Progetti di ricerca

 

Li philesophe le saveient, Par eux meïsmes entendeient, Cum plus trespassereit li tens, plus serreient sutil de sens  E plus se savreient garder  De ceo k’i ert a trespasser. (Marie de France, Lais, Prologomarie de france 2

 

 

 

 

 

 

 

1.

PRIN 2010-11 

Rappresentazioni linguistiche dell’identità. Modelli sociolinguistici e
linguistica storica

13 MOLINELLI Piera 2010HXPFF2 Università degli Studi di BERGAMO Coordinatore nazionale

Sezione Cagliari coordinatore prof. I. Putzu

Sottosezione M. Virdis, P. Serra

Il progetto, incentrato su un’analisi sistematica delle carte dei Condaghes, nasce dall’esigenza di rendere conto di quella singolare precocità nell’uso del volgare sardo, che è stata finora quasi sempre malintesa e attribuita alla perdita della conoscenza del latino in Sardegna. L’assenza di un approccio sistematico allo studio di tali scritture, necessario al riconoscimento del grado di formalizzazione che tale volgare aveva in realtà raggiunto, ha condotto finora ad una sottovalutazione – soprattutto nell’ambito dello studio delle origini delle lingue romanze – di queste attestazioni medioevali, ancora interpretate alla stregua di mero materiale documentario, nato all’insegna di una postulata, ma non certo comprovata,  arcaicità culturale.

Assai forte è inoltre l’esigenza di raccogliere e strutturare organicamente, le conoscenze acquisite, fino a questo momento, in relazione a questo settore fondamentale della cultura sarda.

Le fonti più significative relative alla storia e all’economia sarda del medioevo (a partire dall’XI sec.) sono costituite dai Condaghes, raccolte di atti che comprovano l’acquisizione di beni e proprietà da parte di un’entità patrimoniale, di solito un monastero, che mediante essi legittima il proprio potere sul territorio circostante. Tali scritture costituiscono non soltanto le fonti di maggior rilevanza per la ricostruzione della storia economica e sociale della Sardegna giudicale, ma forniscono anche una testimonianza fondamentale per la ricostruzione della storia della lingua sarda. Inoltre, i recenti studi da me condotti su tali scritture hanno posto in evidenza, tra le registrazioni di donazioni, passaggi di proprietà e Kertos, la presenza di embrionali forme narrative, in cui inattese sezioni dialogate infrangono la formularità del documento e forniscono scorci e testimonianze di vita reale. Gli scriptores ecclesiastici redattori dei Condaghes, abituati ai moduli della predicazione popolare, e dunque alla prassi di illustrare i principi morali mediante il ricorso alla narrazione di eventi quotidiani, utilizzano quindi, anche nell’ambito di una scrittura probatoria, moduli espressivi strettamente connessi alle strategie della narrazione orale. In questa fase di passaggio dall’oralità alla scrittura, in cui vengono mantenute le modalità narrative proprie di una cultura prevalentemente orale, agisce tuttavia in modo decisivo l’influenza di moduli stilistici desunti dal patrimonio culturale di scriptores monastici non certo illetterati, che sono appunto in grado di riplasmare la lingua dell’oralità, il volgare sardo, sul modello retorico e stilistico costituito dalla Bibbia in latino. Questo conduce, nelle prime scritture in volgare sardo, a quella commistione tra piano pragmatico-documentario e modalità letterario-narrative, che è stata letta come segno di arcaicità culturale e come prova della totale assenza di modelli colti, e che ci consegna invece una lingua scritta che ha già raggiunto un notevole grado di formalizzazione e la cui “narratività”, certamente non ancora del tutto disgiunta dalle strutture del discorso orale, risulta tuttavia mediata e condizionata da ben radicate tradizioni scrittorie di matrice ecclesiastica, che attestano, ancora una volta, la complessità e la ricchezza di apporti culturali che hanno caratterizzato il processo di elaborazione e affermazione della lingua sarda.

 

La ricerca sarà condotta sui manoscritti e sulle edizioni che ci tramandano i Condaghi di Santa Maria di Bonarcado, di San Pietro in Silki, di San Nicola di Trullas, ……..,e il Libellus Judicum Turritanorum,al fine di individuare le strutture linguistiche e stilistiche che caratterizzano la costruzione dei testi, nonché di indagare i rapporti con la narrativa naturale e gli eventuali influssi di altri generi come le fonti cronachistiche coeve o la letteratura esemplare.

OBIETTIVI

  • Fornire un’analisi sistematica di materiali che finora sono stati oggetto di scarsa attenzione da parte della comunità scientifica;
  • Tracciare un quadro organico relativo all’evoluzione delle scritture in lingua sarda nel Medioevo;
  • Ricostruire la rete di rapporti linguistici e culturali che hanno caratterizzato la storia della Sardegna giudicale;
  • Individuare l’influenza di modelli colti sulla codifica e sull’affermazione dell’uso del volgare in Sardegna;

 

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PROGETTI CONCLUSI

1.

LEGGE REGIONALE 7 AGOSTO 2007, N.7 : “PROMOZIONE DELLA RICERCA
SCIENTIFICA E DELL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA IN SARDEGNA”

Codice: CRP-25898

I risultti della ricerca (prototipo di Text to Speech delle lingua sarda, il Sintetizzatore SINTESA e il volume “Caratteri e strutture fonetiche, fonologiche e prosodiche della lingua sarda. Il sintetizzatore vocale SINTESA” (Edizioni Condaghes) [PDF]; sono fruibili al sito: http://sintesa.eu/  Caratteri e strutture fonetiche, fonologiche e prosodiche della lingua sarda

1. Titolo del progetto di ricerca: Caratteri e strutture fonetiche, fonologiche e prosodiche della lingua sarda
2. Tipo progetto:
A. Progetti di ricerca fondamentale o di base
2a. Area/Topic/Tender:
Scienze umane e sociali
3. Settori scientifico – disciplinari MIUR (max 3):
L-FIL-LET/09 Filologia e linguistica romanza
3a. Parole chiave (max 3 parole chiave):
fonetica, fonologia, prosodia
4. Coordinatore scientifico: Maurizio Virdis, PO 06/02/1949
Codice fiscale/Social security number: VRDMRZ49B06H501C

Lo scopo della ricerca è quello di sviluppare nuove conoscenze di base nell’ambito della fonetica e della fonologia della lingua sarda, delle regole che governano la riproduzione meccanica dei suoni sia foneticamente che fonologicamente, nonché nell’ambito problematico del riversamento in un sistema di TTS (Text To Speech) dei dati e delle regole acquisite. Non
sono tuttavia previste immediate applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette, le quali richiederebbero una successiva fase di ricerca applicata.
Il progetto mira a realizzare le condizioni affinché un prototipo elettronico possa riprodurre il parlato partendo da testi scritti (sintesi vocale). Per “sintesi vocale” si intende la tecnica utilizzata per riprodurre artificialmente la voce umana. Il lavoro è volto a creare un corpus di dati fonetici registrati, regole linguistiche e archivi informatici di base mirati, tra le altre cose, allo sviluppo futuro di un software di sintesi vocale per la lingua sarda.
La ricerca di base per la creazione delle biblioteche linguistiche consisterà soprattutto in un’analisi sistematica e mirata della fonetica della lingua sarda che porterà ad ottenere un archivio linguistico elettronico composito ed eterogeneo, aperto a sviluppi e integrazioni futuri.
In particolare il lavoro è propedeutico alla realizzazione di un sistema ancora più avanzato di riconoscimento vocale (Automatic Speech Recognition, ASR).
Il fatto di avviare una ricerca di raccolta dati che costituiscano gli elementi di base per un sistema di sintesi vocale, dal momento che in pratica la sintesi vocale può essere realizzata attraverso la concatenazione di registrazioni di parti vocali memorizzate in un database (fonemi singoli o sequenze di fonemi, parole o intere frasi), significa costituire un database linguistico provvisto di informazioni sulla fonetica, sulla fonologia e su alcuni elementi di prosodia.
Il progetto è caratterizzato da una forte interdisciplinarità tra la linguistica e l’informatica. In un lavoro di ricerca come quello necessario per la realizzazione di un sistema di sintesi vocale, le due discipline operano in costante interazione: la linguistica lavora alla costituzione di un corpus di dati fonologici e l’informatica cura la parte di registrazione ed elaborazione dei suoni, la catalogazione sistematica attraverso un database dedicato e l’applicazione delle
informazioni al sistema di trasformazione dal testo scritto alla voce artificiale.
I campi di applicazione della sintesi vocale sono vari e di grande interesse. Molte università importanti nel mondo sono dotate di laboratori linguistici che si occupano di questa disciplina e di quella, ad essa collegata, di riconoscimento vocale. Alcuni siti web dedicati alla diffusione di notizie e in generale dell’informazione utilizzano la sintesi vocale per convertire i bollettini informativi scritti in modalità audio per una fruizione di tipo mobile. Le tecniche di sintesi vocale trovano impiego nell’industria del tempo libero, in particolare nella produzione di videogiochi e simili. Non ultimo, tali tecniche costituiscono uno strumento di assistenza tecnologica di grande importanza che può essere applicato al fine di eliminare barriere ambientali in un’ampia gamma di situazioni di esclusione sociale (persone affette da problemi alla vista, dislessia o da altri problemi di lettura, persone con gravi problemi vocali o di fonazione).
9. Obiettivi generali, specifici e operativi che il progetto si propone di raggiungere.
Presentazione schematica:
L’obiettivo finale del progetto è quello di creare un sistema complesso, contenente i foni e i fonemi della lingua sarda, e un insieme di regole che ne governano la concatenazione durante una simulazione del linguaggio parlato. Esso può tradursi nei seguenti obiettivi generali:
OG1 – sviluppo delle conoscenze di base sulla fonetica della lingua sarda;
OG2 – messa a punto di una metodologia scientifica per la realizzazione di un archivio linguistico.
Gli obiettivi specifici sono:
OS1 – acquisizione delle necessarie informazioni e dei dati linguistici;
OS2 – realizzazione di un database contenente i fonemi della lingua sarda;

OS3 – definizione delle regole che governano la concatenazione dei suoni.
Gli obiettivi operativi del progetto sono legati alla realizzazione delle macro attività qui riassunte:
OO1 – indagine fonetica e fonologica di un sistema linguistico;
OO2 – campionamento e individuazione dei singoli fenomeni linguistici;
OO3 – disegno e messa a punto dell’impianto tecnologico;
OO4 – popolamento dell’archivio e realizzazione delle procedure di concatenazione;
OO5 – prototipo dimostrativo;
OO6 – diffusione dei risultati.
Gli obiettivi operativi verranno ripresi nella sezione dedicata all’articolazione del progetto e nella sezione dove viene definito il ruolo dell’Unità operativa.
Gli obiettivi operativi e specifici concorrono a formare quelli generali secondo il seguente schema:
OO1 + OO2 + OO6 -> OS1
OO1 + OO2 + OO3 + OO4 -> OS2
OO1 + OO2 + OO4 + OO5 -> OS3
OS1 + OS3 -> OG1
OS1 + OS2 -> OG2

 

Conclusioni e prodotti della ricerca al sito http://sintesa.eu/

2.

Forme di conoscenza, strategie e procedimenti allegorici nei testi letterari , finanziato dalla Fondazione Banco di Sardegna (in corso di svolgimento), Esame del Laberinto de Fortuna di Juan de Mena: rapporti con la tradizione allegorica spagnola e in particolare con Iñigo Lòpez de Mendoza (Santillana), la fortuna di Dante in Spagna, il rapporto tempo, storia, politica, morale nel XVI secolo e le rappresentazioni del futuro e del destino. Intorno a tale argomento si intende presentare una relazione per il seminario sui procedimenti allegorici in corso di organizzazione (settembre 2013).

La ricerca ha prodotto il volume In altre parole. Forme dell’allegoria nei testi medioevali, a cura di Patrizia Serra, Muilano FrancoAngeli, 2015.

Vedi al sito : In altre parole a cura di Patrizia Serra, F.Angeli, 2015.

 

3.

LEGGE REGIONALE 7 AGOSTO 2007, N. 7: “PROMOZIONE DELLA RICERCA SCIENTIFICA E
DELL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA IN SARDEGNA”

Interazioni culturali e linguistico-letterarie tra Sardegna, Europa e Mediterraneo

Il progetto si propone di tracciare un quadro esaustivo del costituirsi di una coscienza e di una consapevolezza letteraria in Sardegna, attraverso le fasi, necessariamente progressive e spesso contraddittorie, della storia culturale isolana. Il tutto in un quadro teorico scientifico che veda la letteratura e la definizione dell’attività letteraria non come dato monolitico, ma come sistema aperto e complesso e non necessariamente armonico e coerente. Il progetto intende far riferimento alla problematicità moderna del concetto di ‘letteratura’, intesa non solo come storia ma anche come geografia culturale e plurilinguistica, con particolare riferimento allo spartito spazio-temporale e linguistico-letterario della Sardegna.
Si intende dunque indagare anche su testi che sfuggono alla definizione tradizionale di ‘testi letterari’, sia che si tratti di testi della ‘preistoria’ della letteratura sarda (scritture giuridico documentarie e testimoniali, raccolti o non in codici unitari, testi agiografici e cronachistici, ecc.),
sia che si tratti di scrittura giornalistica, diaristica, epistolografica, o odeporica, in o dalla Sardegna.
Rilievo sarà dato poi alla storiografia letteraria sarda (prodotta in Sardegna o sulla Sardegna), per saggiare e verificare assetti di giudizio consolidati ma necessitanti di una revisione critica, alla luce del travaglio storiografico culturale moderno e attuale.
La nozione di ‘geografia’ culturale e linguistica, già presente nella tradizione storiografica italiana, si pensi a A. Gramsci o a C. Dionisotti, diventa oggi un fattore di indagine primario, presente per esempio negli studi di comparatistica e di teoria letteraria, e danno forza e rilievo alla letteratura come sistema complesso e osmotico sia nel campo intraculturale che in quello interculturale, che pone in questione, e in positivo, il concetto di identità nazionale (realizzata o mancata che sia), ponendo l’accento sia sul dato fabbrile che su quello dinamico di identità, che sulla decostruzione dei concetti acquisiti e prevalenti.
Pertanto il progetto nel suo complesso avrà di mira l’emergere e le condizioni di emergenza della letteratura in Sardegna; l’assestarsi di una consapevolezza dell’attività letteraria isolana, ma anche i suoi aspetti di precarietà e di limite, il suo interagire nello spazio mediterraneo ed europeo, il recupero di testi meno noti o la riconsiderazione di quelli più noti; il travaglio della storiografia letteraria della Sardegna; le opinioni, i giudizi, i saperi che della Sardegna si hanno al di fuori di essa; o le conoscenza che i Sardi ne hanno portato al di fuori.
Sarà inoltre necessaria pure una riflessione teorica sullo ‘spazio’ come categoria letteraria imprescindibile, per poter affrontare poi nel concreto la variabile geografico-spaziale quale cerniera delle diversificazioni socio-politiche, della comunicabilità/incomunicabilità, possibilità e limiti di comunicazione fra culture, della costituzione delle identità culturali, della frontiera (antropologica, ideologica, politica) quale sbarramento, varco e parete osmotica fra culture e letterature diverse, nel segno della relazione esistente tra, da un lato, i modelli dell’antropologia, dell’architettura e dell’urbanistica, e, dall’altro, la rappresentazione degli spazi che offre la letteratura.

Il progetto si è concluso con la pubblicazione del volumQuestioni di Letteratura sarda. Un paradigma da definire (Leggi qui su Google Libri), a cura di Patrizia Serra, FrancoAngeli, Milano 2012.

 

 

 

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