Ott 282016
 

lvr8w6sqYenetics, BXTAR e Nurkara sono le tre business idea vincitrici di Start Cup Sardegna: per loro premi in denaro e la partecipazione al Premio nazionale dell’innovazione a Modena. Si è così conclusa nella serata di giovedì 27 ottobre 2016 la nona edizione della manifestazione organizzata dalle Università di Sassari e Cagliari per dimostrare che ricerca e innovazione, insieme, possono costituire una risorsa economica e un’occasione di sviluppo.

I rappresentanti dei 10 gruppi finalisti (a questo link le schede di tutti i gruppi) hanno presentato le idee di business nei pitch: 4 emozionanti minuti per illustrare in modo chiaro e convincente l’innovatività delle proposte.

La Commissione di esperti (Antonello Bartiromo di Dpixel; Carlo Mannoni della Fondazione di Sardegna; Giuseppe Pirisi del Banco di Sardegna; Franco Rabitti di Sardaleasing SpA; Giuseppe Serra di Sardegna Ricerche; Alessandro Vagnozzi di Jservice) ha espresso i voti basandosi sui business plan presentati, dei quali sono state valutate l’originalità, l’innovatività e la sostenibilità economica, ambientale e sociale.

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Ma scopriamo qualcosa di più delle tre idee sul podio: la Business idea vincitrice della Start Cup Sardegna 2016 è Yenetics. Nata dal gruppo composto da Chiara Saba e Amit Kumar, creatosi all’interno del Contamination Lab Unica, risolve un problema di molte donne in gravidanza che non sanno se effettuare, o addirittura rifiutano, i test diagnostici invasivi a causa dei rischi che comportano. Yenetics ha creato un innovativo test non invasivo che testa le 100 malattie genetiche più diffuse e che testa anche il padre, escludendo ogni rischio e garantendo la massima accuratezza dei risultati. A partire dalla 9ª settimana di gestazione, basta fare un piccolo prelievo di sangue per essere più sicuri e consapevoli della salute del bimbo. I risultati hanno un’attendibilità superiore al 99% ed arrivano in soli 7 giorni. Yenetics si è aggiudicata anche il trofeo stampato con tecnologia di stampa 3D presso il FabLab dell’Università di Sassari,

Il secondo posto è per BXTAR, idea nata dal gruppo composto da Simone Scalas, Mirko Podda, Michela Mari e Alberto Unali, anche questo “figlio” del Contamination Lab dell’Università di Cagliari, ha lo scopo di incentivare la mobilità sostenibile e intelligente: BXTAR è infatti una luce posteriore smart che migliora l’esperienza su strada del ciclista urbano. BXTAR è pensata per soddisfare le esigenze di sicurezza del ciclista con l’obiettivo di ridurre il tasso di incidenti nei contesti urbani. Grazie a un sistema integrato di luce posteriore, luci laterali e applicazione dedicata rende il ciclista più visibile soprattutto in particolari situazioni di criticità, come le scarse condizioni di luce ambientale, quando frena e quando attraversa gli incroci.

Al terzo posto si è classificata NURKARA, che offre prodotti biologici liofilizzati. Il gruppo è composto da Giovanni Arru, Guy D’hallewin, Paola Di Bella, Federico Garau, Antonio Masala e Leonardo Sechi. Nurkara è un progetto ma anche un’attività sostenibile che ottimizza tutta la filiera dello zafferano, dal produttore al consumatore. In Sardegna lo zafferano ha trovato condizioni ottimali per la coltivazione; manca, però, la standardizzazione del processo di essiccazione e confezionamento che condiziona l’uniformità della qualità del prodotto commercializzato. Nurkara mira ad ottimizzare il processo impiegando tecnologie innovative. Tramite la creazione di una rete di produttori, vuole inoltre mettere a punto un protocollo produttivo standardizzato.

I gruppi si aggiudicano i premi in denaro di € 8.000, € 4.000 e € 2.000, messi a disposizione da Fondazione di Sardegna e Sardaleasing SpA. Le 3 idee vincitrici, tutte legate al mondo della ricerca accademica, rappresenteranno la Sardegna al 13° Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), la fase nazionale della competizione, che coinvolgerà circa 50 atenei italiani e il CNR: appuntamento a Modena l’1 e 2 dicembre 2016.

Vincono lo “Special Prize Sardegna Ricerche”, del valore di € 15.000, utilizzabile per attuare un percorso di validazione della propria idea d’impresa e l’acquisizione di competenze (“duro lavoro”, nelle parole di Giuseppe Serra) Spime, mooVet e Nurkara.

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