Tesi

 

VADEMECUM TESISTI

Richard Feynman

“Impara a risolvere tutti i problemi che sono stati risolti”.

“Non nuoce al mistero il saperne qualcosa”.

 

Albert Einstein

“Finché le leggi della matematica si riferiscono alla realtà, non sono certe, e finché sono certe, non si riferiscono alla realtà”.

 

CONSIDERAZIONI PRELIMINARI

La tesi di laurea è un contributo originale basato su un lavoro completo, maturo e impegnativo di riflessione autonoma. I link che seguono si riferiscono alle regole generali previste per i corsi di laurea nei quali è previsto un mio insegnamento.

Econ. e Gest. Aziendale:        https://corsi.unica.it/economiaegestioneaziendale/prova-finale/

Economia e Finanza:              https://corsi.unica.it/economiaefinanza/prova-finale/

Economia Manageriale:         https://corsi.unica.it/economiamanageriale/prova-finale/

Chiunque intenda svolgere la tesi di laurea in Finanza dovrebbe prioritariamente prendere visione delle regole generali.

In aggiunta alle precedenti, deve comunque tenersi conto anche di quanto segue:

 

  1. TEMPISTICHE

Il lavoro si deve svolgere con continuità temporale su un periodo di tempo adeguato: senza contare l’indagine preliminare, a contare dall’assegnazione della tesi da parte del relatore, prevedere, di norma, almeno:

  • per una tesi triennale:    4 mesi;
  • per una tesi magistrale: 6 mesi

Una volta iniziato, il lavoro di lettura e scrittura deve procedere con regolarità e con una scadenza programmata, pena l’allungamento della relativa durata. Occorre evidenziare che con riferimento alle tempistiche per la redazione della tesi, non si considerano le festività. Chi intende laurearsi nella sessione di settembre dovrà tenere presente la sosta estiva e definire il proprio piano conseguentemente al fine consentire l’analisi della tesi nella sua completezza.

I lavori devono essere consegnati al relatore in presenza o via e-mail e discussi durante l’orario di ricevimento. In via eccezionale, il tesista potrà anche concordare, via posta elettronica, i ricevimenti con il docente.

 

  1. IL RAPPORTO CON IL RELATORE

Il candidato dovrà compilare e inviare al relatore il modulo (allegato 1).

Il relatore garantisce la lettura critica di ogni capitolo completo che gli viene consegnato, e una pronta assistenza nel corso della ricerca. Il relatore deve poter visionare l’intera tesi corretta e rivista secondo le sue indicazioni almeno 15 giorni prima della data prevista per la seduta di laurea.

La domanda di tesi potrà essere approvata solo in presenza di una versione completa, corretta, e rivista della tesi. Tesi depositate in ESSE3 senza l’esplicito consenso del relatore verranno rigettate.

 

  1. CONTENUTO E STRUTTURA DELLA TESI

Dopo aver identificato l’argomento di tesi congiuntamente con il docente, nel primo ricevimento utile successivo, il tesista dovrà discutere un abstract esteso in cui indicare:

  • le motivazioni della tesi (adeguatamente supportate dalla letteratura sul tema scelto),
  • le domande di ricerca,
  • il metodo di ricerca utilizzato per rispondere alle domande e
  • il contributo che si intende dare alla letteratura.

Infine, occorre indicare i punti essenziali che si intendono sviluppare per il raggiungimento dell’obiettivo della tesi.

Ogni capitolo deve iniziare con un paragrafo dedicato alle considerazioni introduttive, in cui indicare, le motivazioni del capitolo, l’obiettivo o gli obiettivi da raggiungere (espressi anche attraverso domande di ricerca), il modo in cui questi si legano con l’obiettivo generale della tesi, e il modo in cui il capitolo è stato articolato (singoli paragrafi) per il loro raggiungimento.

Ogni capitolo deve terminare con un paragrafo dedicato alle considerazioni finali, in cui indicare la risposta data alla domanda di ricerca e le conclusioni a cui si è giunti.

Oltre alle considerazioni finali per ciascun capitolo, occorre inserire anche le conclusioni della tesi. Le conclusioni devono indicare le risposte alle domande di ricerca, e il contributo originale del lavoro. Quest’ultimo rappresenta la parte più importante dell’elaborato.

 

  1. VALUTAZIONE DEL LAVORO DI TESI

Il lavoro verrà classificato in una delle tre seguenti categorie:

  • “A”: Alto livello di qualità dei risultati e impegno dello studente
  • “B”: Accettabile livello di qualità dei risultati e impegno dello studente;
  • “C”: Basso livello di qualità dei risultati e impegno dello studente.

Nel ricordare che la Lode può essere proposta unicamente dal presidente della commissione, essa può essere presa in considerazione dalla commissione di laurea nel caso in cui il Relatore valuti il lavoro di tesi di livello eccellente e solo nel caso in cui il voto di partenza sia almeno pari o superiore a 103.

 

RIEPILOGO DEGLI STEP E DELLE REGOLE

  • STEP 1: scelta dell’argomento e prima ricerca bibliografica attraverso cataloghi, banche dati, riviste specializzate, archivi aperti messi a disposizione dalla biblioteca UNICA;
  • STEP 2: predisposizione e discussione dell’abstract, del metodo e della letteratura sul tema e dell’indice preliminare della tesi. Pianificare l’organizzazione e lo sviluppo della tesi attraverso la stesura di un indice provvisorio che, corredato da brevi indicazioni per ogni capitolo, permetterà di chiarire il piano di lavoro sia al relatore che al candidato stesso;
  • STEP 3: individuazione del materiale di supporto (dati e rassegna della letteratura);
  • STEP 4: predisposizione dei capitoli e discussione con il docente.

 

  • REGOLA 1: munirsi sempre di carta, penna e di tutti i materiali stampati (inclusi papers, indice e abstract);
  • REGOLA 2: consegna degli elaborati e discussione durante l’orario di ricevimento;
  • REGOLA 3: ogni capitolo deve essere consegnato entro le tempistiche concordate in modo da consentire la lettura e la correzione;
  • REGOLA 5: ogni capitolo verrà analizzato con software antiplagio;
  • REGOLA 6: l’ammissione alla seduta di laurea è a insindacabile giudizio del relatore
  • REGOLA 7: il percorso deve essere costante nel tempo e i capitoli devono essere consegnati secondo le scadenze prefissate;
  • REGOLA 8: non saranno presi in considerazione capitoli preliminari (ad esempio sprovvisti di note e bibliografia).

 

STESURA E FORMATTAZIONE

 Criteri grafici

  • Formato: 29×21 cm (A4)
  • Carattere: Times New Roman
  • Dimensione: 12
  • Interlinea: 1,5
  • Margine destro: 1
  • Margine sinistro: 1,5
  • Margine superiore e inferiore: 1,25
  • Spaziatura paragrafo: nessuna spaziatura, tab a inizio paragrafo

 

Introduzione e conclusioni

Introduzione e conclusioni andranno scritte alla fine del lavoro, quando si avrà ben presente l’esatta struttura dell’argomentazione, gli eventuali problemi, le difficoltà incontrate nel corso della ricerca e i possibili sviluppi futuri. Esse devono essere chiare e sintetiche, devono illustrare in modo semplice gli argomenti trattati nella tesi, rimandando, per i dettagli, ai capitoli corrispondenti. In particolare, l’introduzione espone lo scopo dell’elaborato e i metodi utilizzati per l’analisi invogliando il lettore a proseguire nella lettura mentre la conclusione riporta il problema e le possibili soluzioni o critiche, esponendo chiaramente i risultati ottenuti mentre non è assolutamente consigliabile introdurre nuovi concetti. Entrambe le parti devono risultare sintetiche e chiare.

 

Le note

Le citazioni bibliografiche servono per avvalorare la tesi esposta o per segnalare una critica alla stessa, per rimandare a fonti che trattano gli aspetti menzionati. La citazione deve essere il più possibile analitica per permetterne la verificabilità.

 

N.B.:

– sono vietate citazioni da Wikipedia o da altri siti Internet di nessun valore scientifico o culturale

– è vietato copiare interi pezzi da internet o da testi cartacei. Si può invece parafrasare e inserire una citazione più o meno lunga dal testo consultato (ma mai da Internet)

 

Le citazioni brevi:

– vanno incorporate nel testo con virgolette di inizio e di fine (“…”).

 

Le citazioni ampie (superiori a 4 righe):

– vanno messe all’interno del testo in corpo minore (dimensione 10), precedute e seguite da una riga di spazio che le separi dal corpo del testo, senza virgolette e senza rientro prima riga. Il testo citato va rientrato a sinistra e a destra di 0,5 cm (margini nella sezione ‘Paragrafo’ del menu ‘Formato’).

 

Note a piè di pagina

Riportano generalmente:

– la fonte della citazione;

– informazioni aggiuntive rispetto a quanto detto nel corpo del testo, anche sottoforma di nuova

citazione tra virgolette;

Impostazione: grandezza font 10; interlinea singola.

La numerazione delle note deve essere progressiva, e non ricominciare da 1 al capitolo successivo.

 

Le citazioni bibliografiche

Ogni argomento introdotto nella tesi deve essere supportato da un riferimento bibliografico. Lo studente deve usare sempre le note per documentare la fonte delle proprie conoscenze. Non vanno fatte affermazioni che non siano documentate puntualmente, ciò non è da intendersi come palese copiatura di testi ma come rielaborazione di quanto approfondito. Nel caso in cui si riportino parti di testo uguali all’originale è necessario porre il testo in evidenza (ad esempio fra virgolette) e successivamente citare la fonte.

A livello di tesi è bene evitare note lunghe e impegnative; se quanto si scrive è importante va messo nel testo. La nota e non la citazione costituisce il modo più frequente di rinviare a un’opera altrui. La nota viene usata anche per svolgere delle argomentazioni collaterali all’argomentazione principale, in carattere più piccolo rispetto al corpo del testo, senza appesantire il testo. Si consiglia di inserire i richiami brevi direttamente nel corso del testo, tra parentesi. Nel caso solo riferimento bibliografico la nota o il riferimento sarà del tipo: cognome, anno, pagina/e tabelle o altro.

Ogni riferimento sarà poi riportato a fine della tesi nella bibliografia, ordinato in ordine alfabetico e scritto per esteso. Esistono numerosi stili bibliografici diversi: è importante quindi che, una volta individuata la modalità più adeguata, essa venga mantenuta in tutta la tesi.

 

La bibliografia elenca e ordina i documenti effettivamente consultati durante la stesura dell’elaborato e le citazioni di cui si compone riportano i dati necessari per individuare e reperire i documenti indicati.

Premesso che non esiste un unico stile di citazione, possono essere adottate diverse varianti, a patto che lo stile scelto venga poi mantenuto costante all’interno dell’elaborato.

Fondamentale è la distinzione della tipologia di documento:

  • monografie;
  • capitoli di monografie;
  • articoli di periodici;
  • documenti prodotti da un ente ma non pubblicati da un editore;
  • documenti in rete.

Per ciascuna è infatti prevista una diversa composizione degli elementi della citazione: mentre per le monografie, ad esempio, è indispensabile indicare luogo di pubblicazione ed editore, per i periodici questi dati possono non vanno inseriti perché di norma il titolo del periodico è sufficientemente indicativo.

Per indicazioni puntuali ed esempi, sono disponibili in commercio e online diversi testi, tra cui si segnalano:

formato cartaceo

  • Lesina, Roberto. Il nuovo manuale di stile: guida alla redazione di documenti, relazioni, articoli, manuali, tesi di laurea. Bologna: Zanichelli, 2009;
  • Revelli, Carlo. Citazione bibliografica. Roma: Associazione italiana biblioteche, 2002.

formato elettronico

  • Dell’Orso, Francesco. Citazioni bibliografiche: secondo il Chicago Manual of Style (e con appunti da Come si fa una tesi di laurea di Umberto Eco);
  • Gnoli, Claudio. Le citazioni bibliografiche: una guida introduttiva per interpretare e redigere correttamente le citazioni delle fonti bibliografiche;
  • The University of Chicago. Chicago-Style Citation Quick Guide (in inglese).
  • American Psychological Association. APA Style Guidelines (in inglese).

Un consiglio banale ma prezioso è quello di ricordare sempre di appuntare con attenzione i dati bibliografici dei libri e/o riviste consultati o fotocopiati per non doversi trovare, a ridosso della stesura definitiva della tesi, a ricercare nuovamente documenti di cui non si hanno tutti i dati necessari.

Premesso che la bibliografia deve essere l’indicazione chiara e coerente delle fonti, riportiamo qui di seguito alcune possibilità.

 

  • OPERA MONOGRAFICA:

Il Nome, puntato, e il Cognome dell’Autore (magari in maiuscoletto)

  • il Titolo dell’opera in corsivo, seguito dalla virgola
  • la Città, seguita dalla virgola
  • la Casa editrice, seguita dalla virgola
  • l’Anno di edizione, seguito dalla virgola
  • il riferimento al/ai numero/i di pagina ( se si tratta di una pagina singola, pp. se si tratta di più pagine, seguito da punto

Esempio: O. CALABRESE, L’età neo-barocca, Roma-Bari, Laterza, 1987, pp. 3-7.

 

  • SAGGIO O ARTICOLO IN VOLUME A CURA DI…:
    • Il Nome, puntato, e il Cognome dell’Autore (magari in maiuscoletto), seguito da virgola,
    • il Titolo del saggio o dell’articolo tra virgolette (“….”), seguito da virgola e poi da in
  • il Nome, puntato, e il Cognome del Curatore della raccolta da cui è stato tratto il saggio o articolo che si è citato, inserendo (a cura di) tra parentesi tonde dopo il cognome del curatore. Virgola
  • il Titolo della raccolta in corsivo, seguito da virgola
  • la Città seguita da virgola
  • la Casa editrice seguita da virgola
  • l’Anno di edizione, seguito da virgola
  • il riferimento al/ai numero/i di pagina ( se si tratta di una pagina singola, pp. se si tratta di più pagine

Esempio: J. DERRIDA, “Des tours de Babel”, in S. NERGAARD (a cura di.), Teorie contemporanee della traduzione, Milano, Bompiani, 1995, p. 367.

 

  • SAGGIO O ARTICOLO IN RIVISTA
    • Il Nome, puntato, e il Cognome dell’Autore (magari in maiuscoletto), seguito da virgola
    • il Titolo del saggio o dell’articolo tra virgolette (“….”), seguito da virgola e poi da in
  • il Titolo della rivista in corsivo, seguito da virgola
  • il numero della rivista
  • la data della rivista (anno e, se c’è, stagione o mese) tra parentesi, seguita da virgola
  • il riferimento al/ai numero/i di pagina ( se si tratta di una pagina singola, pp. se si tratta di più pagine)

Esempio: M. ULRYCH, R. M. BOLLETTIERI BOSINELLI, “The State of the Art in Translation”, Textus, 12 (1999), pp. 219-221.

Figure e tabelle

L’inserimento di grafici e tabelle richiede sempre l’indicazione della fonte e della data di aggiornamento dei dati presentati.

Figure e tabelle devono essere richiamate e spiegate nel testo.

 

 

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