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Titolo: Artisticit(t)à. I graffiti i São Paulo e l'antropofagia creativa dello spazio metropolitano
Autori: 
Data di pubblicazione: 2018
Rivista: 
E/C  
Abstract: Il Rolê Cartograffiti è un’esperienza immersiva nell’arte di strada di São Paulo, una delle capitali mondiali del graffitismo contemporaneo. Il termine gergale “rolê” significa giro, tour, viaggio. Mentre “Cartograffiti” rimanda ad un progetto-performance di intervento artistico e di riscrittura dello spazio urbano voluto da un collettivo, coordinato dall’artista Mauro Neri, realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura di São Paulo. Il Rolê Cartograffiti si pone dunque in prima istanza come modo di rivivere le tappe, i risultati e le contraddizioni di quel progetto del 2014. Più profondamente tuttavia esso offre accesso ad un’esperienza estetica e sociale molto particolare ed intensa. L’intento del nostro intervento non è dunque solo quella di raccontare e condividere un’esperienza vissuta in prima persona nel marzo del 2017 ma, sfruttando gli strumenti della semiotica e dell’antropologia, di dipanare alcuni fra i molteplici sensi e significati che essa mobilita. Il Rolê Cartograffiti infatti offre spunti importanti per pensare le condizioni del fare arte, dell’essere artisti e del fruire l’arte nel mondo contemporaneo. Al contempo testimonia di conflitti e scivolamenti nella stessa definizione dell’artisticità, dell’oggetto artistico, dei suoi luoghi, delle sue utopie. Dà accesso ai nessi fra spazio, potere e cittadinanza che l’intervento artistico urbano, di strada, ha la capacità di sollecitare. Invita a cogliere le forme della prevedibilità e dell’imprevedibilità che si annidano nei vissuti quotidiani; nelle interazioni fra corpi, spazi, oggetti; nel gioco di trasformazioni – della città, dei suoi cittadini, di chi compie il Rolê, dell’immagine del Rolê stesso – che un viaggio come il Rolê Cartograffiti mette in causa. Come si vedrà in conclusione questa potente immersività trasformazionale fa del Rolê Cartograffiti e del suo racconto un luogo privilegiato per riflettere sulla scrittura semio-antropologica dell’esperienza. E questo anche perché la stessa esperienza del Rolê incorpora percorsi e punti di vista invertiti, che istituiscono le posizioni dell’artista attivista e del semiologo attivo. In tal senso la scrittura finisce quasi fatalmente per farsi mitologia, racconto di viaggio, e ancor più profondamente antropofagia creativa di quel corpo urbano che per altri versi ingloba e definisce chi lo attraversa. Reciprocità predatoria, mutuamente trasformazionale, proprio come quella che è al cuore del rapporto fra i graffitari e la città, di cui le opere sui muri sono il precario, temporaneo, risultato.
Handle: http://hdl.handle.net/11584/255294
Tipologia:1.1 Articolo in rivista

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