progetto Hagnos, Miasma e Katharsis
Dott.ssa Romina Carboni
L’esigenza di compiere riti di purificazione, siano essi legati alla necessità di espiare una colpa o di affrontare un cambiamento di status, è avvertita in maniera più o meno marcata in tutte le civiltà del mondo antico e ancora oggi in alcune di quelle moderne. Termini quali miasma e catarsi sono entrati nell’uso comune per indicare rispettivamente contaminazione e purificazione, anche se in realtà essi sottintendono una realtà ben più articolata che si muove tra le sfere di competenza del puro e dell’impuro. Un laboratorio d’analisi privilegiato per comprendere i meccanismi antropologici e sociali che determinano il ricorso a queste pratiche espiatorie e i fenomeni che ne conseguono è rappresentato dal mondo classico. Possiamo osservare che solo attraverso il rispetto di precise prescrizioni rituali si riteneva possibile affrontare quegli eventi che comportavano un’interruzione della vita quotidiana e un allontanamento dall’ambito divino.
Le occasioni che determinavano il ricorso a riti di purificazione erano connesse con fasi liminari della vita che andavano dalla morte, alla nascita, al matrimonio o ancora alle festività religiose. A titolo esemplificativo, si ricorda che la morte era considerata una delle principali fonti di contaminazione, e che il miasma ad essa connessa poteva contagiare gli dei e gli uomini, i vivi e i morti e tutti si dovevano assoggettare indifferentemente ai rituali di purificazione. Le stesse divinità non indugiavano a prendere le distanze da chi fosse stato contaminato, proprio come avviene con Artemide che abbandona il suo favorito, Ippolito, al proprio destino. Le medesime pratiche vengono d’altro canto osservate anche nei riti di iniziazione delle divinità della vegetazione, come Attis e Adone: esse muoiono in autunno, accompagnate da cerimonie che prevedono la rappresentazione drammatica con scene di lamentazione e di lutto, entrano poi in un “periodo di margine”(e di conseguenza vanno incontro ad un arresto del normale flusso della vita quotidiana) e infine rinascono in primavera. Più in generale ai riti di passaggio che scandiscono la vita della comunità corrisponde una successione di fasi preparatorie obbligate finalizzate alla purificazione. Alla varietà delle occasioni di purificazione corrisponde la diversificazione dei luoghi nei quali i riti venivano compiuti, nonché dei mezzi catartici utilizzati a tale scopo.
Il progetto Hagnos, miasma e katharsis. Viaggio tra le categorie del puro e dell’impuro nell’immaginario antico del sacro si propone di indagare questa variegata realtà attraverso l’approfondimento delle dinamiche connesse alle sfere del puro/impuro. Per far ciò si affiancherà alla lettura e analisi delle immagini, quella delle fonti documentarie e letterarie.
Bibliografia di riferimento:
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R. Parker, Miasma. Pollution und Purification in early Greek Religion, Oxford 1983.
W. Burkert, Creation of the Sacred: Tracks of Biology in Early Religions, Cambridge 1996.
F. Frisone, Leggi e regolamenti funerari nel mondo greco. I. Le fonti epigrafiche, Galatina 2000.
W. Burkert, La religione greca di epoca arcaica e classica, Milano 2003 (1° ediz. tedesca, Stuttgart 1977).
A. Van Gennep, I riti di passaggio, Torino 2002 (1°ediz. francese, Paris 1909).
O. Paoletti, s.v. Purificazione. Mondo greco, in ThesCRA II, Los Angeles 2004, pp. 3-35.
V. Saladino, s.v. Purificazione. Mondo romano, in ThesCRA II, Los Angeles 2004, pp. 63-87.
