Note, rimandi e citazioni

 

I rimandi alla bibliografia generale:

È importante riportare la fonte di qualsiasi informazione (idee o dati) ricavata dalle fonti prese in esame. Ciò può essere fatto all’interno del testo oppure in una nota a piè di pagina, a seconda della rilevanza rispetto al discorso che si sta conducendo. In generale le note a piè di pagina sono utili per menzionare temi o questioni marginali rispetto al tema specifico della tesi, o per approfondire brevemente un aspetto.

I rimandi vanno realizzati secondo il metodo autore/data, ovvero riportando il cognome dell’autore (o degli autori), la data di pubblicazione del libro (o dell’articolo), e il numero (o i numeri) di pagina.

Es. Cirese 1971: 34

Questa indicazione costituisce un rimando alla bibliografia generale che fornirà altri dettagli relativi alla fonte bibliografica:

Nella bibliografia generale il testo di Cirese sarà riportato in questo modo:

Cirese A.M., 1971, Cultura egemonica e culture subalterne, Palermo, Palumbo

 

Bibliografia generale:

La bibliografia generale, posta alla fine della tesi, deve contenere tutti (e soltanto) i testi a cui si fa riferimento nella tesi. E’ ordinata in ordine alfabetico per autore (in caso di omonimia vale l’iniziale del nome proprio); le opere di uno stesso autore vanno elencate in ordine cronologico – dalla più vecchia alla più recente); in caso di più autori l’opera va inserita secondo il cognome del primo degli autori che compaiono nella fonte. Ad esempio:

Marcus G. E., Fischer M., 1998, Antropologia come critica culturale, Roma, Meltemi.

In questo caso va indicato sotto Marcus (anche se nell’ordine alfabetico “F” precede “M”).

 

Volumi:

a) Monografia con un solo autore:

Cirese A. M., 1972, Cultura egemonica e culture subalterne. Rassegna degli studi sul mondo popolare tradizionale, Palermo, Palumbo.

b) Monografia con più autori:

Clifford J. e Marcus G.E., 2001, Scrivere le culture. Poetiche e politiche in etnografia, Roma, Meltemi

c) Libro con un curatore:

Lanternari V. (a cura di), 1982, Le società pastorali, Roma, La goliardica editrice

 d) Libro a cura di più curatori:

Manconi F., Angioni G. (a cura di), 1984, Il lavoro dei sardi, Sassari, Gallizzi

e) Saggio in raccolta:

Se si intende fare riferimento a un particolare saggio contenuto all’interno di un libro scritto da più autori,  occorre procedere come segue:

Goody J., 2000, La cultura e i suoi confini: un punto di vista europeo, in Borofsky R. (a cura di), L’antropologia culturale oggi, Roma, Meltemi, 2002

Nella bibliografia generale occorrerà riportare anche i riferimenti dell’intera opera: Borofsky R. (a cura di), 2000, L’antropologia culturale oggi, Roma, Meltemi

f) Saggio in rivista

Lai F., 1998, Il pastoralismo e la formazione dei confini comunali nella Sardegna centro-orientale, in “La Ricerca Folklorica”, 38

 

Riferimenti a materiali tratti da Internet:

Come per le altre fonti bibliografiche, anche quelle tratte da Internet debbono essere autorevoli e debitamente citate. I rimandi interni al testo vanno indicati anche in questo caso secondo il sistema autore/data, ma senza il numero di pagina.

Esempio:

La data deve essere quella in cui il documento è stato creato o, se successivamente aggiornato, quello dell’ultimo aggiornamento. La data è solitamente individuabile in fondo alla pagina web, oppure sulla home page di un gruppo di pagine.

Il titolo dev’essere quello dato nell’elemento <TITLE> di una pagina www (che compare sulla barra in alto del browser).

L’URL è la parte più importante del riferimento, in quanto deve permettere al lettore di ritrovare il documento in questione. Pertanto, gli URL vanno riprodotti con la massima cura, conservando l’uso delle maiuscole e delle minuscole dell’indirizzo originale. Non si mette un punto finale dopo l’indirizzo. Se si deve andare a capo nel mezzo di un URL, questo deve essere fatto subito dopo un slash (/) o un doppio slash (//). Nell’andare a capo non devono essere aggiunti dei trattini.

 

Citazioni:

Ogni citazione di brani o frasi altrui deve essere accompagnata dal nome dell’autore, dall’anno di pubblicazione e dalla pagina (o dalle pagine). Una citazione breve, indicativamente entro le due righe, va inserita fra apici nel testo:

(TESTO TESI). Le testimonianze raccolte mettono in luce che “la vita quotidiana è soprattutto pratica” (Hannerz 2001: 35), anche se non mancano periodo in cui ci si dedica soprattutto alla preghiera (SEGUE TESTO TESI)

Una citazione lunga indicativamente oltre le due righe, va staccata dal testo e non posta fra virgolette: è consigliabile scriverla con un carattere inferiore, ed inoltre deve essere rientrata rispetto al margine sinistro del testo della tesi. I riferimenti bibliografici vanno inseriti fra parentesi alla fine della citazione.

Si ricorda che le omissioni all’interno delle citazioni si segnalano con (…); l’intervento su una citazione (ad esempio l’aggiunta di un soggetto esplicito) si segnala con parentesi quadre [ ].

 

Note:

Le note vanno messe a piè di pagina e devono essere numerate a partire da 1 per ogni capitolo. La nota svolge essenzialmente due funzioni: rimando bibliografico per opere marginali rispetto al punto che si sta trattando (ad esempio: “per un maggior approfondimento si veda Goffman 1967: 58 e segg.)”; accenno a un punto minore, ma rilevante, che interromperebbe il discorso in atto.

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