Premessa
Le linee programmatiche esprimono, in relazione allo scenario normativo ed economico che si prefigura nei prossimi anni, gli orientamenti di fondo da perseguire per il rilancio dell’Ateneo e le principali politiche da attivare a sostegno. Ovviamente, le linee programmatiche sono aperte agli approfondimenti che potranno emergere nella discussione pre-elettorale e dal successivo confronto negli organi di governo dell’Ateneo.
Gli interventi legislativi in corso influenzeranno il quadro legislativo con cui il prossimo Rettore dovrà operare. Dalle linee guida del governo e dalle proposte dell’opposizione emerge la volontà di realizzare una discontinuità rispetto al passato. Ritengo doveroso esprimere alcuni orientamenti fondamentali per il rilancio dell’Università da sostenere nel progetto di riforma.
Il ridimensionamento dell’Università pubblica non può essere accettato in quanto in contrasto con l’interesse generale del Paese allo sviluppo della ricerca ed alla diffusione delle conoscenze, supporti indispensabili per la crescita sociale ed economica. I tagli previsti al fondo di finanziamento ordinario dell’Università comportano un impatto nell’economia degli Atenei che ne metterà in crisi la funzionalità corrente. Al contrario, nel progetto riformatore occorre trovare le risorse necessarie per impostare un programma pluriennale per portare il finanziamento degli Atenei ai livelli europei, in coerenza con le indicazioni dell’agenda di Lisbona.
L’autonomia universitaria costituisce un valore irrinunciabile da difendere soprattutto con il buon governo. In tal senso, sono auspicabili misure per garantire che negli Atenei le risorse vengano utilizzate secondo i principi della buona amministrazione, responsabilizzando gli organi decisionali sui risultati della gestione ed introducendo una significativa premialità che tenga conto della qualità della ricerca, della didattica e del rapporto di servizio con il territorio, nel quadro di un sistema nazionale di valutazione. È necessario avviare un percorso virtuoso verso il riconoscimento della qualità e dei meriti, senza ignorare le specificità dei diversi settori scientifico-disciplinari, delle realtà accademiche, nonché del contesto socio-economico regionale.
Inoltre, sono urgenti nuove regole quadro per continuare il processo di razionalizzazione dell’offerta didattica in funzione degli interessi della collettività.
Il forte rinnovo generazionale in atto va fronteggiato favorendo l’ingresso di giovani ricercatori, anche con un miglioramento retributivo, mantenendo gli spazi necessari a valorizzare con adeguate procedure concorsuali la qualità ed i meriti, nell’ambito di standard nazionali riconosciuti a livello internazionale.
Un sostegno particolare deve essere riservato al diritto allo studio. Per “aggredire” il fenomeno dei fuori corso è importante migliorare le condizioni di erogazione del servizio didattico (aule, biblioteche, laboratori, orientamento, tutor, docenze, ecc.) ed incrementare la disponibilità delle residenze e delle borse di studio per i meno abbienti.
Il quadro prospettico
Nella società moderna, il differenziale di sviluppo economico e sociale fra le diverse aree geografiche è fortemente condizionato dall’innovazione scientifica e dalla diffusione delle conoscenze. L’Università di Cagliari rappresenta la più importante istituzione scientifica e culturale della Sardegna e, per ciò stesso, il suo modo di essere e la qualità dei suoi comportamenti influenzano il processo di sviluppo socio-economico della Regione.
Si attende dall’Ateneo qualità nella ricerca scientifica, efficacia nella didattica e capacità di interrelazione con il territorio per stimolare e sostenere le iniziative di sviluppo scientifico, tecnologico ed imprenditoriale, in generale per contribuire alla crescita ed alla diffusione delle conoscenze e migliorare la qualità della vita.
Il finanziamento statale degli Atenei e la loro capacità di attrarre risorse saranno sempre più collegati con i risultati della ricerca scientifica, con la qualità della didattica e con l’efficacia della funzione di servizio al territorio.
Tale prospettiva accentua la competizione fra gli Atenei. Ne deriva che il rilancio dell’Ateneo di Cagliari comporta un’attenzione, molto maggiore che in passato, alle funzioni istituzionali della ricerca scientifica, dell’offerta formativa, dell’attività di servizio al territorio, nonché la capacità di inserirsi attivamente nella competizione per il finanziamento dei progetti per l’innovazione tecnologica e culturale.
Negli Atenei diventa, pertanto, sempre più importante ampliare la capacità di acquisire risorse finanziarie dalle diverse fonti esterne possibili e ottimizzare la loro gestione secondo i principi funzionali della buona amministrazione.
I condizionamenti dell’insularità e la gracilità del sistema regionale delle imprese (che altrove, ben più numerose e importanti, sostengono la ricerca scientifica e offrono occasioni di alta formazione agli studenti) di certo non favoriscono il rafforzamento del sistema universitario regionale.
Le linee programmatiche per il prossimo mandato del Rettore devono tener conto delle difficoltà di tale quadro prospettico e della complessità della specifica situazione dell’Ateneo di Cagliari, che rinnova il suo vertice dopo ben 18 anni. L’Ateneo, accanto a punte d’eccellenza nella ricerca e nella didattica, presenta situazioni con risultati meno brillanti, carenze nella funzionalità amministrativa, criticità negli equilibri economici e finanziari, con conseguenze negative sul suo rating come emerge nelle classifiche nazionali ed internazionali. Esiste un ritardo nella diffusione della cultura della valutazione dei risultati, del riconoscimento del merito e dell’efficienza funzionale; i processi decisionali sono non di rado confusi, il patrimonio di relazioni nel e con il territorio riflette specifiche iniziative personali piuttosto che l’apprezzamento dei ruoli istituzionali. È del tutto evidente l’esigenza di realizzare una discontinuità rispetto al passato nei metodi di gestione e nei comportamenti organizzativi.
La circostanza che, anche nell’ambito regionale, il ruolo dell’Ateneo non sia adeguatamente riconosciuto e la sua reputazione non sia molto elevata costituisce una criticità che occorre rimuovere con sollecitudine, in considerazione dell’esigenza di poter rispondere prontamente ed in modo efficace alla disponibilità che la classe politica regionale sta mostrando verso il sostegno dell’innovazione scientifica e la crescita e diffusione delle conoscenze, riconosciute come fattori trainanti dello sviluppo socio-economico. Ne sono riferimenti indicativi le importanti risorse finanziarie disponibili per il parco scientifico e tecnologico, per la ricerca e per il sostegno all’Alta formazione.
Da tale quadro di sintesi, ancorché influenzabile dalle decisioni politiche nazionali e regionali, occorre partire per impostare le linee programmatiche di fondo da perseguire per fronteggiare le criticità e cogliere le opportunità di sviluppo.
Gli orientamenti di fondo
I principali orientamenti strategici di fondo che si propone vengano assunti e perseguiti sul piano del comportamento e dell’organizzazione funzionale per il rilancio dell’Ateneo possono essere sintetizzati nelle seguenti proposizioni.
L’Ateneo deve creare condizioni più favorevoli per valorizzare la qualità nella ricerca, nella didattica, nell’attività sanitaria e nella funzione di servizio di trasferimento delle conoscenze al territorio. Occorre attrezzarsi meglio per realizzare una maggiore apertura al territorio ed al confronto nazionale ed internazionale, per valorizzare ed accreditare le competenze ed incrementare il capitale relazionale. Gli organi di governo dell’Ateneo devono elaborare strategie ed iniziative politiche per inserirsi come parte organica nelle politiche regionali tese a favorire lo sviluppo socio-economico, l’innovazione e le attività culturali in generale. Pari attenzione occorre avere nel creare collaborazioni e sinergie con il settore produttivo e con le istituzioni territoriali.
L’Ateneo deve puntare verso l’eccellenza nei suoi comportamenti, ai diversi livelli e funzioni, assumendo come valenza strategica la valutazione dei risultati ed il riconoscimento dei meriti, l’attenzione alla diffusione della qualità nei processi della ricerca, della didattica e di servizio al territorio, organizzando un adeguato supporto della funzione amministrativa e processi decisionali ed operativi chiari ed efficaci.
Nella prospettiva indicata occorre continuare a sviluppare le occasioni di confronto, scambio e collaborazione con altri Atenei e centri di ricerca nazionali ed internazionali, in quanto occasioni di crescita, accreditamento ed assimilazione di modelli funzionali d’eccellenza.
Tali obiettivi dovrebbero pervadere la cultura operativa dell’Ateneo, in quanto strumentali per accreditare l’Istituzione sul piano regionale, nazionale ed internazionale, anche al fine di fronteggiare la competitività crescente ed i limiti nella disponibilità di risorse finanziarie.
Avendo, in ogni caso, ben chiara la centralità dell’intervento statale nell’economia dell’Ateneo e superando i provincialismi, occorre, inoltre, puntare sulla condivisione fra Atenei Sardi ed Amministrazione Regionale di un programma organico per l’Università funzionale allo sviluppo della didattica, della ricerca, del servizio al territorio. A tal fine si può partire dalle opportunità fornite della recente legge regionale sulla ricerca e, in generale, inserirsi nelle opzioni programmatiche per i prossimi anni a valere sui fondi regionali, nazionali e del quadro comunitario. L’iniziativa politica deve anche riconoscere il peso degli oneri aggiuntivi che gli Atenei regionali fronteggiano a causa dell’insularità nella composizione dell’offerta formativa, nell’attività dei gruppi di ricerca, nella salvaguardia delle specificità culturali regionali, oneri del tutto ignorati nei parametri di finanziamento ministeriale, ma che incidono nell’economia della gestione. Inoltre, gravano sugli Atenei regionali i condizionamenti nella politica delle tasse dovuti alla situazione sociale ed economica dell’Isola ed al numero significativo di studenti esonerati dal pagamento delle stesse per motivi di reddito.
L’Ateneo è un sistema organizzativo complesso, ove convivono specificità funzionali e culturali differenti. Per orientare il suo comportamento non è certamente sufficiente l’illustrazione degli obiettivi generali, ma occorre strutturare e perseguire un programma pluriennale condiviso che espliciti l’insieme di interventi organizzativi e di politiche funzionali al raggiungimento degli stessi obiettivi. Le difficoltà sono notevoli, tuttavia nell’Ateneo esistono, a tutti i livelli, competenze autorevoli e motivate da valorizzare.
Le problematiche da affrontare sono numerose, impegnative e fra loro correlate, a partire dall’esigenza di realizzare una governance più efficiente e partecipata in grado di esprimere con autorevolezza la politica dell’Ateneo nel territorio e gestire i processi di rinnovamento, fino alle tematiche relative agli aspetti comportamentali (superamento dell’autoreferenzialità e apertura al confronto internazionale, ruolo attivo nel territorio con le forze sociali e le istituzioni, diffusione della cultura dell’innovazione, della qualità e del merito nella ricerca, nella didattica e nell’amministrazione, competizione nel mercato per l’acquisizione delle risorse finanziarie, politiche del reclutamento). Non minore importanza assumono gli aspetti relativi al contributo fondamentale del personale tecnico-amministrativo nella gestione secondo efficienza delle risorse impiegate nell’attività operativa e negli investimenti per le infrastrutture didattiche, scientifiche e logistiche.
Nella prospettiva di lavoro indicata è fondamentale coinvolgere un gruppo dirigente autorevole e rappresentativo delle diverse realtà, che, d’intesa con gli organi di governo e con la collaborazione delle responsabilità dirigenziali e del personale ai diversi livelli, porti avanti con efficacia specifiche politiche a supporto del progetto di rinnovamento per il rilancio dell’Ateneo, legittimando la sua leadership per la conoscenza dei problemi e per l’impegno a risolverli nell’interesse generale.
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