Mar 282014
 

Sul sito dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è consultabile il Regolamento che dettaglia le disposizioni sulla tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica, in vigore dal 31 marzo 2014 ed elaborato con l’obiettivo di “promuovere lo sviluppo dell’offerta legale di opere digitali e l’educazione alla corretta fruizione delle stesse”. Il Regolamento descrive le procedure attivabili a tutela del diritto d’autore online e sui servizi di media audiovisivi.

Il provvedimento introduce, inoltre, il Comitato per lo sviluppo e la tutela dell’offerta legale di opere digitali, costituito per incoraggiare le intese tra le categorie in merito, ad esempio, alla semplificazione della filiera di distribuzione di opere digitali e all’adozione di codici di condotta sugli strumenti di contrasto alle violazioni. Fra i compiti del Comitato ci sono la promozione dell’educazione alla legalità nella fruizione di opere digitali e la predisposizione di misure per sostenere lo sviluppo delle opere digitali.

Fanno parte del Comitato i rappresentanti delle principali associazioni di categoria: consumatori, autori, artisti e interpreti, editori, produttori, distributori, fornitori di servizi di media, prestatori di servizi della società dell’informazione; ne fanno anche parte i rappresentanti degli organismi ministeriali a vario titolo coinvolti nella gestione della materia.

Il Regolamento

La delibera dell’AGCOM

Mar 242014
 

Horizon 2020 è il nuovo programma quadro dell’Unione europea dedicato a ricerca e innovazione per il periodo 2014-2020.

Per semplificare l’accesso ai fondi europei, Horizon 2020 riunisce tutti i fondi per la ricerca e l’innovazione precedentemente previsti nel Settimo Programma Quadro. Pertanto, i candidati elaboreranno le loro proposte nell’ambito di un programma di riferimento unico e applicando regole comuni. Questo riguarda, naturalmente, anche le regole sulla gestione della proprietà intellettuale.

Quello che qui si presenta è il primo di una serie di tre fact sheet curati dallo sportello IPR Helpdesk: il documento è stato elaborato per supportare i candidati nella gestione della proprietà intellettuale nella fase di sviluppo delle proposte progettuali.

Horizon 2020 è un programma estremamente attento alle attività di disseminazione e sfruttamento dei risultati dei progetti: naturalmente, questi obiettivi sono perseguiti anche attraverso la protezione tramite l’IPR.

I finanziamenti alle attività di ricerca e sviluppo in Horizon 2020 avvengono tramite diverse modalità. Questo documento riguarda espressamente le borse di studio, o “grant”.

Il fact sheet completo in pdf

Fonte: European IPR Helpdesk (già pubblicato su Punto Cartesiano in Sardegna)

Apr 092013
 

Il Decreto Sviluppo-Bis (n. 179/2012) ha disposto la costituzione presso le Camere di commercio di una sezione speciale del Registro delle imprese espressamente dedicata alle startup innovative. La Camera di commercio di Cagliari ha riassunto in questo schema [file .pdf] i requisiti, i principali vantaggi e le procedure di iscrizione.

Per iscriversi è necessario presentare una domanda tramite la Comunicazione Unica al Registro Imprese. Alla domanda va allegata la dichiarazione (sottoscritta con firma digitale del legale rappresentante) che attesti il possesso dei requisiti.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito che le società già costituite alla data di entrata in vigore della legge (18 dicembre 2012) possono richiedere l’iscrizione anche dopo il 18 febbraio 2013. Il termine per il possesso dei requisiti e il termine di durata massima della startup innovativa sono, invece, inderogabili.

Modulistica e informazioni:
Scarica il modello di autocertificazione (fonte: Camera di commercio di Cagliari).
Il Registro imprese della Camera di commercio di Cagliari (fonte: Camera di commercio di Cagliari).

Approfondimenti:
Il Decreto Sviluppo-Bis su Unica Liaison Office.
La sezione dedicata alle startup innovative su Registro Imprese su Registroimprese.it (comprende un tutorial per l’iscrizione).
Guida di Camcom Cagliari sui temi delle startup innovative e degli incubatori certificati (febbraio 2013).
Guida redatta dalla rete delle Camere di commercio italiane (gennaio 2013).

Sulla firma digitale:
Il sito regionale dedicato alla Carta nazionale dei servizi.
Informazioni sull’attivazione della firma digitale possono essere richieste all’Ufficio Relazioni con il Pubblico della Presidenza regionale, Viale Trento, 69 Cagliari (lunedì e giovedì dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00, oppure dalle 9.00 alle 9.30 negli stessi giorni su appuntamento da richiedere asardegnasuap@regione.sardegna.it) Tel. +39 070 6062646-2528-5792.

Mar 212013
 

Il Decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” prevede una sezione sulle “Misure per la nascita e lo sviluppo di imprese startup innovative”. Obiettivo di questa sezione è “contribuire allo sviluppo di nuova cultura imprenditoriale e alla creazione di un ecosistema maggiormente favorevole all’innovazione”, ma anche “promuovere maggiore mobilità sociale” e “attrarre in Italia talenti e capitali dall’estero”.

La startup innovativa è definita all’art.25 del Decreto-legge come una società di capitali, anche in forma cooperativa (può essere di diritto italiano oppure una Societas Europaea, ma sempre residente in Italia) “le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione”.

Ogni impresa che voglia definirsi startup innovativa ai fini del Decreto-legge n. 179/2012 deve possedere una serie di requisiti:
a) la maggioranza delle quote o azioni e dei diritti di voto in Assemblea ordinaria sono detenute da persone fisiche;
b) è costituita e svolge attività d’impresa da non più di 48 mesi;
c) ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
d) a partire dal secondo anno di attività il totale del valore della produzione annua (risultante dall’ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio) non può superare i 5 milioni di euro;
e) non distribuisce, e non ha distribuito, utili;
f) ha come oggetto sociale esclusivo lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
g) non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.

Le startup innovative hanno, infine, almeno uno di questi ulteriori requisiti:
1) le spese in ricerca e sviluppo sono pari o superiori al 30% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della startup innovativa;
oppure 2) impiegano come dipendenti o collaboratori, per almeno un terzo della forza lavoro, personale in possesso del titolo di dottore di ricerca, oppure iscritto a un dottorato di ricerca, o ancora personale laureato che abbia svolto da almeno 3 anni attività di ricerca certificata in Italia o all’estero;
oppure 3) sono titolari o licenziatarie di almeno una privativa industriale relativa a un’invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.

Le società già costituite alla data di conversione in legge del Decreto-legge sono considerate startup innovative se depositano presso l’Ufficio del registro delle imprese una dichiarazione che attesti il possesso dei requisiti previsti (il termine di 60 giorni per la presentazione della domanda non è più in vigore).
In questo caso, la disciplina sulle startup innovative si applica per:
4 anni dalla data di entrata in vigore del Decreto-legge se la startup innovativa è stata costituita entro i 2 anniprecedenti;
3 anni, se la società è stata costituita entro i 3 anni precedenti;
2 anni se è stata costituita entro i 4 anni precedenti.

L’art. 26 del Decreto-legge illustra alcune deroghe al diritto societario e riduzioni degli oneri per l’avvio: per le startup innovative, il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a meno di un terzo, come stabilito dagli articoli 2446, c. 2°, e 2482 -bis, c. 4° del Codice Civile, è posticipato al secondo esercizio successivo.

Si evidenzia che all’art. 28 sono incluse delle disposizioni in parziale deroga alla normativa sul rapporto di lavoro subordinato. È inoltre previsto dall’art. 30 come opzione di fundraising il ricorso a portali online che abbiano come finalità esclusiva la facilitazione della raccolta di capitale di rischio da parte delle startup innovative.

Per gli anni 2013, 2014 e 2015, all’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche si detrae un importo pari al 19% della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più startup innovative, direttamente o tramite organismi di investimento collettivo del risparmio che investano prevalentemente in questo tipo di società.

Materiali:
Il testo integrale del Decreto-legge “Ulteriore misure urgenti per la crescita del Paese” pubblicato nel supplemento alla G.U. n. 245 del 19 ottobre 2012.
Restart, Italia! Il rapporto della task force sulle startup istituita dal Ministero dello sviluppo economico

Mar 122013
 

Il Ministero dello Sviluppo economico ha fissato tramite decreto le regole di funzionamento del meccanismo di credito di imposta come incentivo alle assunzioni di “personale altamente qualificato”, introdotto dall’articolo 24 del Dl 83/2012 “Misure urgenti per la crescita del paese”.

L’agevolazione spetta a tutti i titolari di reddito di impresa e vale per assunzioni a tempo indeterminato di personale con titoli quali dottorato di ricerca universitario o laurea magistrale in discipline di ambito tecnico-scientifico. In questo secondo caso, il personale dovrà essere impiegato in attività di ricerca di base, ricerca industriale o sviluppo sperimentale.

L’agevolazione consiste in un credito di imposta pari al 35% del costo aziendale sostenuto, per un periodo massimo di un anno e per un tetto annuale massimo di 200mila euro. Il costo aziendale è rappresentato dall’effettivo costo salariale sostenuto dall’impresa, inclusi la retribuzione lorda (prima delle imposte), i contributi obbligatori e quelli assistenziali per figli e familiari. Il credito di imposta va indicato nella dichiarazione dei redditi e va utilizzato in compensazione attraverso il modello F24.

Le domande di incentivo dovranno essere inoltrate tramite una piattaforma informatica, attenendosi alle procedure e allo schema di domanda in via di definizione da parte del Mise. Lo stesso Ministero comunicherà annualmente il termine iniziale e quello finale per la presentazione delle domande.

La news sul sito del Sole 24Ore.

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