Daniela Zedda

Ott 112008
 
DOCUMENTO DEL SENATO ACCADEMICO DELL'UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI CAGLIARI 
APPROVATO ALL'UNANIMITA' NELLA SEDUTA DEL 9/10/2008

Il Senato accademico, nella seduta del 9.10.2008, dopo ampia discussione in
merito all¹inizio dell¹anno accademico e alle politiche dell¹Università, con
particolare riferimento alle attività della didattica e della ricerca, ha
approvato all¹unanimità il seguente documento

Il senato accademico dell¹Università di Cagliari, ascoltate le relazioni dei
Presidi sull¹inizio dell¹anno accademico, esprime la più viva preoccupazione
sugli effetti che la recente normativa nazionale ha già prodotto
sull¹Ateneo, limitandone la funzionalità a livello di numerosi corsi, e,
soprattutto, sulle ulteriori conseguenze che potrebbero prodursi in
prospettiva in assenza di un deciso cambiamento di rotta.

Emerge, infatti, un quadro allarmante che porterebbe, nel giro di pochi
anni, ad un progressivo sfaldamento del Sistema universitario nazionale
basato sulle Università pubbliche presenti in tutte le Regioni del Paese. A
questo sistema si sostituirebbe, infatti, un sistema dualistico
caratterizzato dall¹emersione di pochi centri di eccellenza che potrebbero
mantenere elevati livelli in campo didattico e scientifico solo grazie a
finanziamenti pubblici straordinari o a finanziamenti privati (ovviamente
possibili in misura adeguata soltanto là dove il tessuto economico e sociale
sia in grado di supportare adeguatamente l¹istituzione universitaria,
condizionandone, peraltro, l¹autonomia costituzionalmente garantita).

In particolare, a livello didattico ciò produrrebbe la conseguenza
inaccettabile che la formazione della classe dirigente del Paese non sarebbe
più affidata a un Sistema pubblico diffuso sul territorio ma soltanto ad
alcuni centri di eccellenza la cui autonomia sarebbe progressivamente meno
garantita.

Il Senato accademico è ben consapevole che la delicatezza dell¹attuale
contingenza economico ­ sociale esige da tutti gravose assunzioni di
responsabilità e si impegna quindi a contribuire, attraverso ulteriori
processi di razionalizzazione delle attività e delle spese dell¹Ateneo
cagliaritano, in un¹ottica di trasparenza e di verifica esterna dei
risultati conseguiti, all¹evoluzione di un sistema universitario funzionale
agli interessi del Paese.

Non può però non segnalare al Governo nazionale, a quello regionale, alle
forze politiche e sociali e alla pubblica opinione che la deriva attualmente
in atto, in assenza di forti correttivi, potrebbe produrre nel giro di pochi
anni conseguenze assai gravi e irreversibili per l¹intera società italiana.

Si pensi soltanto alla progressiva fuga dei cervelli dall¹Università
pubblica che verrà a determinarsi in seguito al sostanziale blocco del
ricambio generazionale del corpo docente: gli Atenei italiani non saranno,
infatti, più in grado di trattenere al loro interno i giovani più dotati e
meritevoli, privi ormai di qualsiasi prospettiva, e non potranno quindi
garantire, nel breve volgere di pochi anni, un futuro di qualità nello
svolgimento delle attività didattiche e della ricerca scientifica.

Il Senato accademico ritiene che qualsiasi forma di proposta e di protesta
in tanto possa conseguire effetti significativi solo in quanto rappresenti
il risultato di una scelta che sia compiuta, in piena consapevolezza e
condivisione, da tutte le componenti universitarie e sia frutto di un
dibattito allargato a livello nazionale.

Dà quindi mandato unanime al Magnifico Rettore di diffondere il contenuto
della presente delibera e di portarlo all¹attenzione della Conferenza dei
Rettori al fine di elaborare una strategia nazionale che sia in grado
d¹incidere, anche attraverso adeguate e rilevanti forma di protesta, sui
processi politici e legislativi in atto, determinando un significativo
mutamento di rotta, quantomeno in relazione a quei profili che appaiono oggi
inaccettabili non soltanto per il futuro dell¹Università, ma per il futuro
di un Paese come l¹Italia che ha, tra l¹altro, sottoscritto impegni
internazionali nei confronti dell¹istruzione di alto livello e della ricerca
che appaiono oggi disattesi.

Ritiene inoltre che un segnale forte che sottolinei la gravità della
situazione debba essere inviato anche al Governo e al Consiglio regionale
perché, nell¹ambito delle competenze loro riconosciute dallo Statuto di
autonomia e nel quadro della fattiva collaborazione ormai da tempo
instaurata con i due Atenei dell¹Isola, si attivino responsabilmente al fine
di evitare che il sistema Universitario sardo, e con esso l¹intero sistema
della ricerca scientifica e tecnologica della nostra isola, possa subire
danni particolarmente gravi che finirebbero per ripercuotersi, come appare
evidente, sulle stesse prospettive di sviluppo economico e sociale della
Sardegna.

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