Gen 252008
 

RESOCONTO SENATO ACCADEMICO DEL 23.1.2008

ORDINE DEL GIORNO

  • DECRETI MUSSI (prat. n° 1/08S)

Le valutazioni formulate dal Nucleo di valutazione sulle proposte della facoltà in merito all’offerta formativa sono per lo piu’ positive, e sono illustrate nella Relazione tecnica conclusiva che verrà trasmessa al CUN.

Il Rettore ringrazia sia il Nucleo di valutazione, sia la direzione per la Didattica per lo sforzo congiunto dei due uffici, grazie al quale è stato possibile chiudere questa fase entro i tempi stabiliti.

Il Presidente del Nucleo, nel rammentare che la procedura RAD era stata messa in linea dal Cineca il 26 novembre scorso, sottolinea tuttavia il fatto che in corso d’opera le schede ministeriali hanno subito continue modifiche fino a pochi giorni prima della loro chiusura. Il Nucleo ha concluso il 21 gennaio tutto il lavoro di valutazione delle proposte delle facoltà. E’ stata fatta un’analisi dei singoli corsi di studio sulla base della metodologia di valutazione già nota a tutti e che doveva tenere presente il rispetto dei requisiti minimi.

Il Rettore comunica che per il prossimo 25 gennaio è prevista una riunione del Comitato Tecnico Regionale per l’esame e l’approvazione delle modifiche apportate alle proposte formative delle facoltà di Medicina, Scienze della Formazione ed Economia. Ricorda che l’obiettivo del Ministero era la riduzione del 30% del numero dei corsi attivi, anche se qui in sede siamo ben al di sopra della soglia di riduzione prevista dal Ministero.

Fa presente inoltre che ci sarà tempo fino al prossimo mese di aprile per la ridefinizione di eventuali elementi. Il CUN dovra’ terminare il lavoro di valutazione delle varie proposte delle Università entro il 31 marzo 2008, in modo che il entro 15 maggio le proposte sull’offerta formativa si possano considerare definitive.

Il Presidente del Nucleo precisa che per ciascun corso dovrà essere garantito il numero di docenti necessari richiesti dai requisiti minimi.

Viene chiesto se il nuovo impianto dell’offerta formativa dell’Università di Cagliari sia stato riformulato anche alla luce delle linee ritenute strategiche in tema di politica della ricerca.

Il Presidente del Nucleo risponde che solo per le lauree magistrali sono richiesti dei collegamenti con le attività di ricerca, le quali devono fungere da supporto ad esse.

  • NULLA OSTA PER INSEGNAMENTO FUORI SEDE PROFESSORI E RICERCATORI IN SERVIZIO C/O QUESTO ATENEO A.A.2007/2008 (prat. n° 3/08S)

Sul punto il Rettore rileva l’incongruenza di concedere i nulla osta per l’insegnamento presso sedi esterne, specie ai ricercatori, soprattutto quando all’interno dell’Ateneo viene rimarcata continuamente la carenza di personale docente, specie in determinati settori scientifico-disciplinari. Il numero maggiore di richieste proviene proprio da ricercatori che, una volta vinto il concorso per la sede di Cagliari, chiedono l’autorizzazione per svolgere corsi fuori sede.

Viene obiettato che le situazioni sono diverse da caso a caso, per cui si deve valutare nello specifico se quella autorizzazione vada concessa dalla facoltà oppure no.

Il Rettore tuttavia evidenzia che questa modalità determina uno spreco di risorse al quale non può assistere senza porre dei limiti.

Viene sottolineato che se c’è una reciprocità nel rapporto di scambio tra le sedi, allora si potrebbe anche concedere il nulla osta.

Tuttavia, si rimarca il principio in base al quale le autorizzazioni all’insegnamento presso sedi esterne non devono determinare sofferenza didattica nel settore per il quale si chiede il nulla osta.

Viene d’altro canto ribadita l’importanza di garantire le esigenze della didattica.

Il Rettore tuttavia insiste sul fatto che la concessione quasi automatica delle autorizzazioni per svolgere attività didattica presso sedi esterne diminuisce il potere attrattivo dell’Ateneo e quindi la scarsa capacità di questa Università di mantenere le risorse umane in loco.

Si ribadisce, tuttavia, che se le facoltà hanno già esaminato le richieste di autorizzazione, con attenta valutazione di tutte le implicazioni connesse, ha poi poco senso che in sede di Senato Accademico si entri nuovamente nel merito di queste decisioni.

Il Rettore a questo proposito ritiene che vada salvaguardata anche la dignità dell’Ateneo. Che senso avrebbe chiamare un ricercatore per garantire un determinato settore scientifico, se poi dopo poco tempo la stessa persona chiede di andare fuori sede a svolgere parte della sua attività, visto che le 60 ore alle quali sono tenuti i ricercatori non rappresentano l’unico tetto per soddisfare tutte le eventuali esigenze relative alla tenuta dei corsi, alle richieste degli studenti, etc.

Viene sollevato anche il problema relativo al fatto che molti settori sono comuni a più facoltà, perciò sarebbe opportuna una valutazione più ampia della salvaguardia delle esigenze didattiche in capo a tutte le varie facoltà prima di concedere l’autorizzazione, in modo da evitare che si creino squilibri o carenze in determinati settori. Si dovrebbe quindi monitorare la situazione avendo chiara la visione d’insieme delle esigenze di tutte le facoltà.

L’orientamento in generale è quindi quello di esercitare una maggiore rigidità sul tema, che però deve essere supportata da regole chiare che d’ora in avanti dovranno essere applicate con maggiore rigore. E’ perciò estremamente importante effettuare una verifica della situazione generale che incroci il dato tra le varie facoltà allo scopo di verificare se le esigenze didattiche sono tutte soddisfatte.

Il Rettore ribadisce la sua contrarietà in relazione alle richieste di autorizzazione formulate dai ricercatori, mentre si può avere una maggiore apertura verso le richieste avanzate da professori di 1° e 2° fascia, per i quali può avere senso chiudere corsi già iniziati in altre sedi.

Su questa distinzione tra ricercatori e professori di 1° e 2° fascia, viene manifestato disaccordo.

Il Rettore fa presente che le decisioni che verranno prese in merito alla concessione o meno delle autorizzazioni non potrà non influire anche sulla determinazione dei nuovi posti per ricercatore.

Viene fatto presente che in alcuni casi, solo grazie al nulla osta concesso da altre università si è riusciti, in sede locale, a garantire l’insegnamento di certe discipline. Pertanto bisogna tenere presenti anche questi aspetti che per il nostro Ateneo sono stati più che positivi. Analogamente si dovrebbe applicare la stessa regola anche in sede, ovviamente una volta valutate e soddisfatte tutte le esigenze locali.

Si evidenzia, di contro, anche il fatto che in determinati casi viene svolta un’attività di docenza molto pesante che, a volte, può andare a discapito della produttività scientifica di docenti e ricercatori. Dovrebbe essere attivato un monitoraggio delle varie attività svolte dai docenti nell’ateneo: quali corsi in sede e quali fuori sede, quali nulla osta concessi, quali e quanti esami e corsi vengono fatti, quanta produzione scientifica, etc. Questo sarebbe uno strumento formidabile per governare meglio le risorse dell’ateneo.

A questo punto viene chiesto esplicitamente che al giusto richiamo ad un maggiore irrigidimento in merito alla concessione delle autorizzazioni all’insegnamento fuori sede, faccia riscontro un maggiore rigore anche nelle attività svolte in sede da parte di docenti e ricercatori.

A questo punto viene messa ai voti la proposta del Rettore di non concedere, a partire dal prossimo semestre, l’autorizzazione ai ricercatori per lo svolgimento di attività didattica fuori sede.

La proposta viene approvata.

  • AMMISSIONE ITALIANI E STRANIERI IN POSSESSO DI TITOLO DI STUDIO CONSEGUITO ALL’ESTERO (IMMATRICOLAZIONI/ABBREVIAZIONI DI CORSO A.A. 2007/2008) FACOLTA’ DI LINGUE E LETTERATURE STRANIERE (prat. n° 4/08S)

La pratica è stata approvata.

  • TRASFERIMENTO FACOLTA’ DOTT.SSA MARINA MURA (prat. n° 5/08S)

La pratica è stata approvata.

  • ISTITUZIONE MASTER:

a. FACOLTA’ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE, GIURISPRUDENZA E SCIENZE MM.FF.NN. A.A. 2007/2008 (prat. n° 6/08S). Approvato.

b. MASTER INTERATENEO TRA L’UNIVERSITA’ DI CAGLIARI, PISA E NAPOLI FEDERICO II IN “CONSULENZA FILOSOFICA” AVENTE SEDE AMMINISTRATIVA PRESSO L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI – FEDERICO II (prat. n° 7/08S) Approvato.

  • ASSEGNI DI RICERCA – MODIFICA ART. 6 DEL REGOLAMENTO (LIMITI DI ETA’) (prat. n° 8/08S)

Sulla proposta di eliminare il limite d’età previsto per accedere al rinnovo degli assegni di ricerca, il Senato Accademico si esprime positivamente, ma viene previsto un limite d’età di 38 anni per partecipare al concorso.

  3 Commenti per “Seduta del 23/01/2008 – resoconto”

  1. Grazie per questo resoconto utilissimo, chiaro e dettagliato.
    Mi chiedo solo se le aree siano state nominate e, in qualche modo, coinvolte (tramite i loro rappresentanti, rinnovati in cinque su sei) nella ricognizione dei bisogni didattici relativi ai medesimi settori scientifico-disciplinari presenti (eventualmente) in più Facoltà. (Vedo che si è parlato della cosa anche a proposito dei nulla-osta per incarichi didattici in altre sedi).

    Mi sento in dovere di informare tutti che la commissione dei rappresentanti d’area di cui ho fatto parte sino al dicembre scorso ha elaborato non più di due mesi fa un documento trasmesso al Rettore e reso noto in Senato, che intendeva essere un primo passo in questa direzione. Ma, naturalmente, questo discorso, che viene caldeggiato in certi momenti anche dal Rettore (vedendone i risvolti di ‘risparmio’), si scontra con la resistenza (e gli egoismi) delle Facoltà e dei loro Presidi, che non amano sentir parlare di questioni ‘trasversali’ di area. Le dinamiche sono sempre le stesse, e vedo che si ripetono…

    Cordiali saluti
    Cristina Lavinio

  2. Complimenti e grazie per l’informazione chiara e sintetica.
    La delibera che impedisce ai ricercatori di svolgere attività didattica in altri Atenei, mi pare troppo rigida e penalizzante per i ricercatori rispetto agli altri docenti.
    E’, certamente, opportuno evitare un carico didattico eccessivo, per i ricercatori, nell’Ateneo e negli altri Atenei.
    Tuttavia, nelle situazioni in cui il ricercatore ha “spazi” anche per attività esterne, il divieto appare contraddittorio rispetto all’esigenza di superare l’autoreferenzialità regionale.
    Peraltro, credo sia una delibera in gran parte inutile per la carenza dei controlli sull’attività esterna.
    Al contrario, le richieste di nulla-osta potrebbero consentire di valutare le potenzialità didattiche disponibili nel settore scientifico disciplinare nella fase della programmazione degli organici.

    Cordiali saluti
    Giovanni Melis

  3. Grazie per questo resoconto e per il tuo lavoro.
    Trovo abbastanza deprimente la delibera sui nulla osta ai ricercatori. La discussione che tu rendiconti sembra provenire da una riunione di un qualche Assessorato provinciale (già in Regione c’è un’aria meno stantia), in cui mai si sia sentito parlare di sviluppare rapporti internazionali, o, semplicemente, fuori-porta. Certamente non da un Senato accademico di un’Università che abbia come fine quello di aprirsi e integrarsi nel mondo della ricerca internazionale. Qualsiasi rapporto con altre Università non può che arricchire la nostra realtà.
    La discriminazione introdotta fra ricercatori e altre figure è inoltre odiosa. Se un ricercatore corrisponde al carico didattico che gli viene imposto, qual è il problema, perché non dovrebbe poter svolgere attività al di fuori del bastione del Balice? Anzi, questo suo impegno potrebbe essere, almeno in qualche caso, un segno del prestigio della nostra Università.
    Ma, si sa, c’è ancora chi ha nostalgia dei servi pedati e dei servi laterati.

    Con amicizia,
    Alessandro Mongili

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