Ago 022012
 

I risponditori sono dei piccoli dispositivi tecnologici utilizzati con successo in molte scuole e università dei paesi anglossassoni. Denominati in più modi, “clickers” o “key-pads” negli Stati Uniti, “handsets” o “zappers” nel Regno Unito, ma anche con gli acronimi ARS (Audience response systems), LRS (learner response systems), CPS (classroom performance system) o SRS (student response systems), i risponditori stanno finalmente entrando anche nelle nostre scuole.

I produttori di questa tecnologia sono numerosi, ma sono soprattutto i grandi player delle lavagne interattive multimediali (Promethean, eInstruction, Smart, ecc.) che, sfruttando la possibilità di integrazione di questi dispositivi con le LIM, che stanno proponendo questi dispositivi alle scuole ed agli insegnanti italiani.

E’ doveroso premettere che questi oggetti presentano differenze tecniche anche considerevoli tra modello e modello. Esistono risponditori con e senza visore, risponditori semplificati e con pochi pulsanti,  risponditori con tastierini estesi, ecc.. Anche le modalità di comunicazione dei risponditori con il PC che li controlla, tipicamente a disposizione del docente (connesso o meno ad una LIM) sono molteplici: attraverso sistemi radio standard (infrarossi, wifi, bluetooth, ecc.) o proprietari…

Recentemente, alcuni produttori hanno iniziato a distribuire le versioni dei loro software su piattaforme diverse quali Windows, iOS, Android, Linux al fine di poter essere utilizzati anche con dispositivi mobili quali tablet, notebook o smartphone. Inevitabilmente dal punto di vista tecnico le novità non mancheranno anche nei prossimi anni, visto le rapide trasformazioni a cui sono soggette le ICT… ma la questione rilevante non è tanto di ordine tecnologico quanto metodologico e didattico.

A cosa possono servire i risponditori? Come vengono utilizzati? Quali solo i rischi connessi al loro utilizzo? Quali vantaggi consentono di conseguire?

Esistono alcuni libri e centinaia di articoli sui risponditori: su cosa sono e come si usano. Una interessante bibliografia iniziale può essere individuata sul sito della Vanderbilt University.

L’uso dei risponditori prevede, tipicamente, tre passaggi:

  1. L’insegnante formula un quesito nella forma di domanda aperta o chiusa (vero falso, scelta multipla)
  2. Lo studente, usando il proprio risponditore, seleziona (o digita) la propria risposta. Risposta che, a seconda della scelta operata dal docente, può essere anonima o attribuita allo studente attraverso un suo identificativo;
  3. Le risposte sono immediatamente visualizzate dal docente o all’intera classe (ad esempio alla LIM o con un video proiettore), in forma singola o aggregata

Le molteplici modalità di utilizzo possono prevedere cose come:

  • Formulare domande che anticipano il contenuto da trattare in maniera da consentire alla classe di identificare le proprie preconoscenze ed indagare attorno a dubbi, errori ed idee sbagliate;
  • Formulare domande nel corso di una spiegazione, discussione o attività per monitorare la comprensione degli studenti e adattare l’insegnamento alle esigenze;
  • Consentire a tutti gli studenti di esprimersi e partecipare, permettendo anche a quelli meno sicuri, reattivi e loquaci di dare la loro risposta e fornire la propria opinione;
  • Tenere attiva l’attenzione intervallando le presentazioni con domande finalizzate ad enfatizzare i contenuti importanti, favorire un diverso modo di guardare al tema/problema trattato, aggiungere interattività e coinvolgere l’attenzione degli studenti;
  • Utilizzare le risposte degli studenti per comprendere le loro difficoltà e decidere se procedere o riprendere certi argomenti, magari da una prospettiva diversa;
  • Mostrare le risposte date alla classe ed utilizzarle come basi per la discussione.

Il dibattito, negli Stati Uniti, non è tanto sull’usare o meno questi dispositivi. Come molte altre tecnologie, anche in questo caso lo strumento non dovrebbe essere esaltato o demonizzato di per sé. È infatti evidente che possano esserci usi buoni (capaci di promuovere esperienze di apprendimento eccezionali) come pure impieghi impropri, triviali o perfino ridicoli (lezione show sul modello del “chi vuol essere milionario?“).

Immagine anteprima YouTube

La differenza la fanno situazioni didattiche ben progettate, con una attenzione ai tempi, al tipo di domande, all’impianto complessivo dell’intervento.

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Sui risponditori, come strumenti per la didattica, sono state fatte alcune sporadiche esperienze nel nostro paese (si veda ad esempio Ardesia Tech) e, a breve, prenderanno avvio anche alcune nostre ricerche. Il Dipartimento di Pedagogia, psicologia e filosofia dell’Università di Cagliari ha infatti stipulato un protocollo di intesa con Promethen LTD. per la sperimentazione di Active Expression 2 ed avremo pertanto modo di tornare a parlarne.


Bibliografia

Banks, D. A. (Ed.). (2006). Audience response systems in higher education: Applications and cases. Hershey, PA: Information Science Publishing. Retrieved from http://books.google.it/books?id=xFqhg6xd4VEC&lpg=PP1&ots=v0vFuFMe60&dq=Teaching with classroom response systems%3A Creating active learning environments&hl=it&pg=PP1#v=onepage&q=Teaching with classroom response systems: Creating active learning environments&f=false

Bruff, D. (2009). Teaching with classroom response systems: Creating active learning environments. San Francisco, CA: Jossey-Bass. Retrieved from http://books.google.it/books?id=Dvt2JAP7CrsC&lpg=PP1&ots=-zV2PbwHRF&dq=Teaching with classroom response systems%3A Creating active learning environments&hl=it&pg=PT2#v=onepage&q=Teaching with classroom response systems: Creating active learning environments&f=false

Caldwell, J. E. (2007). Clickers in the large classroom: current research and best-practice tips. CBE life sciences education, 6(1), 9–20. doi:10.1187/cbe.06-12-0205

Crede, M., Roch, S. G., & Kieszczynka, U. M. (2010). Class Attendance in College: A Meta-Analytic Review of the Relationship of Class Attendance With Grades and Student Characteristics. Review of Educational Research, 80(2), 272–295. doi:10.3102/0034654310362998

Dangel, H. L., & Wang, C. X. (2008). Student response systems in higher education: Moving beyond linear teaching and surface learning. Journal of Educational Technology Development and Exchange, 1(1), 93–104. Retrieved from http://www.sicet.org/journals/jetde/jetde08/paper08.pdf

Martyn, M. (2007). Clickers in the classroom: An active learning approach. Educause Quarterly, (2), 71–74. Retrieved from http://educationgroup.mit.edu/HHMIEducationGroup/wp-content/uploads/2011/04/Clickers.pdf

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