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giovedì, 2 of settembre of 2010

Strategie per l’Open Access dell’Università di Cagliari

Il 18 Novembre, in occasione della giornata di studio su “Open Access e comunicazione scientifica” (Aula Magna “Alberto Boscolo” – Cittadella Universitaria di Monserrato), è stato presentato il servizio Unica Eprints: il primo passo concreto operato dal Sistema Bibliotecario dell’Ateneo per rendere operativa l’adesione ai principi dell’Open Archives Iniziative (OAI).
L’archivio istituzionale ad accesso aperto dell’Università di Cagliari si propone di raccogliere, preservare e rendere disponibili i lavori di ricerca derivanti dall’attività scientifica dell’Ateneo. Si inserisce nel progetto più generale della Biblioteca Scientifica Regionale, che nasce per ora dalla collaborazione con Sardegna Ricerche e Università di Sassari.
Come luogo di raccolta e disseminazione dei contributi scientifici il proposito del servizio è quello di popolarsi progressivamente di quanto docenti, ricercatori e altri autori vorranno depositare nella memoria del server, a testimonianza delle linee di ricerca sviluppate all’interno dell’Ateneo cagliaritano. Le finalità di un Archivio aperto sono d’altronde quelle di rendere liberamente accessibile ogni contributo, in modo da diffonderne in maniera rapida i contenuti e i risultati – secondo il principio per cui: più un articolo è liberamente scaricabile, più è letto, più viene citato.

Dagli interventi che hanno animato l’incontro, le strategie messe in opera per stimolare e diffondere la politica dell’accesso aperto alla documentazione scientifica sono state delineate secondo le diverse prospettive. Fermo restando il movente principale dell’OAI – il prezzo esorbitante che le strutture bibliotecarie devono fronteggiare per l’acquisizione dei periodici scientifici e il cortocircuito editoriale che costringe a riacquistare l’accesso a quanto è stato prodotto nel nostro stesso Ateneo – si è fatto il punto su quanto il gruppo di lavoro sull’Open Access in seno alla CRUI ha predisposto in fatto di linee guida per le iniziative delle Università (soprattutto sul deposito delle tesi di dottorato); su quali sono i passi concreti nella costruzione di archivi e riviste ad accesso aperto (lo hanno testimoniato le realizzazioni degli Atenei di Padova, Pisa e Trento); di quali sono le tematiche relative alla gestione del copyright investite dall’OAI.
Forse la sostanza dell’incontro rimane nella percezione che le nuove piattaforme digitali in cui può scorrere la comunicazione scientifica offrano l’occasione di ristabilire una fruttuosa e antica consuetudine della “conversazione” tra ricercatori e scienziati: validare la ricerca tramite il confronto rapido e diretto con i documenti che la testimoniano, svincolandoli – è tra i diritti di ogni autore – da alcune delle restrizioni imposte dal mercato dell’editoria scientifica.
Nelle pagine a corredo del sito web di Unica Eprints sono comunque presentati molti documenti, e altrettanti percorsi, per chi voglia addentrarsi nelle questioni dell’Accesso Aperto.

Our mission of disseminating knowledge is only half complete if the information is not made widely and readily available to society.
Berlin Declaration on Open Access to Knowledge in the Sciences and Humanities : Max Planck Society, 2003


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