Ott 262018
 

Ho ricevuto i risultato dei questionari della valutazione della didattica per il corso di FPW, edizione 2017-18, insieme a  quelli degli corsi di cui sono docente. Pur essendo sostanzialmente positivi, non nascondo il mio disappunto per alcune delle valutazioni. Nella speranza di fare qualcosa di costruttivo, commento qui i punti principali.

Utilità delle attività didattiche integrative

Hanno espresso un parere negativo sulla utilità delle esercitazioni 36 alunni su 91. È il 40%, di chi ha risposto. Estendendo la percentuale alla popolazione dei frequentanti, il numero raggiungerebbe quasi un turno interno di esercitazione. Noto con disappunto che i giudizi negativi hanno come oggetto l’utilità delle attività integrative, cioè le esercitazioni sarebbero inutili per il superamento dell’esame. Sicuramente sono migliorabili, la perfezione non esiste e noi ne siamo oggettivamente lontani. Ma mi chiedo quanti dei miei alunni sarebbero stati in grado di consegnare il progetto senza le inutili esercitazioni. Io credo che sarebbero stati pochi, quindi il giudizio, dal mio punto di vista, non riflette la realtà. Dai commenti liberi deduco che una parte della classe sottovaluti il lavoro fatto dai tutor. Colgo quindi l’occasione per ringraziarli pubblicamente: senza di loro e senza i loro colleghi che li hanno preceduti, semplicemente non terrei il corso, che è erogato per mero spirito di servizio.

Adeguato materiale didattico

Sono a disposizione degli alunni le slide delle lezioni, con riferimenti alle fonti sul web e rimandi per approfondimenti, tutto il codice sviluppato durante le esercitazioni (turno A e B), syllabus del corso, modalità di valutazione, specifiche del progetto. Sicuramente non è perfetto, ma 20 persone su 91 (il 22%) che danno un’opinione negativa sul materiale mi pare eccessivo. C’è oggettivamente molto di più di quanto sarebbe strettamente necessario.

Chiarezza modalità di esame

Anche su questo punto 17 persone (il 19%) affermano sostanzialmente che le modalità d’esame non siano chiare. Le modalità d’esame sono dichiarate su Esse 3, sul mio sito personale, su Moodle (anche in modo più dettagliato), sulle slide che presento alla prima lezione del corso e le ripeto a ogni scadenza. Non mi pare di averle cambiate in corsa. Anche qui mi pare eccessivo.

Carico didattico

Il carico didattico del corso credo sia da mettere in relazione con le conoscenze preliminari. Il corso anticipa alcuni argomenti di Basi di Dati e si serve di concetti spiegati in parallelo a Programmazione 2. Questo è chiaro sia al docente che al Corso di Laurea. Una soluzione potrebbe essere fare il corso più tardi nel piano di studi. Ma la domanda è: quando? Al primo semestre tengo il corso di IUM, fare due corsi contemporaneamente alla triennale non è possibile per me, visto il numero di persone che li frequentano. Scambiare i due esami sarebbe anche peggio: IUM è un fondamentale e servono le nozioni di PR2 per il progetto. Insomma, la soluzione corrente non è ottima, ma almeno è possibile. Ho dato la mia disponibilità a spiegare le basi necessarie, ho anche proposto dei “ricevimenti collettivi” per questo motivo. Chi ha espresso delle lamentele su questo punto non mi ha mai chiesto di teneri. L’altro punto scottante è la presenza del progetto, che è pesante da fare. È un esame di programmazione, quindi si programma. In realtà, i numeri della prima sessione d’esami dicono che solo il 35% circa dei partecipanti non ha ancora superato l’esame. Ciò significa che la maggioranza dei miei alunni passa l’esame ai primi tre appelli. Magari con difficoltà, ma alla fine il risultato è questo. Penso ci sia una percezione errata.

Commenti aperti

Non pubblico i commenti aperti interamente perché contengono alcune affermazioni sui tutor e su colleghi che trovo offensive e preferisco riassumere.

I tutor sono poco reperibili […]
Le lezioni di laboratorio iniziano in ritardo […]
[…] ci si deve trattenere oltre l’orario stabilito causando dei problemi per le lezioni successive.

Queste affermazioni sono semplicemente falseI tutor sono reperibilissimi, hanno tenuto tantissimi ricevimenti su appuntamento, risposto a centinaia di mail, addirittura a messaggi sul telefonino e social. I laboratori non sono mai iniziati in ritardo, e nessuno, collega o alunno, si è mai lamentato di sforamenti. Se dopo la lezione qualcuno rimane a chiedere e i tutor rispondono, stanno facendo qualcosa che potrebbero anche non fare. Dovrebbero essere ringraziati. Last but not least, nessuno si è mai lamentato con me di questa cosa. Mettiamoci la faccia qualche volta. Non è giusto trattare così dei vostri colleghi che sicuramente non fanno queste attività per soldi, visto che sono davvero pochi.

Il tutoraggio dovrebbe servire a imparare effettivamente quanto viene visto nelle lezioni teoriche […]
[si dovrebbe] lavorare direttamente alla milestone in laboratorio senza dover fare un progetto “giocattolo” totalmente inutile […]
Il laboratorio non è stato sufficiente a farmi lavorare al progetto senza difficoltà. I tutor andavano troppo spediti e molte cose non ci sono state spiegate, abbiamo dovuto scoprirle da soli.
[…] si tralasciano o si da poca importanza a parti di programma fondamentali, costringendo lo studente a ricercare argomenti per conto proprio […]

Ho l’impressione che sia sempre più radicata in alcuni studenti la convinzione che, per eseguire un esercizio di programmazione, il corso debba fornire tutti gli elementi per l’implementazione. Per esempio, descrivendo nei dettagli come rappresentare i dati,  le procedure logiche da seguire che le API nei minimi dettagli, fornire suggerimenti sulle scelte da operare. In pratica, la soluzione dovrebbe essere fornita a lezione. Questa assunzione poteva essere vera al liceo o, al massimo, nei corsi introduttivi di programmazione. Invece, siamo alla fine del secondo anno di Informatica. “Scoprire da solo” qualcosa è necessario, “superare qualche difficoltà” pure. La spiegazione a lezione si fa sulle parti proprie della programmazione web. Su questo sono davvero mancati esempi a esercitazione? Per il resto, l’implementazione è banale. Se per voi non lo è, vuol dire che vi manca esercizio. Motivo in più per farlo. Programmate, anche senza che nessuno vi dia esercizi da fare. Se non vi piace farlo, una riflessione sulla vostra vocazione professionale è d’obbligo.

[…] Ridurre la complessità delle milestone, magari suddividendole in più milestone […]
[è utile] la partizione in milestone, anche se viziata sfortunatamente da una cadenza eccessiva di consegne […]
[…] Inserire un metodo di valutazione unico per le milestone, in quanto a seconda della persona che le corregge vengono rilevati o meno certi errori

È abbastanza chiaro che non sia possibile accontentare tutti. Forse sono troppe o forse troppo poche. Personalmente, uso i dati per fare dei ragionamenti: rispetto all’anno scorso, togliendo una milestone la situazione è migliorata in termini di numero di consegne. Credo inoltre, per conoscenza della materia, che non possano essere meno di quattro. Avendo  prove empiriche che inserendone una di più il sistema funziona globalmente peggio, concludo che quattro sia l’ottimo.
Il metro di valutazione è stato stabilito da me. Le griglie sono state condivise con i tutor. Quindi, l’affermazione sulla dipendenza del voto dalla persona che effettua la correzione è falsa. È possibile, però, che alcune correzioni contengano delle sviste. Molti alunni sono testimoni del fatto che, di fronte a richieste sensate, abbiamo sempre riconosciuto gli errori. Perciò quando ci sono dubbi fatevi avanti.

[Nelle] Milestone i task erano fin troppo complessi per essere conoscenze “base” (ad esempio l’ordinamento cronologico delle notizie è tutto fuorché Java base)

Questo suggerimento si collega al punto precedente, con in più il discorso sui prerequisiti che ho già affrontato. Ma l’esempio a sostegno della tesi, al contrario, la demolisce. Fare l’ordinamento di un array è programmazione livello base. Se non si conosce la libreria standard Java, che offre questa funzionalità, si può pure implementare. Due for innestati vanno benissimo, nessuno ha chiesto l’ottimo per questo esame.

Maggior impegno da parte del docente e dei tutor nel rispondere in modo pubblico nel form dedicato alle domande.

È vero, in effetti ho sbagliato un’impostazione e non ci arrivavano le notifiche delle domande. Ci sono comunque altri canali per fare delle domande a tutti, docente e tutor.

Cambiare docente

Sono d’accordo!

 

 

Spiacenti, i commenti sono chiusi.

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