ambiti circoscritti (addrizzare, bracco, pittare); dall’altro non vi figurano vocaboli che l’evoluzione sociale e il progresso tecnico hanno reso di amplissima circolazione (auto, supermercato, cellulare). Nemmeno l’apparizione del LIP (Lessico di frequenza dell’italiano parlato) di De Mauro et alii (1993) è riuscita a innescare un processo di revisione del lemmario del VdB. Un rapporto di sostanziale continuità intercorre tra il VdB e il DIB (Dizionario di base della lingua italiana) di De Mauro e Moroni (1996, 2000). Ma un dizionario di base tradisce la sua stessa natura di regesto selettivo se non discerne il raro dal comune, il regionale dal panitaliano, l’obsoleto dall’attuale e se conferisce il crisma della basilarità a parole di scarsissima diffusione o con una spiccata impronta localistica o i cui referenti sono scomparsi ormai da tempo.
Handle: http://hdl.handle.net/11584/18857
Tipologia:1.1 Articolo in rivista

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