Curriculum

 

Laureata in Pedagogia presso l’Università di Cagliari il 22.11.1972, con 110/110 e lode e dignità di stampa, con una tesi sull’illuminista Francesco Dalmazzo Vasco, è stata contrattista dal 1974 al 1980, quando è diventata ricercatrice confermata di Storia Moderna. Dal 2009 è professore associato di Storia Moderna e, prima presso la Facoltà di Lingue e poi in quella di Studi Umanistici dell’Università di Cagliari, ha tenuto regolarmente corsi di Storia Moderna, Storia della Francia moderna, dell’Europa moderna e della Sardegna moderna. Ha fatto parte del collegio di Dottorato di ‘Storia moderna e contemporanea’ e, attualmente, di quello di ‘Storia, beni culturali e internazionali’.

Proseguendo sulla scia di temi affrontati nella tesi di laurea, ha indirizzato inizialmente le sue ricerche sul riformismo settecentesco in Sardegna, con particolare attenzione alla figura di Giuseppe Cossu, economista influenzato dalle correnti del pensiero illuministico, funzionario regio, collaboratore del ministro Bogino e supervisore per trent’anni dei Monti Frumentari, gli istituti di credito agricoli che aveva contribuito a riorganizzare e lanciare in un progetto di ‘rifiorimento’ generale dell’agricoltura isolana. Sulla base di una documentazione fino allora inesplorata dell’Archivio di Stato e di Torino, ha scritto alcuni saggi sulle istituzioni economiche della Sardegna settecentesca e una monografia su Cossu, corredata da una raccolta di scritti editi e inediti.

Tra gli anni ottanta e novanta ha effettuato prolungati soggiorni di studio a Parigi dove ha frequentato corsi all’École des Hautes Etudes en Sciences Sociales e, sulla base della trattatistica settecentesca rinvenibile nella Bibliothèque Nationale, si è occupata della cultura, della mentalità e dell’ideologia nobiliare in Francia. Le suggestioni provenienti da quell’esperienza di studi e dibattiti hanno alimentato le sue successive ricerche sull’aristocrazia sarda nel XVIII secolo. Istituzioni, poteri, riforme sono stati indagati alla luce delle tensioni persistenti che avevano animato, dopo la fine del dominio spagnolo in Sardegna, le relazioni tra la nobiltà feudale e la nuova dinastia sabauda. Frutto di quelle indagini, in genere di prima mano, fu il saggio Dalla Spagna ai Savoia. Ceti e Corona nella Sardegna del Settecento (Carocci, 2003).

Spostando l’attenzione dall’aristocrazia feudale alle comunità e alla competizione tra le élites rurali per il controllo delle risorse locali, ha affrontato il tema della criminalità e del banditismo nel Settecento. Le indagini d’archivio hanno permesso di scartare decisamente, per l’età moderna, le consolidate teorie di una delinquenza caratteristica delle «zone interne» o di un banditismo sociale dovuto alla povertà. È emerso invece il ruolo preminente della nobiltà negli scontri di fazione, dai ‘bandos’ del Seicento alle faide del Settecento. Sul tema ha pubblicato Faide. Nobili e banditi nella Sardegna sabauda del Settecento (Viella, 2010).

Attualmente studia la politica governativa nei confronti della nobiltà rurale durante il ministero di Bogino.

Ha presentato i risultati delle sue ricerche in diversi convegni internazionali, tra cui “Le autonomie etniche e speciali in Italia e nell’Europa mediterranea”; “Identità e frontiere. Politica, economia e società nel Mediterraneo (secc. XIV-XVIII)”; “Centri di potere nel Mediterraneo occidentale: dal Medioevo alla fine dell’Antico Regime”.

 

 

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