{"id":24,"date":"2010-02-15T09:41:56","date_gmt":"2010-02-15T09:41:56","guid":{"rendered":"http:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/?page_id=24"},"modified":"2010-02-19T13:32:27","modified_gmt":"2010-02-19T13:32:27","slug":"progetto-acropoli","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/progetti-di-ricerca\/progetto-acropoli\/","title":{"rendered":"progetto Akropolis"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/files\/2010\/02\/Achille.jpg\"><\/a>Dott.ssa Elisabetta Pala\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/files\/2010\/02\/partenone3.jpg\"><\/a>\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/files\/2010\/02\/partenone1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-29\" title=\"partenone\" src=\"http:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/files\/2010\/02\/partenone1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/files\/2010\/02\/partenone1-300x225.jpg 300w, https:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/files\/2010\/02\/partenone1.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il progetto Akropolis prende avvio nel 2004 nell\u2019ambito di un Progetto di Rilevanza Nazionale (Progetto Cofin PRIN 2004-2007) volto ad approfondire la peculiare tematica della ceramica attica per usi sacrali, concentrando in particolar modo lo studio nei santuari della Grecia, della Ionia e dell&#8217;Italia. Dallo studio comparativo delle diverse realt\u00e0 santuariali si \u00e8 cercato di fare luce sul significato delle ceramiche attiche nei contesti sacri. Nella fattispecie il presente studio indaga le dinamiche di produzione e circolazione della ceramica rinvenuta sull\u2019Acropoli di Atene, una realt\u00e0 molto significativa poich\u00e9, oltre ad essere il cuore della religiosit\u00e0 ateniese, costituisce anche un modello di riferimento per il resto del mondo attico e coloniale in quanto centro di produzione della ceramica attica. Fine ultimo della ricerca (confluita nella mia tesi dottorale \u201c<em>La ceramica attica dall\u2019Acropoli di Atene<\/em>\u201d) era, dunque, la comprensione degli aspetti che hanno determinato la domanda di ceramica destinata al grande santuario poliade, nel tentativo di apportare un contributo originale alla conoscenza delle dinamiche sottese alla sfera propriamente cultuale.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ingente quantit\u00e0 di materiale da analizzare, oltre tremila frammenti di ceramica attica a decorazione figurata, (per ovvie ragioni di pertinenza,infatti, non sono compresi nel computo i frammenti che presentano unicamente motivi decorativi geometrici o floreali), nonch\u00e9 l\u2019assenza di uno studio sistematico complessivo recente sul tema, hanno reso indispensabile la creazione di un database finalizzato a consentire un\u2019agevole consultazione dei vasi attici provenienti dall\u2019Acropoli, in minima parte esposti al Museo Nazionale di Atene, ma per lo pi\u00f9 giacenti nei depositi dello stesso museo. Il database si articola in schede monografiche sintetiche che consentono un\u2019immediata resa visiva del pezzo analizzato e permette di effettuare ricerche di tipo iconografico, stilistico, e pi\u00f9 semplicemente statistico sui vasi dell\u2019Acropoli. \u00a0Nella realizzazione della banca dati si \u00e8 fatto riferimento principalmente all\u2019opera curata da Graef e Langlotz (B. Graef, E. Langlotz, <em>Die antiken Vasen von der Akropolis zu Athen<\/em>, I, Berlin 1925; B. Graef, E. Langlotz, <em>Die antiken Vasen von der Akropolis zu Athen<\/em>, II, Berlin 1933) di cui il catalogo informatizzato costituisce anche una revisione ed un aggiornamento in quanto talvolta fornisce una nuova interpretazione delle scene figurate o una differente cronologia, basate su bibliografia pi\u00f9 recente e su uno studio autoptico degli esemplari ceramici esposti al Museo Nazionale di Atene, nonch\u00e9 delle tavole fotografiche (in gran parte inedite) dei vasi condotto presso la Fototeca del Deutsches Arch\u00e4ologisches Institut di Atene. \u00c8 stato cos\u00ec possibile datare circa 900 frammenti a cui si aggiungono altri esemplari la cui cronologia o l\u2019attribuzione a pittori e officine era gi\u00e0 indicata da Graef e Langlotz o da Beazley, per un totale di\u00a0 ca. 2490 vasi datati.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/files\/2010\/02\/Achille.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-136\" title=\"Achille\" src=\"http:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/files\/2010\/02\/Achille-300x207.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/files\/2010\/02\/Achille-300x207.jpg 300w, https:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/files\/2010\/02\/Achille.jpg 340w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00a0Le ricerche effettuate sul database hanno permesso di condurre uno studio che tenesse conto dell\u2019aspetto quantitativo-numerico e di quello qualitativo, e di chiarire le complesse dinamiche di distribuzione e circolazione delle diverse forme ceramiche destinate al santuario poliadico tra VI e V sec. a.C. da cui \u00e8 emersa, accanto all\u2019indubbia connotazione votiva, una precisa selezione di vasi funzionali all\u2019attivit\u00e0 rituale. Anche su un piano prettamente iconografico l\u2019analisi delle scene figurate ha consentito di individuare una consapevole scelta del repertorio decorativo dei vasi destinati al santuario, da cui si evince la peculiarit\u00e0 del materiale votivo rinvenuto sull\u2019Acropoli, tale da differenziarlo da tutti gli altri contesti santuariali, anche al di fuori dell\u2019Attica. Infine il quadro delle attribuzioni a pittori e<em> ateliers<\/em> che hanno prodotto i vasi ha permesso di dimostrarne l\u2019estrema preziosit\u00e0 e ricercatezza denotando, anche sul piano stilistico, l\u2019unicit\u00e0 delle dediche offerte sulla rocca ateniese.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il database costituisce, dunque, una valida piattaforma per lo studio e l\u2019approfondimento della ceramica attica figurata in quanto il materiale proveniente dall\u2019Acropoli, in considerazione del suo vasto assortimento di forme e del ricco repertorio iconografico, rappresenta una sorta di \u201cmicrocosmo\u201d rispetto al macro-insieme della ceramica Attica ed un inesauribile \u201cserbatoio\u201d, se mi \u00e8 consentita l\u2019espressione, da cui attingere per effettuare studi su qualsivoglia tipologia o su differenti tipi di soggetti, mitologici e non.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #ffffff\">..<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dott.ssa Elisabetta Pala\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0 Il progetto Akropolis prende avvio nel 2004 nell\u2019ambito di un Progetto di Rilevanza Nazionale (Progetto Cofin PRIN 2004-2007) volto ad approfondire la peculiare tematica della ceramica attica per usi sacrali, concentrando in particolar modo lo studio nei santuari della Grecia, della Ionia e dell&#8217;Italia. Dallo studio comparativo delle diverse realt\u00e0 santuariali si \u00e8 cercato di fare luce sul significato delle ceramiche attiche nei contesti sacri. Nella fattispecie il presente studio indaga le dinamiche di produzione e circolazione della ceramica rinvenuta sull\u2019Acropoli di Atene, una realt\u00e0 molto significativa poich\u00e9, oltre ad essere il cuore della religiosit\u00e0 ateniese, <a href='https:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/progetti-di-ricerca\/progetto-acropoli\/' class='excerpt-more'>[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":327,"featured_media":0,"parent":154,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-24","page","type-page","status-publish","hentry","category-1-id","post-seq-1","post-parity-odd","meta-position-corners","fix"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/24","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/wp-json\/wp\/v2\/users\/327"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24"}],"version-history":[{"count":19,"href":"https:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/24\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":240,"href":"https:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/24\/revisions\/240"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/154"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/people.unica.it\/eikonikos\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}