{"id":157,"date":"2012-08-02T14:47:31","date_gmt":"2012-08-02T14:47:31","guid":{"rendered":"http:\/\/people.unica.it\/gbonaiuti\/?p=157"},"modified":"2012-09-20T16:44:55","modified_gmt":"2012-09-20T16:44:55","slug":"risponditori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/people.unica.it\/gbonaiuti\/risponditori\/","title":{"rendered":"Risponditori. Una risorsa per la didattica"},"content":{"rendered":"<p>I risponditori sono dei piccoli dispositivi tecnologici utilizzati con successo in molte scuole e universit\u00e0 dei paesi anglossassoni. Denominati in pi\u00f9 modi, \u201cclickers\u201d o \u201ckey-pads\u201d negli Stati Uniti, \u201chandsets\u201d o \u201czappers\u201d nel Regno Unito, ma anche con gli acronimi\u00a0ARS (Audience response systems), LRS (learner response systems), CPS (classroom performance system) o SRS (student response systems), i risponditori stanno finalmente entrando anche nelle nostre scuole.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/people.unica.it\/gbonaiuti\/files\/2012\/08\/SS-2012-08-02_15.52.50-300x124.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"124\" \/><\/p>\n<p>I produttori di questa tecnologia sono numerosi, ma sono soprattutto i grandi player delle lavagne interattive multimediali (Promethean, eInstruction, Smart, ecc.) che, sfruttando la possibilit\u00e0 di integrazione di questi dispositivi con le LIM, che stanno proponendo questi dispositivi alle scuole ed agli insegnanti italiani.<\/p>\n<p>E&#8217; doveroso premettere che questi oggetti presentano differenze tecniche anche considerevoli tra modello e modello. Esistono risponditori con e senza visore, risponditori semplificati e con pochi pulsanti,\u00a0 risponditori con tastierini estesi, ecc.. Anche le modalit\u00e0 di comunicazione dei risponditori con il PC che li controlla, tipicamente a disposizione del docente (connesso o meno ad una LIM) sono molteplici: attraverso sistemi radio standard (infrarossi, wifi, bluetooth, ecc.) o proprietari&#8230;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-199\" src=\"http:\/\/people.unica.it\/gbonaiuti\/files\/2012\/08\/survey-says-1-300x198.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"198\" \/><\/p>\n<p>Recentemente, alcuni produttori hanno iniziato a distribuire le versioni dei loro software su piattaforme diverse quali Windows, iOS, Android, Linux al fine di poter essere utilizzati anche con dispositivi mobili quali tablet, notebook o smartphone. Inevitabilmente dal punto di vista tecnico le novit\u00e0 non mancheranno anche nei prossimi anni, visto le rapide trasformazioni a cui sono soggette le ICT&#8230; ma la questione rilevante non \u00e8 tanto di ordine tecnologico quanto metodologico e didattico.<\/p>\n<p>A cosa possono servire i risponditori? Come vengono utilizzati? Quali solo i rischi connessi al loro utilizzo? Quali vantaggi consentono di conseguire?<\/p>\n<p>Esistono alcuni libri e centinaia di articoli sui risponditori: su cosa sono e come si usano. Una interessante bibliografia iniziale pu\u00f2 essere individuata sul <a title=\"Bibliografia iniziale\" href=\"http:\/\/cft.vanderbilt.edu\/docs\/classroom-response-system-clickers-bibliography\/\" target=\"_blank\">sito della Vanderbilt University<\/a>.<\/p>\n<p>L&#8217;uso dei risponditori prevede, tipicamente, tre passaggi:<\/p>\n<ol>\n<li>L&#8217;insegnante formula un quesito nella forma di domanda aperta o chiusa (vero falso, scelta multipla)<\/li>\n<li>Lo studente, usando il proprio risponditore, seleziona (o digita) la propria risposta. Risposta che, a seconda della scelta operata dal docente, pu\u00f2 essere anonima o attribuita allo studente attraverso un suo identificativo;<\/li>\n<li>Le risposte sono immediatamente visualizzate dal docente o all&#8217;intera classe (ad esempio alla LIM o con un video proiettore), in forma singola o aggregata<\/li>\n<\/ol>\n<p>Le molteplici modalit\u00e0 di utilizzo possono prevedere cose come:<\/p>\n<ul>\n<li>Formulare domande che anticipano il contenuto da trattare in maniera da consentire alla classe di identificare le proprie preconoscenze ed indagare attorno a dubbi, errori ed idee sbagliate;<\/li>\n<li>Formulare domande nel corso di una spiegazione, discussione o attivit\u00e0 per monitorare la comprensione degli studenti e adattare l&#8217;insegnamento alle esigenze;<\/li>\n<li>Consentire a tutti gli studenti di esprimersi e partecipare, permettendo anche a quelli meno sicuri, reattivi e loquaci di dare la loro risposta e fornire la propria opinione;<\/li>\n<li>Tenere attiva l&#8217;attenzione intervallando le presentazioni con domande finalizzate ad enfatizzare i contenuti importanti, favorire un diverso modo di guardare al tema\/problema trattato, aggiungere interattivit\u00e0 e coinvolgere l&#8217;attenzione degli studenti;<\/li>\n<li>Utilizzare le risposte degli studenti per comprendere le loro difficolt\u00e0 e decidere se procedere o riprendere certi argomenti, magari da una prospettiva diversa;<\/li>\n<li>Mostrare le risposte date alla classe ed utilizzarle come basi per la discussione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il dibattito, negli Stati Uniti, non \u00e8 tanto sull&#8217;usare o meno questi dispositivi. Come molte altre tecnologie, anche in questo caso lo strumento non dovrebbe essere esaltato o demonizzato di per s\u00e9. \u00c8 infatti evidente che possano esserci usi buoni (capaci di promuovere esperienze di apprendimento eccezionali) come pure impieghi impropri, triviali o perfino ridicoli (lezione show sul modello del &#8220;<em>chi vuol essere milionario?<\/em>&#8220;).<\/p>\n<p>[youtube]http:\/\/youtu.be\/PxKHXyVtVIA[\/youtube]<\/p>\n<p>La differenza la fanno situazioni didattiche ben progettate, con una attenzione ai tempi, al tipo di domande, all&#8217;impianto complessivo dell&#8217;intervento.<\/p>\n<p>[youtube]http:\/\/youtu.be\/z0q5gQfQmng[\/youtube]<\/p>\n<p>Sui risponditori, come strumenti per la didattica, sono state fatte alcune sporadiche esperienze nel nostro paese (si veda ad <a title=\"Ardesia\" href=\"http:\/\/mediarepository.indire.it\/iko\/uploads\/allegati\/LV41DIAB.pdf\" target=\"_blank\">esempio Ardesia Tech<\/a>) e, a breve, prenderanno avvio anche alcune nostre ricerche. Il Dipartimento di Pedagogia, psicologia e filosofia dell&#8217;Universit\u00e0 di Cagliari ha infatti stipulato un protocollo di intesa con Promethen LTD. per la <a title=\"ActiveExpression\" href=\"http:\/\/www1.prometheanworld.com\/italian\/server.php?show=nav.22425\" target=\"_blank\">sperimentazione di Active Expression 2<\/a> ed avremo pertanto modo di tornare a parlarne.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<p>Banks, D. A. (Ed.). (2006). <em>Audience response systems in higher education: Applications and cases<\/em>. Hershey, PA: Information Science Publishing. Retrieved from http:\/\/books.google.it\/books?id=xFqhg6xd4VEC&amp;lpg=PP1&amp;ots=v0vFuFMe60&amp;dq=Teaching with classroom response systems%3A Creating active learning environments&amp;hl=it&amp;pg=PP1#v=onepage&amp;q=Teaching with classroom response systems: Creating active learning environments&amp;f=false<\/p>\n<p>Bruff, D. (2009). <em>Teaching with classroom response systems: Creating active learning environments<\/em>. San Francisco, CA: Jossey-Bass. Retrieved from http:\/\/books.google.it\/books?id=Dvt2JAP7CrsC&amp;lpg=PP1&amp;ots=-zV2PbwHRF&amp;dq=Teaching with classroom response systems%3A Creating active learning environments&amp;hl=it&amp;pg=PT2#v=onepage&amp;q=Teaching with classroom response systems: Creating active learning environments&amp;f=false<\/p>\n<p>Caldwell, J. E. (2007). Clickers in the large classroom: current research and best-practice tips. <em>CBE life sciences education<\/em>, <em>6<\/em>(1), 9\u201320. doi:10.1187\/cbe.06-12-0205<\/p>\n<p>Crede, M., Roch, S. G., &amp; Kieszczynka, U. M. (2010). Class Attendance in College: A Meta-Analytic Review of the Relationship of Class Attendance With Grades and Student Characteristics. <em>Review of Educational Research<\/em>, <em>80<\/em>(2), 272\u2013295. doi:10.3102\/0034654310362998<\/p>\n<p>Dangel, H. L., &amp; Wang, C. X. (2008). Student response systems in higher education: Moving beyond linear teaching and surface learning. <em>Journal of Educational Technology Development and Exchange<\/em>, <em>1<\/em>(1), 93\u2013104. Retrieved from http:\/\/www.sicet.org\/journals\/jetde\/jetde08\/paper08.pdf<\/p>\n<p>Martyn, M. (2007). Clickers in the classroom: An active learning approach. <em>Educause Quarterly<\/em>, (2), 71\u201374. Retrieved from http:\/\/educationgroup.mit.edu\/HHMIEducationGroup\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/Clickers.pdf<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I risponditori sono dei piccoli dispositivi tecnologici utilizzati con successo in molte scuole e universit\u00e0 dei paesi anglossassoni. 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I produttori di questa tecnologia sono numerosi, ma sono soprattutto i grandi player delle lavagne interattive multimediali (Promethean, eInstruction, Smart, ecc.) che, sfruttando la possibilit\u00e0 di integrazione di questi dispositivi con le LIM, che stanno proponendo <a href='https:\/\/people.unica.it\/gbonaiuti\/risponditori\/' class='excerpt-more'>[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":481,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[72,12],"tags":[],"class_list":["post-157","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-didattica","category-senza-categoria","category-72-id","category-12-id","post-seq-1","post-parity-odd","meta-position-corners","fix"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/people.unica.it\/gbonaiuti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/people.unica.it\/gbonaiuti\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/people.unica.it\/gbonaiuti\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/people.unica.it\/gbonaiuti\/wp-json\/wp\/v2\/users\/481"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/people.unica.it\/gbonaiuti\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=157"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/people.unica.it\/gbonaiuti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":236,"href":"https:\/\/people.unica.it\/gbonaiuti\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157\/revisions\/236"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/people.unica.it\/gbonaiuti\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=157"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/people.unica.it\/gbonaiuti\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=157"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/people.unica.it\/gbonaiuti\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=157"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}