Progetti di ricerca

 

PROGETTO FIRB 2012 – FUTURO IN RICERCA

TIME THROUGH COLOURS

Il progetto, iniziato nel 2013 e finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica Italiano, è coordinato dal dott. Davide Nadali dell’Università di Roma Sapienza. L’unità di ricerca dell’Università degli Studi di Perugia è diretta dal dott. Andrea Polcaro e l’unità di ricerca dell’Università degli Studi di Cagliari dal dott. Daniele Chiriu. Il progetto prevede lo studio e le analisi spettroscopiche Raman e Micro-Raman di manufatti archeologici classici e orientali provenienti dagli scavi degli atenei coinvolti nel progetto e di una vasta collezione dell’Ashmolean Museum di Oxford.

Lo scopo principale dell’analisi delle opere d’arte è quello di cercare di ottenere la massima quantità di informazioni su un manufatto mantenendo il rischio di danno il più basso possibile. In questo contesto, le tecniche di caratterizzazione non distruttive, come la spettroscopia Raman e di luminescenza, sono di fondamentale importanza. Inoltre, un approccio combinato costituito dall’affiancamento di tecniche fisiche, anche tecnologicamente all’avanguardia, con la conoscenza delle opere stesse possono fornire informazioni di grande importanza che spesso non sono facilmente ottenibili con studi, anche mirati, ma convenzionali.
Infatti la caratterizzazione dei materiali e l’identificazione di pigmenti su dipinti, ceramiche, manoscritti sono essenziali per trovare soluzioni ai problemi del restauro, la conservazione, la datazione e l’autenticazione delle opere d’arte. La determinazione dei materiali originali utilizzati dall’artista così come i materiali applicati in seguito (l’artista o il conservatore) è una informazione essenziale per fornire sostegno alle scelte di conservazione.
L’esame dettagliato di materiali quali le ceramiche può fornire informazioni utili alla loro caratterizzazione strutturale e identificazione in termini temporali e spaziali (intesa come area geografica di appartenenza). Infatti a livello micrometrico le ceramiche risultano spesso costituite da più fasi di cui la composizione e dimensione dipendono dalle tecnologie utilizzate e quindi dal periodo storico di formazione. L’analisi Raman e micro-Raman permette di identificare gli elementi principali ma anche la loro fase cristallografica. Le vernici e i materiali utilizzati per decorare una superficie sono materiali con un proprio spettro vibrazionale, e quindi con uno spettro Raman che li identifica univocamente. Nel caso in cui, invece, il colore sia dovuto alla presenza di droganti la cui concentrazione sia percentualmente minimi rispetto alla fase principale (drogaggi inferiori all’1%) l’analisi combinata Raman+luminescenza potrà fornire un quadro definitivo sulla natura pigmento.
L’applicazione della spettroscopia Raman alla archeologia è relativamente recente (non più di dieci anni), ma ha già occupato un posto di rilievo nella comunità scientifica. Il suo interesse è dovuto alle caratteristiche intrinseche derivanti da una caratterizzazione ottica con eccitazione a basse energie; infatti, a differenza delle più comuni tecniche di caratterizzazione, quali spettroscopia Mossbauer o Risonzanza elettronica di Spin (ESR), la spettroscopia Raman è assolutamente non distruttiva e non necessita di alcun trattamento dei campioni; inoltre, grazie ai recenti sviluppi della tecnologia, è anche applicabile direttamente in-situ utilizzando strumenti di ridotte dimensioni ma dalla alta efficienza.

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