{"id":171,"date":"2013-02-26T10:24:46","date_gmt":"2013-02-26T10:24:46","guid":{"rendered":"http:\/\/people.unica.it\/lamemoriaritrovata\/?page_id=171"},"modified":"2013-03-01T15:39:29","modified_gmt":"2013-03-01T15:39:29","slug":"progetto-4","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/people.unica.it\/lamemoriaritrovata\/progetti\/progetto-4\/","title":{"rendered":"Progetto 4 &#8211; Consoli britannici a Cagliari"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><strong>Consoli britannici a Cagliari<\/strong><\/p>\n<p>Direttore della ricerca: prof. Luciano Marrocu<\/p>\n<p>Collaboratori: dott. Giangiacomo Orr\u00f9, dott. Cristiana Pipitone<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p>I documenti di questa sezione provengono da due serie archivistiche conservate presso The National archive di Kew. Si tratta delle serie che conservano i rapporti dei consoli britannici in Italia inviati al Foreign Office. I documenti coprono un arco cronologico di circa un secolo, dalla fondazione del Foreign Office fino alla riorganizzazione dello stesso nel 1906.\u00a0 Il 1782 \u00e8 infatti la data di fondazione del Foreign Office, che assume tutte le competenze relative ai rapporti con gli stati esteri prima gestiti dalla Segreteria di Stato. L\u2019archivio del dipartimento \u00e8 organizzato in sette grandi partizioni (General Correspondence, Registers and Indexes, Embassy and Consular Archives, Confidential Print, Treaties, Private and Private Office Papers, and Archives of Commissions and Conference) pi\u00f9 alcune serie particolari.<\/p>\n<p>Le carte che qui presentiamo fanno parte della Corrispondenza generale, che conserva le carte originali accumulatesi a Londra, dispacci, minute e in generale la corrispondenza con funzionari, rappresentati inglesi ma anche singoli cittadini. Fino al 1906 la corrispondenza generale (inclusa dunque anche quella con il personale diplomatico e di rappresentanza all\u2019estero) veniva suddivisa per paese di provenienza e comprendeva tutti gli affari che riguardavano un determinato paese. Dal 1906 la suddivisione avverr\u00e0 invece per macro temi.<\/p>\n<p>La struttura consolare britannica era capillarmente diffusa nella penisola italiana. Se questo \u00e8 una ovvia conseguenza della frammentazione politica del paese fino al 1860 resta comunque interessante notare come dopo l\u2019unificazione, per parecchi anni, permanga la diffusione di consolati in numerose zone d\u2019Italia. I rapporti dei consoli dalla Sardegna sono conservati in due serie documentarie: quella che riguarda il Regno di Sardegna fino al 1861 (FO\/67) e successivamente quella che conserva i documenti del Regno d\u2019Italia (FO\/45). Il consolato aveva sede a Cagliari, ma la rete per la Sardegna non si esauriva qui. Esistevano infatti dei viceconsolati a Sassari, Alghero, Orosei, Tortol\u00ec, Castelsardo, Porto Torres, Carloforte e alla Maddalena. Le persone che in questo periodo ricoprono la carica di console sono Gordon Craig e poi i Pernis, padre e figlio. Craig era un suddito britannico, Pernis era svizzero di nascita. I vice consoli sono invece per la maggior parte sardi, impegnati nel commercio o proprietari terrieri. A differenza dei consoli i viceconsoli generalmente non percepivano una retribuzione.\u00a0 Compito dei consoli era vigilare sugli interessi britannici e sui sudditi di sua maest\u00e0, registrare nascite, matrimoni e morti, occuparsi dei cimiteri.<\/p>\n<p>I documenti raccontano qualcosa dell\u2019organizzazione del consolato britannico a Cagliari (la nomina dei consoli avveniva spesso per successione familiare, di padre in figlio), raccontano delle spese minute, e danno anche informazioni sulla consistenza della biblioteca del consolato.<\/p>\n<p>I rapporti dei consoli britannici descrivono soprattutto le condizioni economiche e sociali della Sardegna, mentre di minor rilievo sono le relazioni sulle condizioni politiche, salvo quando sono in ballo interessi diretti del governo britannico (ad esempio la questione tunisina). E cos\u00ec Craig prima e Pernis (padre e figlio) dopo aggiornano il Foreign office sul mercato del sale, sul traffico nei porti sardi, sulla pastorizia. Ma non mancano relazioni dettagliate sulle condizioni sociosanitare (ad esempio sull\u2019epidemia di meningite cerebrospinale).<\/p>\n<p>Diversi, \u00e8 ovvio, sono i documenti relativi al periodo della presenza dei Savoia in Sardegna. Assieme alla corte sabauda vi \u00e8 anche l\u2019ambasciatore e la corrispondenza in questi anni copre pi\u00f9 specificatamente aspetti politici o legati ai movimenti del sovrano. Non mancano per\u00f2 anche in questo periodo dispacci che danno conto del commercio, del traffico via mare e della situazione delle scorte alimentari.<\/p>\n<p>Nella selezione dei documenti riprodotti si \u00e8 data la priorit\u00e0 alla possibilit\u00e0 di ottenere delle serie omogenee. Sono state pertanto digitalizzate due serie che consentono di seguire il lavoro di un ufficio nel corso del tempo. Ci\u00f2 ovviamente non esaurisce la documentazione relativa alla Sardegna conservata negli archivi britannici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Consoli britannici a Cagliari Direttore della ricerca: prof. Luciano Marrocu Collaboratori: dott. Giangiacomo Orr\u00f9, dott. Cristiana Pipitone \u00a0 I documenti di questa sezione provengono da due serie archivistiche conservate presso The National archive di Kew. Si tratta delle serie che conservano i rapporti dei consoli britannici in Italia inviati al Foreign Office. 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