Mag 232018
 

Fino alle ore 12 del 5 luglio 2018 è possibile presentare domanda di partecipazione relativamente all’Avviso MIUR “Proof of concept”, emanato per sostenere i ricercatori nella verifica del potenziale industriale della conoscenza da loro sviluppata. L’Avviso consente a docenti e ricercatori di verificare, con il supporto delle istituzioni pubbliche di afferenza (Università o enti di ricerca), il potenziale innovativo delle idee e delle conoscenze sviluppate nell’ambito dei progetti.

Per le università sono considerati soggetto proponente professori, ricercatori universitari, i dottorandi di ricerca e titolari di assegni di ricerca di cui all’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, purché residenti nel territorio nazionale:
– ai quali sia stato assegnato un finanziamento europeo, nazionale o regionale a far data dall’1.1.2014, per la realizzazione di un progetto di ricerca fondamentale, concluso entro il 23 aprile 2018
– e che, con riferimento a tale progetto, abbiano, a tale data, richiesto e/o conseguito un brevetto o altro titolo di proprietà intellettuale.
I ricercatori afferenti all’Università di Cagliari che abbiano depositato una domanda di brevetto a loro nome senza cedere i diritti all’Università (risultando quindi sia inventori che titolari) sono altresì considerati a ogni effetto soggetto proponente.

Sono soggetto beneficiario dell’avviso le università e gli enti pubblici di ricerca con sede operativa in Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, purché vi afferisca il soggetto proponente.

Soggetti proponenti e beneficiari dovranno presentare congiuntamente un progetto di ricerca industriale, afferente a una delle 12 Aree della Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente richiamate nel bando e del quale sia dimostrata la stretta correlazione, in termini di diretta prosecuzione, con le attività di ricerca fondamentale citate. I soggetti dovranno inoltre presentare un piano di sviluppo e valorizzazione delle attività di ricerca (ivi compresa la possibilità di dar vita a nuove attività imprenditoriali), di durata prevista di almeno due anni successivi alla conclusione del progetto proposto.

Giovedì 31 maggio p.v. alle ore 16 il prorettore prof.ssa Di Guardo e il personale di UniCa Liaison office incontreranno i potenziali partecipanti presso la sala riunioni della Direzione per la ricerca e il territorio, ex clinica Aresu, via San Giorgio 12 ingresso 3, secondo piano per condividere informazioni utili alla presentazione delle domande.

Le domande potranno essere presentate entro le ore 12 del 5 luglio p.v. esclusivamente tramite i servizi dello sportello telematico SIRIO, sulla base della modulistica presente sul sito. Poiché le domande dovranno essere sottoscritte digitalmente, in qualità di soggetti beneficiari delle eventuale agevolazioni, anche dal rappresentante legale dell’istituzione pubblica  cui i soggetti predetti afferiscono, la scadenza interna per la firma dei progetti da parte del Rettore/Prorettore è fissata al 29 giugno 2018.

Informazioni:
Ogni domanda relativa al bando può essere inoltrata al Miur via e-mail all’indirizzo fabrizio.cobis@miur.it

Le informazioni legate ai dati brevettuali e alla firma del rappresentante legale di UniCa possono essere inviate all’ indirizzo unicaliaisonoffice@unica.it.

 

Nov 162017
 

Fino al 14 dicembre 2017 i neolaureati magistrali di UniCa in ogni disciplina possono candidarsi a svolgere un tirocinio retribuito presso UniCa Liaison office, la struttura di ateneo che presso la Direzione per la ricerca e il territorio opera per il trasferimento tecnologico e la valorizzazione dei risultati della ricerca scientifica. Fra le altre cose, ci occupiamo della tutela e valorizzazione della proprietà intellettuale, della creazione di imprese che nascono dalle attività di ricerca e delle collaborazioni tra l’Università e altri soggetti del territorio.

Il tirocinante, affiancato dagli esperti in trasferimento tecnologico, proprietà intellettuale e comunicazione di UniCa Liaison Office,  sarà coinvolto nelle attività di comunicazione interna ed esterna legate alla valorizzazione dei risultati della ricerca e in particolare nello sviluppo di iniziative che riguardano i brevetti.

Il tirocinante sarà coinvolto nelle seguenti attività:
– impostazione di un sistema di gestione dei contatti in cloud di tipo CRM;
monitoraggio della reputazione sul web, cura e sviluppo delle conversazioni con gli interlocutori sui social media (Facebook, Twitter, Linkedin);
– cura e aggiornamento dei contenuti sul web tramite attività di editing di news e documenti;
– organizzazione di tutorial ed eventi.

Il tirocinio, della durata di sei mesi, prevede un’indennità di 400 euro netti mensili. Possono partecipare i candidati in possesso della laurea magistrale, conseguita con un voto non inferiore a 100/110 da non più di otto mesi al 14 dicembre 2017. I candidati non devono aver già svolto un tirocinio formativo e di orientamento extracurriculare all’Università di Cagliari.

Le domande dovranno arrivare entro il 14 dicembre 2017 secondo le modalità indicate nel bando. Passate parola!

Informazioni:
Il bando completo

Il dettaglio dei profili formativi

Mar 302016
 

download (1)L’Agenzia delle Entrate precisa con istruzioni, chiarimenti e linee guida il funzionamento del “nuovo” credito d’imposta per ricerca e sviluppo, alla luce delle modifiche introdotte dalla legge di Stabilità 2015. La Circolare n. 5/E del 16 marzo 2016 precisa che il credito d’imposta è cumulabile con altri bonus e complementare al Patent box: i costi ammissibili al credito di imposta rilevano infatti per l’intero ammontare anche ai fini della determinazione del reddito agevolabile da Patent box.

Il bonus ora viene concesso in maniera automatica a seguito dell’effettuazione delle spese agevolate: non servirà più dunque presentare un’istanza telematica.

Il credito è concesso fino all’importo massimo di 5 milioni di euro a favore di ciascun beneficiario, a condizione che l’impresa effettui una spesa complessiva per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a 30mila euro.

L’aliquota da applicare per il calcolo del bonus varia a seconda della tipologia di spesa sostenuta. In particolare, le spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello di prima applicazione dell’agevolazione, inclusi i costi del personale altamente qualificato e della ricerca extra-muros, beneficiano dell’aliquota del 50%; quelle rappresentate dalle quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio e dai costi relativi a competenze tecniche e privative industriali beneficiano dell’aliquota del 25%.

Il credito d’imposta è destinato alle imprese che, indipendentemente dalla loro natura giuridica, dal settore in cui operano, dal regime contabile adottato e dalle dimensioni aziendali, investono in attività di ricerca e sviluppo. Anche gli enti non commerciali possono beneficiare del bonus se esercitano un’attività commerciale. Ad essi vanno poi aggiunti i consorzi e le reti di imprese, a patto che effettuino attività di ricerca e sviluppo. Per finire, l’incentivo può interessare anche le imprese neo-costituite.

Fonte: comunicato stampa Agenzia delle Entrate

Approfondimenti sul sito della Camera

Feb 092016
 

SIGABA-patentAl fine di favorire lo sviluppo e la valorizzazione delle attività immateriali nel territorio italiano, ma anche per evitare le pratiche di trasferimento della proprietà intellettuale all’estero, con la legge di stabilità 2015 il Governo ha introdotto ai commi 37-45 un regime opzionale che consente un’esenzione dall’imposta sul reddito delle società (IRES, generalmente applicata al 27,5%) e dalla tassa locale (IRAP, generalmente applicata al 3,9%) sul reddito derivante da immobilizzazioni immateriali: brevetti, know-how e altre proprietà intellettuali.

Grazie a questi commi, le imprese possono optare per un regime fiscale di favore (il cosiddetto “patent box“), che concede a società residenti in Italia, ma anche alle stabili organizzazioni italiane non residenti in Italia, un’esenzione parziale sia dalle imposte sul reddito delle società (IRES) sia dall’imposta regionale (IRAP) sul reddito derivante dalla concessione in licenza o dallo sfruttamento diretto di beni immateriali.

Per accedere al Patent Box è necessario esercitare un’opzione che concede un’esenzione del 50% dei redditi attribuibili alle intellectual proprieties e che si applica a partire dal primo esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014; per gli esercizi 2015 e 2016 l’esenzione è limitata rispettivamente al 30% e al 40%. L’esenzione del 50% si applica a partire dal 2017 in poi. Nel caso di applicazione dell’agevolazione in oggetto, quindi, a regime l’aliquota fiscale effettiva applicata ai redditi derivanti da immobilizzazioni immateriali sarà ridotta al 15,7% (13,75% IRES e 1,95% IRAP).

Il D.L. n. 3 del 2015 (art. 5) include i marchi commerciali tra le attività immateriali per le quali viene riconosciuto il beneficio fiscale; il D.L. inoltre amplia il campo di applicazione del patent box alle attività di valorizzazione della proprietà intellettuale gestite e sviluppate in outsourcing e con le società del gruppo.

La legge di stabilità 2016 (comma 148) sostituisce l’espressione: “opere dell’ingegno” con: “software protetto da copyright“. Si prevede inoltre che qualora più beni tra quelli indicati (software protetto da copyright, brevetti industriali, marchi d’impresa funzionalmente equivalenti ai brevetti, processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili) siano collegati da vincoli di complementarietà e vengano utilizzati congiuntamente per la realizzazione di un prodotto o di un processo, tali beni possono costituire un solo bene immateriale ai fini della disciplina per il riconoscimento del patent box.

L’opzione vale per cinque esercizi sociali, è irrevocabile e rinnovabile. In caso di utilizzo diretto, il contributo economico di tali beni alla produzione del reddito è determinato sulla base di un accordo con l’amministrazione finanziaria (ruling internazionale). L’agevolazione si applica a condizione che i soggetti che esercitano l’opzione svolgano le attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla produzione dei beni, anche mediante contratti di ricerca stipulati con società diverse da quelle che direttamente o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa ovvero con università o enti di ricerca e organismi equiparati. In tal caso il reddito agevolabile può essere aumentato fino al 30% dei costi sostenuti dai predetti enti o imprese.

La quota di reddito agevolabile è determinata sulla base del rapporto tra i costi di attività di ricerca e sviluppo sostenuti per il mantenimento, l’accrescimento e lo sviluppo del bene immateriale e i costi sostenuti per produrre il bene.

Fonte: Camera.it

Dic 212015
 

ImmagineL’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico promuove Marchi +2, un intervento in favore di micro, piccole e medie imprese volto alla valorizzazione dei titoli di proprietà industriale.

L’intervento mira a sostenere la capacità innovativa e competitiva delle PMI attraverso la concessione di agevolazioni per l’estensione all’estero dei propri marchi. Più precisamente, le agevolazioni sono dirette a:

Sono due le misure contenute nel bando:
Misura A): agevolazioni per favorire la registrazione di marchi comunitari presso l’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno attraverso l’acquisto di servizi specialistici;
Misura B): Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali presso l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale attraverso l’acquisto di servizi specialistici.

Le risorse disponibili ammontano complessivamente a € 2.800.000.

Bando completo e modulistica

 

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