Apr 122016
 

per gli studenti di sociologia dell’educazione.

Per ragioni di salute la lezione di domani 13 aprile non si svolgerà.

GIOVEDI svolgeremo un seminario presso l’ex facoltà di scienze politiche su mafie e capitale sociale. L’appuntamento è alle 9,30.

cordialmente

 Scritto da in 12 Aprile 2016  Senza categoria  Commenti disabilitati su Sospensione lezione sociologia dell’educazione
Feb 122016
 

Lunedi 21 Marzo le lezioni di Sociologia dell’educazione sono sospese. Si invitano le studentesse e gli studenti a partecipare alle giornata di mobilitazione delle università italiane:

L’Ateneo di Cagliari aderisce alla manifestazione nazionale indetta dalla Conferenza dei Rettori italiani: il 21 marzo in ogni sede delle università italiane si terranno incontri e dibattiti pubblici per riaffermare il ruolo strategico della ricerca e dell’alta formazione per il futuro del Paese. Verranno discusse e raccolte idee e proposte da consegnare al Governo in un documento di sintesi unitario redatto dalla Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI).

Il programma predisposto dall’Università di Cagliari prevede, al mattino del 21 marzo, una” passeggiata” per le vie del centro della città, durante la quale docenti, studenti e personale incontreranno la cittadinanza e distribuiranno volantini che spiegano i motivi della protesta. La partenza del corteo è fissata alle 10.30 dal Palazzo del Rettorato (via Università 40) per giungere al Palazzo civico di via Roma, dove nella Sala del Consiglio comunale i partecipanti saranno accolti dal sindaco Massimo Zedda e dal presidente del Consiglio comunale Goffredo Depau. Previsti gli interventi del Rettore Maria Del Zompo, del decano del Senato accademico, Patrizia Mureddu e del rappresentante degli studenti Roberto Vacca.
Alle 16 – nell’Aula Magna del Rettorato in via Università 40 – si aprirà la conferenza dal titolo “Per una nuova primavera dell’Università in difesa del diritto all’alta formazione e del ruolo strategico della ricerca pubblica”, moderata da Pietro Ciarlo, Prorettore per la semplificazione e l’innovazione amministrativa. Dopo i saluti istituzionali del Prorettore vicario, Francesco Mola, sono previste tre relazioni: “L’Università in declino” del prof. Gianfranco Viesti (Università degli Studi di Bari Aldo Moro), “La questione meridionale dell’Università: una vera emergenza!”, del prof. Mauro Fiorentino (Università degli Studi della Basilicata), e “Costruire un nuovo rapporto tra impresa ed Università per supportare innovazione, occupazione e sviluppo”, del Presidente di Confindustria Sardegna, Alberto Scanu. Quindi l’intervento del presidente del Consiglio degli Studenti, Giuseppe Esposito, e le conclusioni del Rettore Maria Del Zompo.
Gen 222016
 

Analizzi la teoria delle classi in Marx

Come si spiega il mutamento sociale secondo Marx

Analizzi il problema dell’alienazione in Marx

Analizzi il concetto di funzione in Durkheim

In quale contesto sociale Durkheim si trova ad agire e a riflettere?

Analizzi il rapporto con i Valori in Weber

A cosa si riferisce con il concetto di Campo Pierre Bourdieu

A cosa si riferisce Pierre Bourdieu con il concetto di Habitus

Qual è la relazione tra campo e habitus secondo Pierre Bourdieu

Cosa intende Bourdieu per “Violenza Simbolica”?

Quali sono le forme di capitale secondo Pierre Bourdieu e quale funzione hanno?

 

Nov 092015
 

L’esame ha l’obiettivo di valutare le conoscenze acquisite dagli studenti sui concetti fondamentali della sociologia.

L’esame – per i soli studenti frequentanti – verte sui capitoli I-XI del manuale (Smelser).

L’esame si divide in due parti:

una parte a risposta multipla (minimo 2o domande – massimo 30)

una parte scritta che consiste in due domande aperte.

Esempi di domande aperte:

“Qual è la differenza tra approccio Macro e Micro in sociologia.”

“Cosa è la socializzazione primaria”

“Analizzi gli elementi centrali del paradigma funzionalista”

“Cosa è l’etnometodologia”

“Analizzi l’approccio dell’interazionismo simbolico sulla Devianza”

“Quali sono per Weber gli aspetti salienti della burocrazia?”

“Qual è la differenza tra sociocentrismo, etnocentrismo, razzismo e xenofobia?”

“Cosa sono gli universali culturali?”

“Analizzi il concetto di ANOMIA in Durkheim e Merton”

 

L’esame per i fuori corso si svolge con sole domande aperte.

 

 

 Scritto da in 9 Novembre 2015  Senza categoria  Commenti disabilitati su Esame sociologia generale A. & O.
Nov 092015
 

Indicazioni per gli esami in itinere e valutazione finale

Il pre-esame esame si svolgerà sotto forma di colloquio sui contenuti delle parti del manuale svolti a lezione e sui due saggi (Argonuti e Pastore sardo non t’arrendas como!).

Alla ripresa del corso, le lezioni sul manuale e gli altri testi saranno seguite da valutazioni in itinere.

Nel mese di dicembre svolgeremo le attività per la relazione finale con la quale si concluderà l’insieme delle attività formative del corso.

 

La valutazione finale sarà complessiva di tutte le attività svolte durante il corso.

Nov 072015
 
Jean-Claude Combessie nel 2002 a Barumini

Jean-Claude Combessie nel 2002 a Barumini

Jean-Claude Combessie è stato per tanti anni il direttore du Centre de l’Education e de la Culture dell’EHESS di Parigi (dal 1984 al 1997). E ricopriva quella funzione quando l’ho conosciuto nel 1993.

Ho difficoltà a dire di aver avuto maestri, però in un certo senso lui fu un maestro.

Quando entrai a casa sua ne fui sorpreso. Abituato alle case della piccola o media borghesia italiana, il caos di pile di libri, di maschere asiatiche e africane, quella casa di legno dentro l’impasse Saint Denis, traversa della Rue Saint Denis, strada di sexy-shop, vecchie puttane e magnaccia, era totalmente sconcertante. Un tavolino basso con una specie di grande incavo in bronzo conteneva quantità inverosimili di arachidi.

Mi sono sempre chiesto se ci fossero topi che andavano a mangiarle dopo il nostro passaggio.

Si era laureato nel 1962 in Lettere Antiche, all’ENS, ed era stato premiato come migliore studente della sua generazione. E si era convertito alla Sociologia dopo aver sentito una conferenza di Bourdieu sull’Algeria.

Quando tornavo dalla Sardegna portavo sempre delle bottiglie di Cannonau da bere insieme. Lo apprezzava molto.

Quando discutevo della mia tesi con lui, la discussione poteva durare ore, passavamo tutto il pomeriggio insieme, e in realtà si parlava di tante cose. E in generale, finivamo per berci insieme qualche bottiglia.

Quando uscivo da casa sua, era spesso notte, la rue Saint Denis deserta, e io barcollavo.

Lui invece rimaneva impassibile.

Un sorriso sornione.

Poneva domande.

Farsi domande giuste è stata la sua lezione. Che significava non credere di aver risolto un problema sociologico usando un concetto e o un bel giro di parole. Sezionava ogni idea e ogni concetto. E chiedeva continuamente, che cosa vuol dire?

E metteva così in crisi tutte le convinzioni.

Certo a volte mi arrabbiavo. Mi sembrava così evidente, cosa volesse dire un “concetto” passepartout di quelli che i sociologi e umanisti usano a profusione e danno per scontanti.

Poi alla fine, tornavo a casa, e mi rimettevo a lavorare e mi accorgevo che quello che mi sembrava chiaro andava rivisto, ripensato, chiarito.

E in tutto questo non diceva mai come dovevo pensare, cosa dovevo fare esattamente.

E anche in questo mi arrabbiavo, a momenti. Avevo l’impressione che non dirigesse la mia ricerca.

E infatti non la dirigeva, la sezionava. Bisognava essere autonomi con Jean-Claude, anzi indipendenti. E reggere il vino. Perché poi dopo ore di discussione si finiva sempre a raccontare storie e a ridere e ci si dimenticava della tesi.

Durante gli studi mi indirizzò verso due sociologi cui devo molto, due persone molto diverse come impostazione sociologica e anche come personalità. Monique de Saint-Martin, una delle collaboratrici più importanti di Bourdieu, presso l’EHESS e Jean-Michel Chapoulie presso l’ENS, la prima utilizzava e metteva in crisi l’impianto bourdesieuano, il secondo  ci avviò alla ricerca etnografica e allo studio delle opere dei sociologi americani della Scuola di Chicago. Combessie aveva un’idea estremamente aperta e pluralista della ricerca sociologica sia dal punto di vista teorico che metodologico. E credo avesse ragione, ogni teoria è uno sguardo diverso sul mondo e così ogni strumento di ricerca. Passò anni a lavorare alla critica dei metodi quantitativi per l’analisi delle diseguaglianze, mostrava che il metodo usato influenzava le conclusioni.

Era un uomo generoso. In casa sua entravano personaggi assurdi, trovati per strada e molti intellettuali e aveva piacere far discutere i suoi studenti con i suoi amici sociologi della vecchia generazione. Ospitò pure uno studente di Cagliari che gli chiesi di tenere per un po’. Credo che l’abbia tenuto in casa per due o tre anni. Ogni volta che tornavo a Parigi andavo a trovarlo. L’ultima volta fu nel 2009. Era triste, era incastrato dentro le sue storie. O forse erano i primi segni di una malattia fulminante.

Sono rimaste le amicizie. Jean-Claude era un uomo che costruiva connessioni. Un uomo generoso. E tra le persone che hanno studiato con lui rimane questo tratto di umanità che ci unisce anche se oggi lavoriamo in continenti lontani. E non è una scuola sociologica, ma una certa idea del lavoro pedagogico e della ricerca.

Jean-Claude è morto il 15 settembre del 2010. Non so perché ho pensato a lui. Non mi ricordavo la sua data di morte. Però ho sentito dopo tanti anni che dovevo rendergli omaggio.

Nel 2002 tenne un seminario sulle diseguaglianze presso il Dipartimento di ricerche economiche e sociali. Come direttore dell’ Institut de recherche sur les sociétés contemporaines (IRESCO) firmò con il nostro dipartimento un accordo di cooperazione.

 

 Scritto da in 7 Novembre 2015  Senza categoria  Commenti disabilitati su In ricordo di Jean Claude Combessie
credits unica.it | accessibilità Università degli Studi di Cagliari
C.F.: 80019600925 - P.I.: 00443370929
note legali | privacy

Nascondi la toolbar