Prima esercitazione

 

La prima esercitazione (individuale) rappresenta l’inizio di un processo di conoscenza graduale dello “spazio della pena”. Lo studente dovrà acquisire gli elementi per passare da un’immagine del luogo necessariamente “mediata” da fonti indirette (cinema, arti visive, letteratura ecc), ad una immagine personale, fino alla esperienza diretta del carcere. Il lavoro si concretizza nella lettura di alcuni testi assegnati e nella restituzione dello spazio narrato, attraverso un elaborato descrittivo. La tecnica di rappresentazione sarà libera e dovrà esprimere, traducendola con il linguaggio più appropriato, la condizione spaziale evocata dall’autore.

TESTO

Tentativo di rappresentazione di uno spazio letterario

(spazi della pena di Antonio Gramsci)

Prima che una città del mondo reale, Parigi, per me come per milioni d’altre persone d’ogni paese, è stata una città immaginata attraverso i libri, una città di cui ci si appropria leggendo. Italo Calvino, Eremita a Parigi. Pagine autobiografiche

Gli istituti penitenziari rientrano nelle cosiddette “istituzioni totali” [1] e sono luoghi di cui pochi hanno fatto esperienza diretta. Dalla negazione della consistenza e della visibilità, deriva una conoscenza/rappresentazione dell’ambiente carcerario costituita da un insieme di discorsi e dalle immagini diffuse dai media o, ancora, espresse dai linguaggi e forme dell’arte. La rassicurante “negazione” del carcere come edificio pubblico – parte integrante della città consolidata – e le conseguenti scelte localizzative segreganti, dal punto di fisico e simbolico, rispetto all’organismo urbano, contribuiscono ad alimentare un processo di rimozione collettiva. Se pensiamo al caso dell’IPM di Quartucciu, e alle sequenze di spostamento, topografiche o temporali, che siamo soliti mettere in atto, non troveremo alcun riferimento a questo luogo.

L’esercizio proposto è il primo passo di un processo di conoscenza graduale, che prevede il passaggio da una immagine del luogo “mediata” da linguaggi e forme di rappresentazione, ad una immagine personale, fino all’esperienza del carcere.

Lo studente sarà invitato a leggere alcune “lettere dal carcere” di Antonio Gramsci e a restituire lo spazio narrato, attraverso un elaborato descrittivo. Ciascuno potrà scegliere un solo brano, oppure brani diversi, in modo da articolare un racconto.

Nel tentativo di descrivere lo spazio può essere utile avere un approccio “classificatorio” e per es. isolare gli elementi che strutturano lo spazio fino a rappresentare un inventario (muro, finestra, letto, oggetti di uso comune); oppure si può dare forma alle attività che il narratore svolge quotidianamente, e allo schema delle relazioni che si intrecciano nel luogo. Non si dovrà escludere di tradurre concetti astratti come il tempo o la necessità di evasione manifestata dall’autore attraverso la fuga verso altri mondi o la richiesta al lettore di oggetti evidentemente assenti nello spazio vissuto.

La tecnica di rappresentazione e visualizzazione è libera: il disegno, utilizzando lo schizzo, oppure la rappresentazione geometrica attraverso la prospettiva, l’assonometria, la pianta, etc., il collage, il fumetto, il modellino, il mockup.

Lo studente sceglierà la tecnica più adeguata ad esprimere la condizione spaziale evocata dall’autore. Il lavoro sarà svolto durante l’orario del corso il giorno 8 marzo e dovrà essere consegnato a fine giornata. Si consiglia la lettura attenta e la selezione dei testi, che verranno assegnati il 1 marzo, prima del laboratorio pratico.

L’esercitazione è obbligatoria e costituisce elemento di valutazione individuale.

[1] Il concetto di istituzione totale è stato formulato ed analizzato dal sociologo americano Erving Goffman, verso la metà degli anni cinquanta. Goffman definisce l’istituzione totale come il luogo di residenza e di lavoro di gruppi di persone le quali, tagliate fuori dalla società per un considerevole periodo di tempo, si trovano a condividere una situazione comune, trascorrendo parte della loro vita in un regime chiuso e formalmente amministrato.

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