Curriculum

 

Zurru Antioco Luigi

Via Is Mirrionis, n. 1

09123 Cagliari (CA)

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Curriculum degli studi e professionale

 

Attività scientifica

Gli elementi che costituiscono il quadro delle attività di ricerca finora sviluppate da chi scrive trovano collocazione e origine durante un percorso di formazione che ha preso avvio con il conseguimento della prima Laurea specialistica in Filosofia ed è andato ampliandosi attraverso il periodo di collaborazione alla ricerca nella Facoltà di Scienze della Formazione e il conseguimento del Dottorato di Ricerca presso l’Uni­ver­si­tà di Roma. I temi e gli orientamenti si sono, poi, precisati meglio nel periodo di ricerca presso il Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia dell’Università degli Studi di Cagliari, in qualità di ricercatore a tempo determinato.

A tal proposito, i temi finora sviluppati, solo formalmente rappresentabili come riferibili a differenti problematiche, possono essere pienamente inquadrati nel più ampio panorama della ricerca educativa sui processi di integrazione ed inclusione scolastica e sociale delle persone interessate da disabilità.

Sintesi dei principali temi di ricerca

A.     Disabilità, solidarietà e dinamiche di riconoscimento

A partire dagli esiti ai quali la filosofia e l’etica del riconoscimento sono giunti con la formulazione honnethiana in Kampf um Anerkennung (1992), tematica trattata nell’ambito della tesi di laurea del corso specialistico in Filosofia, il saggio pubblicato nella rivista L’integrazione scolastica e sociale nel 2005, Associazionismo familiare, disabilità, solidarietà e dinamiche di riconoscimento sociale, può essere letto come il primo tassello di un progetto volto alla coniugazione di due problematiche scientifiche finora non accostate.

La lezione etica di Honneth, infatti, si pone come possibilità di condividere l’interesse per norme generali, orientate, però, verso gli scopi dell’autorealizzazione individuale. La via per articolare queste due istanze così distanti è chiaramente rappresentata dal concetto di solidarietà che emerge dalla teoria hegeliana del riconoscimento e da una sua rivisitazione post-tradizionale. La dinamica della solidarietà si configura come quella condizione etica e comunitaria entro la quale ogni individuo può assurgere alla condizione di soggetto portatore di dignità, di ricchezza e di originalità finalizzate allo sviluppo morale ed etico dell’intera società.

A partire da una simile caratterizzazione della solidarietà, è nata la necessità di indagare l’aderenza dei costrutti teorico filosofici con alcune realtà socio-antropologiche che costituiscono la società odierna, ed in particolare con alcuni frangenti tematici relativi alla Pedagogia Speciale.

Le ricerche accademiche sul fenomeno dell’associazionismo familiare nell’ambito della disabilità (Mura, 2004), hanno costituito il più adeguato humus culturale entro il quale verificare l’aderenza dei costrutti teorici di cui si è accennato. Il ruolo che il sentimento di solidarietà svolge nelle azioni volontaristiche ha posto l’esigenza di verificare la natura e la rilevanza etico-sociale delle dinamiche che vi sono sottese. A partire dalle principali istanze della Pedagogia Speciale, si è voluto comprendere fino a che punto l’agire solidale possa configurarsi come un’attività esclusivamente automotivata ed autogiustificata slegata da motivi di crescita e sviluppo etico-sociale. Ne è emerso come l’atteggiamento della solidarietà non sia solo un sentimento vincolato alla realtà biologica e storica della comune «humanitas» alla quale gli individui partecipano, ma possa essere letto anche come un modello di interazione intersoggettiva all’interno di una dinamica sociale di sviluppo morale; una dinamica che stimola gli individui verso uno sforzo di riconoscimento nei confronti dei propri partner di interazione.

In tal senso, le categorie di filosofia sociale richiamate possono essere utili per evidenziare gli elementi del meccanismo sociale che sta alla base del processo di integrazione delle persone in situazione di disabilità. Sotto questa luce, lo sviluppo sociale e l’integrazione, frutto del progresso e del lavoro delle associazioni di persone in situazione di disabilità, può essere riletto in termini di concreta rappresentazione della logica dei rapporti di reciproco riconoscimento.

La necessità di comprendere il fenomeno dell’associazionismo è andata di pari passo con l’esigenza di realizzarne una più ampia panoramica, sia in termini operativi sia in sotto l’aspetto storico-culturale. Da una parte, infatti, è risultato auspicabile un lavoro di pubblicizzazione dell’operato associazionistico, spesso relegato nell’ombra della marginalità, dall’altra si è imposto un interesse nei confronti della ricostruzione dei momenti storici attraversati dalle associazioni per evidenziarne gli sviluppi e gli sforzi compiuti nel continuo tentativo di ottenere riconoscimento dalle istituzioni e dalla collettività.

Con riferimento a quest’ultimo punto, e cioè ad una comprensione storica più attenta del processo di formazione e crescita delle realtà associative, specialmente a quelle definite come Associazioni Storiche, il saggio Associazionismo familiare e integrazione sociosanitaria: tracce ed elementi per una ricognizione storica, apparso nella rivista L’integrazione scolastica e sociale, 5/2 aprile 2006, ha voluto portare contributi conoscitivi in ordine alla comprensione del significato storico dell’azione delle associazioni nate intorno agli anni ‘60. Il fenomeno italiano della nascita delle associazioni si inscrive in un frangente storico entro il quale le politiche sociali governative poneva le condizioni per la nascita del Sistema Sanitario Italiano. In un simile momento storico le associazioni, lungi dal profilarsi come semplici soggetti fruitori di servizi, hanno posto le basi per un progresso sociale che ha condotto, nei decenni a seguire, alla maturazione di un modello di welfare mix antesignano di ciò che oggi si configura come Terzo Settore in ambito sociale. Ancora una volta, viene messa in luce la valenza creativa e promotrice della dinamica della lotta per il riconoscimento che le associazioni di persone disabili hanno incarnato nelle azioni di difesa ed advocacy rispetto alle esigenze dei soggetti interessati da disabilità; azione che peraltro ha superato i propri limiti nel concorrere alla formazione di una struttura sociale di interazione entro la quale è maturata una più ampia coscienza pubblica e politica sui temi della salute.

Relativamente alla necessità di realizzare una più ampia visibilità dell’azione promossa dalle associazioni, diventa necessario mettere in relazione due ambienti differenti nei processi di crescita e maturazione della persona: la realtà scolastica e quella extrascolastica e sociale. Il progetto editoriale, della durata di due anni (Annate 2006/2007 e 2007/2008), inaugurato dalla casa editrice Gulliver con la creazione di una rubrica intitolata Disabilità, famiglie e territorio all’interno della rivista mensile di aggiornamento e didattica per i docenti Gulliver ErreessE, ha contribuito a dare una concreta risposta all’esigenza di pubblicizzazione di cui si è parlato. All’interno di questa rubrica sono stati ospitati mensilmente alcuni lavori di un gruppo di ricerca dell’Università di Cagliari coordinato dal Prof. Mura ed al quale, chi scrive, ha avuto l’opportunità di partecipare con alcuni contributi. Il tenore di tali articoli, condensati in uno spazio ridotto e commisurato alle esigenze editoriali della rivista, può essere inteso in relazione al peso che la globalità del lavoro ha assunto nel processo comunicativo e promozionale relativo alla comprensione del fenomeno associazionistico più generale presso gli insegnanti.

In Il disturbo da ADHD: una panoramica sulla realtà associativa italiana, apparso sul numero 66 del mese di Dicembre della rivista ErreessE, si è colta l’occasione di coniugare la crescente attenzione della scuola rispetto al fenomeno dei disturbi aspecifici dell’apprendimento con quanto numerosi gruppi genitoriali sono andati costruendo in termini di progettualità educativa nell’extrascuola. Dallo studio emerge che la pur imponente mole di interventi psicoeducativi e la sempre più cogente problematica del trattamento farmacologico, non escludono dal panorama delle azioni associative una marcata sensibilità pedagogica rivolta ai giovani interessati da tale difficoltà, alle famiglie ed alle scuole.

L’articolo L’Associazione Bambini Cerebrolesi, apparso nel n. 71 del maggio 2007, prende in considerazione le azioni di carattere socio-politico intraprese dalle prime e ormai non più recenti esperienze dell’associazione risalenti agli anni ’90. L’indagine ha evidenziato come l’ABC Sardegna, la prima sezione di una rete che è divenuta di carattere nazionale, si è resa attore consapevole di un’importante azione di implementazione e razionalizzazione di ciò che nel 1998 si configurava come un importante passo normativo che avrebbe modificato la Legge Quadro 104/92, ossia la Legge 162/98. L’azione intrapresa da parte dell’associazione può essere letta oggi come un efficace modello di interazione e stimolo fra le realtà associazionistiche locali e le Istituzioni Politiche ed Amministrative del territorio.

La rubrica che, come già detto, si è protratta per due annate scolastiche, ha ospitato ulteriori due articoli (Associazionismo e tempo libero: tempo e spazi per lib(e)rarsi, n. 74, Novembre 2007; Disabilità, bisogno affettivo-relazionale e sessualità nel dibattito associazionistico, n. 78, Marzo 2008) con i quali, oltre a mettere in luce ulteriori esperienze associative, si è cominciato a spostare il focus di ricerca dalle dimensioni educative tipiche dell’età della scolarizzazione verso quelle della vita adulta che sono venute emergendo in maniera sempre più cogente nell’ambito dei processi di integrazione. Per questo motivo, temi come il tempo libero e la dimensione affettiva e relazionale hanno consentito di esplorare ulteriori esperienze associative impegnate in tali frangenti. Ciò che di più significativo può essere letto in tali contributi è la continua tensione a creare anche per la persona disabile condizioni di socializzazione e riconoscimento capaci di incentivare e promuovere la costruzione di un adeguato livello di autostima nel soggetto, inteso non più come portatore di una condizione deficitaria, bensì portatore di valori e di istanze autobiografiche ed esistenziali da accogliere ed entro alle quali ciascuno possa trovare piena realizzazione.

B.     Disabilità e processi di inclusione: il dialogo tra la Pedagogia Speciale e le altre scienze

La riflessione realizzata con l’occasione dei due contributi apparsi nella rubrica “Disabilità, famiglie e territorio” per la rivista Gulliver ErreessE, Associazionismo e tempo libero: tempo e spazi per lib(e)rarsi, n. 74, Novembre 2007 e Disabilità, bisogno affettivo-relazionale e sessualità nel dibattito associazionistico, n. 78, Marzo 2008, ha consentito di orientare la ricerca sui temi dell’integrazione e dell’inclusione della persona disabile verso ulteriori dimensioni che connotano l’esistenza umana. Le attuali linee di ricerca in ambito pedagogico-speciale hanno posto l’accento sulla necessità di pensare la persona disabile e le sue esperienze di vita ben al di là della sola dimensione della scolarizzazione. Si è venuto imponendo, così, un punto di vista ecologico capace di cogliere le esigenze ed i percorsi di integrazione in termini di progetto globale orientato alla vita adulta.

Un simile orizzonte di comprensione della condizione di disabilità ha permesso di orientare la ricerca verso i temi dell’etica coniugando l’attenzione pedagogico speciale con gli sviluppi del recente dibattito sulla bioetica. In questo senso, attraverso le istanze della dinamica del riconoscimento, si sono indagati alcuni dei processi di reificazione entro i quali, spesso, la persona in condizione di disabilità si trova oggettivata e misconosciuta. Nel saggio Bioetica e disabilità: una riflessione etica sulle condizioni della vita, pubblicato nel volume a cura di A. Mura, Pedagogia Speciale oltre la scuola. Dimensioni emergenti nel processo di integrazione, FrancoAngeli, 2011, il nesso tra la bioetica e la situazione di disabilità non è orientato al sondaggio dei requisiti residui per il riconoscimento della dignità umana, quanto invece ad elaborare una comprensione etica delle condizioni esistenziali entro le quali si realizza la vita umana. Emerge la necessità di mettere in discussione alcuni modelli culturali e gli strumenti di comprensione intellettuale con i quali spesso si guarda alle particolari concretizzazioni della vita. Nel­l’am­bi­to di tale ricerca è emersa la necessità di esaminare il rapporto dell’uomo con il progresso scientifico e tecnologico di cui è artefice non sempre pie­namente consapevole, optando per un ripensamento critico che coinvolge anche le categorie con le quali egli comprende la propria esistenza ed il mondo in cui abita.

A partire da un simile quadro, anche il lavoro di ricerca realizzato in seno al periodo formativo del Dottorato di Ricerca internazionale in Culture, Disabilità e Inclusione: Educazione e Formazione, presso l’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, è teso a sviluppare un percorso di riflessione ed indagine che a partire dal ruolo euristico e connettivo del sapere pedagogico speciale sulla disabilità volge all’individuazione degli apporti che possono derivare dal sapere di ambito antropologico, da una parte, biomedico e genetico, dall’altra, nella comprensione dei processi di strutturazione dell’identità della persona disabile. Il percorso di ricerca dal titolo La dimensione identitaria nella persona disabile. Pedagogia Speciale: un approccio interdisciplinare alla medicina, focalizza l’attenzione sullo spazio culturale ed esistenziale che il dialogo fra le scienze antropologiche, medico-biologiche e pedagogiche è in grado di dischiudere nei confronti delle dimensioni dell’identità e dell’autonomia personale nell’ambito dei processi di cura della persona disabile. Quanto finora richiamato si configura come un percorso d’indagine che nella comprensione del fenomeno del vivente, attraverso il dialogo con le differenti scienze della vita, possa ricondurre ad uno sguardo sull’individuo capace di far emergere e riarticolare le precomprensioni di ordine scientifico e sociale per poter delineare un percorso di maturazione e sviluppo esistenziale autonomo per la persona disabile.

È in tal senso, ad esempio, che può leggersi anche l’articolo dal titolo Elementi per una rilettura pedagogico-speciale di un «serious philosophical problem», realizzato in collaborazione con Antonello Mura, apparso nel primo numero della rivista ufficiale della Società Italiana di Pedagogia Speciale, Italian Journal of Special Education for Inclusion, n. 2013. Lo scopo del saggio è quello di aprire uno spazio di dialogo tra le discipline notoriamente interessate nel dibattito bioetico, da una parte, e gli studi di Pedagogia Speciale, dall’altra. In tale frangente, le condizioni sindromiche che interessano la salute della vita prenatale non possono essere considerate come unico metro di indagine rispetto alle possibilità esistenziali del nascituro, pena l’esaurirsi della riflessione sulla condizione di disabilità in discussioni di ordine filosofico, morale e giuridico non esaustive della problematica. A partire da una diversa considerazione della condizione sindromica del feto e del neonato e assumendo una prospettiva pedagogica sulla tematica, il percorso di riflessione offerto mira al chiarimento di elementi per la costruzione di un nuovo orizzonte riflessivo con il quale sviluppare questioni e risposte di segno differente sulla tematica dell’identità individuale.

Nell’attuale realtà postmoderna il tema dell’identità individuale necessita di un ripensamento attento a partire da ciò che ciascuno sperimenta in termini di esperienza identitaria. Le possibilità di dire e indagare il soggetto e l’identità, infatti, diventano suscettibili rispetto ai differenti saperi coinvolti, da una parte, e alle molteplici condizioni di contingenza individuale, dall’altra. Si tratta di una tematica che da sempre coinvolge il discorso pedagogico e che necessita di una continua attenzione scientifica. Il volume Identità, soggettività e disabilità. Processi di emancipazione individuale e sociale, curato in collaborazione con Antonello Mura e pubblicato presso la FrancoAngeli nel 2013, assume il compito di verificare in che misura i dati di realtà consentano di superare l’idea stigmatizzante e ipertrofizzante che da secoli accompagna l’immagine e le rappresentazioni culturali e sociali delle persone in situazione disabilità. Sulla base di evidenze di vita e di letteratura, l’insieme dei contributi raccolti nel volume restituisce la realtà di percorsi esistenziali e di itinerari identitari aperti ad ogni possibile aspirazione e realizzazione.

Prendersi seriamente cura del soggetto implica, quindi, la necessità di rendere sempre più trasparente la natura delle mediazioni e dei vincoli attraverso i quali gli individui maturano la consapevolezza di sé. La complessità della tematica è stata affrontata in Disabilità, salute e processi identitari: un approccio interdisciplinare tra sapere pedagogico e scienze mediche, contributo apparso nel 2013 all’interno del succitato volume curato in collaborazione con Antonello Mura. Considerando la realtà della salute come modello di ciò che s’in­ten­de per “vincolo ambiguo” e tendendo a mente la complessa mediazione che la conoscenza medica opera rispetto ad alcune dimensioni che influenzano i processi identitari, si è sviluppata una riflessione sui rapporti che le scienze mediche intrattengono con dimensioni di carattere ecologico più ampio che contribuiscono a comporre il quadro complessivo delle problematiche concernenti la salute.

Sullo sfondo di una simile tematica, il contributo delinea un chiarimento programmatico circa un più ampio lavoro di ricerca volto all’apertura di una prospettiva di dialogo tra differenti discipline per l’indagine sui significati che i costrutti scientifici settoriali assumono nella promozione dei processi identitari della persona disabile. Le difficoltà di un tale approccio hanno indotto ad un’esplorazione preliminare nel tentativo di definire le dimensioni e le connotazioni concettuali delle dinamiche della cura medica. Attraverso alcune in­ter­vi­ste rivolte a professionisti dell’ambito bio-medico si è realizzato un inquadramento del significato che i termini disabilità, soggettività, autonomia ed i­den­tità assumono nell’ambito del sapere medico. Nell’economia del lavoro, lo sguardo pedagogico-speciale utilizzato per orientare l’indagine nel­l’ambito delle professioni mediche rappresenta una competenza capace di promuovere le condizioni di esercizio professionale attraverso le quali evitare di esaurire la realtà esistenziale del soggetto nelle strettoie di protocolli clinici.

La pubblicazione della monografia dal titolo La dimensione identitaria nella persona disabile. Lo sguardo della Pedagogia Speciale sulle dinamiche della cura medica, presso FrancoAngeli nel 2015, costituisce un ulteriore tassello nello sviluppo del dialogo tra la Pedagogia Speciale e le scienze mediche. Attraverso i costrutti della Pedagogia Speciale, la ricerca volge l’attenzione sulle condizioni attraverso le quali i processi di cura medica concorrono allo strutturarsi del processo di maturazione identitaria della persona disabile. Il percorso di indagine si delinea attraverso un itinerario empirico dal carattere etnografico sostanziato da un’osservazione diretta del contesto clinico ospedaliero. Lo scopo è quello di scandire gli elementi che strutturano la realtà singolare ed originale dell’incontro tra il medico e la persona disabile, da una parte, ed evidenziare il senso con il quale l’azione di cura medica possa contribuire alla costruzione di dinamiche relazionali capaci di offrire uno spazio di piena espressione della dimensione identitaria della persona con disabilità, dall’altra.

La riflessione sulla stretta articolazione tra i concetti di cura, identità e disabilità lascia emergere le precomprensioni culturali e scientifiche ed il riverbero che queste assumono nei percorsi di emancipazione della persona interessata da disabilità. Le pratiche di cura e la stessa esperienza del medico rischiano di ridursi all’es­pres­sione impersonale di un’istituzione oggettiva, mentre l’individuo disabile è esaurito alla personificazione di un elemento organico non funzionale in un corpo-oggetto consegnato nelle mani del sapere medico. In tale dimensione spersonalizzante le prassi tendono a stigmatizzare e cristallizzare l’esperienza e l’agire dell’uomo nei confronti della disabilità.

Nell’ambito della ricerca si è avuta l’occasione di portare alcuni contributi per il recupero dello sguardo pedagogico con il quale i pionieri dell’educazione speciale hanno prospettato un modello educativo globale e di stampo ecologico antesignano del­l’attuale esigenza dialogica tra la Pedagogia Speciale e la scienza medica. Tale opportunità ha condotto all’esigenza di approfondire ulteriormente alcune figure cardine nel panorama della riflessione pedagogica. In tal senso, il saggio Integralità della persona e cura educativa nell’opera di Édouard Séguin, pubblicato in collaborazione con Antonello Mura nella rivista L’integrazione scolastica e sociale, 14(2) 2015, si costituisce come necessaria rivisitazione dell’eredità pedagogica che Séguin ha lasciato alla riflessione della Pedagogia Speciale. Le indicazioni pedagogico-speciali che emergono dal suo lavoro sono state spesso caratterizzate con il riferimento ad alcuni “punti deboli” nell’elaborazione teorica. Il rimando al costrutto della volontà, infatti, assumerebbe secondo alcuni il carattere di asserzione metafisica non definita, né rispetto agli orientamenti scientifici del tempo né sul piano metodologico. Tale impasse ha spinto ad un chiarimento sugli elementi che innervano la matrice culturale d’appartenenza dell’autore e le dimensioni attraverso le quali si realizza la natura etico-morale dell’educazione prospettata dall’educatore parigino. L’emergere della centralità del soggetto, quale elemento fondante dell’intero percorso educativo delineato da Séguin, assume particolare importanza nella definizione dei principi pedagogico-metodologici che sostanziano, ancora oggi, il percorso di cura e di emancipazione della persona con disabilità intellettiva. È a partire da tale consapevolezza e orientamento che anche la critica dell’autore nei confronti della medicina del tempo assume una maggiore eco. Non si tratta solamente di una pratica male organizzata, secondo l’autore, ma di una vera e propria costruzione identitaria con la quale la scienza medica costringe l’individuo in caratteri che non gli appartengono e che risultano incapaci di rappresentare la persona disabile come soggetto destinato ad una libertà che si compie nell’appartenenza alla realtà etica in cui sono inseriti.

La possibilità di concepire percorsi di emancipazione individuali e sociali per la persona in situazione di disabilità in maniera sempre più globale e non raccorciati dalle condizioni di salute che connotano l’esistenza del singolo risulta ancora oggi una sfida non pienamente accolta nel fare sociale. La rivisitazione storico-pedagogica dell’esperienza di personalità eccellenti nel panorama dell’educazione speciale rappresenta l’opportunità di riflettere più attentamente sulle insidie di emarginazione che opprimono l’esistenza di molti. Il saggio dal titolo Helen Keller. La tenacia del volere e l’amore per la vita, pubblicato all’interno del volume Storia della Pedagogia Speciale curato da Piero Crispiani, ETS, 2016, sonda l’esperienza della filantropa statunitense nel tentativo di metterne in evidenza gli elementi educativi e formativi del percorso emancipativo. Pur avendo maturato la propria esperienza in un periodo storico non particolarmente sovrabbondante di prospettive nei confronti delle persone in situazione di disabilità, lo slancio con il quale l’autrice guarda alla vita umana incarna un modello di educazione teso alla sollecitazione delle competenze individuali a partire dalle stimolazioni che provengono dalle esigenze sociali del contesto entro il quale il soggetto si trova a vivere; esigenze per le quali è chiamato ad agire come membro del gruppo al quale appartiene.

C.     Ricerca educativa e processi inclusivi a scuola

L’esperienza maturata nell’ambito dell’insegnamento di Pedagogia, di Didattica Speciale e di Didattica dell’inclusione nei diversi ambiti della formazione delle figure professionali dedicate allo sviluppo dei processi d’inclusione a scuola ha fatto emergere la necessità di contribuire alla ricerca educativa orientata al progresso dei sistemi formativi, sia di quelli primario e secondario, sia di quello terziario.

Con particolare attenzione all’ambito della formazione universitaria, l’incremento e la strutturazione negli studenti di molteplici competenze, sia quelle di carattere intellettuale sia quelle relative alla realizzazione personale, può realizzarsi attraverso il miglioramento della formazione prestando specifica attenzione, oltre che alle esigenze degli studenti con situazioni di bisogno certificate (L.104/92; L.17/99; L.170/2010), anche alle sempre più numerose situazioni di disagio che non vengono tempestivamente ed adeguatamente riconosciute e, conseguentemente, supportate e soddisfatte.

Tale tematica è affrontata in un contributo dal titolo ADHD e difficoltà di apprendimento in età adulta. Considerazioni pedagogico-didattiche propedeutiche a un disegno di ricerca in ambito universitario apparso nella rivista L’integrazione scolastica e sociale nel 2012, 11(5). Il tema principale si inquadra nell’orizzonte della ricerca educativa in ambito universitario ponendo come problema centrale il riconoscimento e la presa in carico delle difficoltà di apprendimento in età adulta, con particolare riferimento alla condizione dello studente universitario. Nonostante l’attuale interesse nei confronti di tutte quelle problematiche e di quelle difficoltà riferibili alle learning difficulties che in misura sempre più incisiva hanno condotto al consolidarsi di processi diagnostici e di intervento ormai consolidati, il riconoscimento dei bisogni educativi degli adulti interessati da disturbi aspecifici dell’ap­pren­­dimento come nel caso dell’ADHD desta ancora particolari difficoltà. Attraverso un’analisi delle condizioni che connotano l’ADHD, il contributo tratteggia le linee pedagogiche sulle quali innestare un successivo percorso di ricerca volto a definire il profilo, la valutazione e la presa in carico della complessa realtà della persona adulta.

Alcune esperienze di studio intorno alle condizioni di soggetti interessati da difficoltà di apprendimento e da bisogni educativi speciali hanno, inoltre, orientato parte degli sforzi di ricerca sul versante della didattica scolastica con particolare attenzione alle condizioni di esercizio professionale ed ai percorsi di formazione dei docenti del primo ciclo di istruzione, siano questi curricolari che specializzati. Si tratta di aspetti messi in luce in alcune pubblicazioni curate in collaborazione con Antonello Mura, come l’articolo Riqualificare i processi inclusivi. Un’indagine sulla percezione degli insegnanti di sostegno in formazione, apparso nella rivista L’integrazione scolastica e sociale nel 2016, 15(2) e nel volume curato da Dario Ianes, Evolvere il sostegno si può (e si deve), edito da Erickson nel 2016; l’articolo INCLUSÃO ESCOLAR: A perspectiva italiana analisada em estudo sobre a percepção de professores, apparso nella rivista Currículo sem Fronteiras nel 2016, 16(2).

La tematica dei processi d’inclusione scolastica richiama una particolare attenzione nei confronti della presa in carico, del riconoscimento e della valorizzazione delle diverse espressioni della diversità umana. In tal senso, la formazione e la qualificazione didattica dei docenti che diventano insegnanti specializzati e di quelli che già impegnati nella scuola vogliono ampliare la propria professionalità docente è il focus del saggio Gli insegnanti e la ricerca: itinerari per l’inclusione contenuto nel volume curato da Lucia de Anna, Patrizia Gaspari e Antonello Mura, L’insegnante specializzato. Itinerari di formazione per la professione, edito da FrancoAngeli nel 2015 per la Collana Diversità e inclusione: percorsi e strumenti (peer reviewed). Il contributo pone a tema la dimensione della ricerca in educazione nel tentativo di restituire al docente il proprio ruolo di ricercatore e sperimentatore, il quale all’interno del percorso didattico è capace di superare ogni possibile riduzionismo delle competenze professionali a favore di una rivitalizzazione dello sguardo interrogante e creativo con il quale strutturare percorsi d’ap­pren­dimento inclusivi.

Un ulteriore preoccupazione nei confronti della crescita e della realizzazione professionale del docente si concretizza, poi, nell’ambito dei modelli interpretativi sulla disabilità che, in maniera sempre più pressante, sono entrati a far parte del bagaglio culturale del docente, sia esso specializzato che curricolare. In Disabilità: modelli interpretativi e processi inclusivi (2015) curato in collaborazione con Antonello Mura e pubblicato nel già citato volume su L’insegnante specializzato. Itinerari di formazione per la professione, l’intento è quello di fornire alcuni elementi di sintesi sui più noti modelli concettuali e interpretativi della disabilità. Ne emerge la necessità di attivare una più ampia comprensione e lettura della realtà esistenziale della persona in situazione di disabilità a partire dalla constatazione dell’insufficienza di un unico modello interpretativo della senza una oculata integrazione delle differenti istanze attraverso la prospettiva antropologica e pedagogica di cui la Pedagogia e la Didattica Speciale si sono fatte portatrici. In tal modo, la struttura schematica e descrittiva dei modelli utilizzati per l’interpretazione della disabilità può aprirsi ad una più coerente presa in carico della soggettività della persona in situazione di disabilità alla quale la scuola, in quanto luogo di emancipazione individuale e collettiva, deve poter offrire pieno sviluppo e realizzazione attraverso itinerari di accoglienza e promozione pedagogicamente e didatticamente qualificati.

Affiliazione ad accademie di riconosciuto prestigio nel settore

2011 – 2012 Socio Corrispondente della Società SIPeS (Società Italiana di Pedagogia Speciale).
dal 2013 ad oggi Socio Coptato della Società SIPED (Società Italiana di Pedagogia).
dal 2012 ad oggi Socio Ordinario della Società SIPeS (Società Italiana di Pedagogia Speciale).

Comunicazioni scientifiche, relazioni a convegni, seminari

  • Relatore alla Manifestazione-Giornata di studio dedicata al tema delle disabilità complesse e promossa da CSV Sardegna Solidale, Provincia di Oristano, Comune di Terralba, La Coccinella Onlus, Terralba, 27 aprile 2013, titolo dell’intervento: Come sentirsi meglio: disabilità e salute.
  • Intervento programmato al Convengo internazionale La qualità dell’inte­gra­zio­ne scolastica, Rimini, 8 novembre 2013, nell’ambito del workshop Inclusione: dialogo e confronto interdisciplinare nell’ambito dei servizi educativi e socio-sanitari, co­or­dinato da A. Mura, M.A. Galanti e M. Paolini. Titolo dell’in­ter­ven­to: Disabilità e salute: sui presupposti di un dialogo interdisciplinare.
  • Relatore al Convegno Nazionale La giovane ricerca in Pedagogia Speciale, Milano, 12-13 giugno 2014, titolo dell’intervento: Identità, disabilità e salute: un’in­da­gi­ne interdisciplinare tra sapere pedagogico e scienze mediche.
  • Relatore al Convegno Nazionale La prospettiva inclusiva per una ricerca di qualità in Pedagogia e Didattica Speciale, Messina, 28-30 maggio 2015, titolo del­l’in­tervento: La dimensione identitaria nella persona disabile. Lo sguardo della Pedagogia Speciale sulle dinamiche della cura medica.
  • Relatore alla 4th Annual Conference of ALTER, Questioning contemporary societies through the lens of disability, Paris 2-3 luglio 2015, titolo del­l’in­ter­vento: Enhancing Inclusive Processes: a Survey on In Training Teachers’ Perceptions.
  • Lecturer al Seminario su “Scholastic integration in Italy: historical processes and current issues”, presso la Faculty of Psychology, Pedagogy and Sport Science, Department of Pedagogy, University of Regensburg, Regensburg, 29 aprile 2016.
  • Relatore alla 5th Annual Conference of ALTER, Inclusion, Participation and Human Rights in Disability Research, Comparisons and Exchanges, Stockholm 30 giugno -1 luglio 2016, titolo del­l’in­ter­vento: Disability and Inclusive Processes at School. Exploring Conceptual and Interpretative Models from the Point of View of Special Pedagogy.
  • Relatore alla I Summer School della Società Italiana di Pedagogia Speciale, Bressanone 31 agosto – 1 settembre 2016, titolo dell’intervento: Disabilità e modelli interpretativi: la prospettiva della Pedagogia Speciale.
  • Convidado alla Roda de conversa com os convidados internacionais press il III° Colòquio Educação Especial e Pesquisa, 12-14 Settembre 2016, Canela, Rio Grande do Sul (Brasile).
  • Lecturer al Seminario su “Educação Inclusiva e Educação Especial na Itàlia”, presso la Faculdade de Educação, Universidade Federal do Rio Grande do Sul, FACED, Programa de pòs-graduação em educação, Porto Alegre, 16 settembre 2016.
  • Lecturer al Seminario su “Teachers and Research: An Issue on Inclusive education”, presso la Faculty of Psychology, Pedagogy and Sport Science, Department of Pedagogy, University of Regensburg, Regensburg, 26 aprile 2017.

 

Comitati scientifici ed editoriali

Dal 2013 ad oggi

 

Componente del comitato dei referée per la rivista Form@re – Open Journal per la formazione in rete, Firenze, FUPress (fascia A ANVUR).
Dal 2013 ad oggi Componente del comitato dei referée per la rivista L’integrazione scolastica e sociale, diretta da Marisa Pavone (Università di Torino) e Andrea Canevaro (Università di Bologna) Trento, Erickson (fascia A ANVUR).
Dal 2015 ad oggi Componente del comitato scientifico della rivista L’integrazione scolastica e sociale, Trento, Erickson (fascia A ANVUR).
Dal 2015 ad oggi Responsabile del Comitato Redazionale della Collana Diversità e inclusione: percorsi e strumenti (peer reviewed) diretta da Lucia de Anna, Patrizia Gaspari, Antonello Mura, presso l’Editore FrancoAngeli.
Dal 2016 ad oggi Componente del comitato dei referée per la rivista Italian Journal of Special Education for Inclusion, Rivisita ufficiale della Società Italiana di Pedagogia Speciale (SIPeS).
Dal 2016 ad oggi Componente del Comitato Scientifico della Rivisita Diogene’s Journal Scientifico-Professionale on-line dell’Istituto Itard diretto da Piero Crispiani (Università di Macerata).

Attività didattica

Attività di docenza svolta presso la Facoltà di Studi Umanistici.

Anno accademico

2012-2013

Università degli Studi di Cagliari, Facoltà di Studi Umanistici. Titolare della docenza di Pedagogia Speciale (M-PED/03) nel Corso di Laurea quadriennale in Scienze della Formazione Primaria (30 ore/ 3,5 CFU).
Anno accademico

2012-2013

Università degli Studi di Cagliari, Facoltà di Studi Umanistici. Titolare della docenza nel Corso/Master in Didattica e Psicopedagogia dei Disturbi Specifici dell’Ap­pren­dimen­to, Corso di Pedagogia Speciale (2) (M-PED/03), corso modulare (20 ore/ 2 CFU).
Anno accademico

2012-2013

 

Università degli Studi di Cagliari, Facoltà di Studi Umanistici. Titolare della docenza nel Corso di Tirocinio Formativo Attivo, Corso di Pedagogia e didattica dei processi inclusivi (M-PED/03) (30 ore/ 6 CFU).
Anno accademico

2013-2014

 

Università degli Studi di Cagliari, Facoltà di Studi Umanistici. Titolare della docenza nel Corso di Didattica Sperimentale (M-PED/04), Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria (30 ore/ 4 CFU).
Anno accademico

2013-2014

 

Università degli Studi di Cagliari, Facoltà di Studi Umanistici. Titolare della docenza nel Laboratorio di Didattica Sperimentale (M-PED/04), Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria (10 ore/ 1 CFU).
Anno accademico

2013-2014

 

Università degli Studi di Cagliari, Facoltà di Studi Umanistici. Titolare della docenza nel Corso PAS di Didattica dell’inclusione (M-PED/03), (15 ore/ 3 CFU) corso erogato per 3 gruppi).
Anno accademico

2014-2015

 

Università degli Studi di Cagliari, Facoltà di Studi Umanistici. Titolare della docenza nel Corso di Didattica Sperimentale (M-PED/04), Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria (30 ore/ 4 CFU).
Anno accademico

2014-2015

 

Università degli Studi di Cagliari, Facoltà di Studi Umanistici. Titolare della docenza nel Laboratorio di Didattica Sperimentale (M-PED/04), Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria (10 ore/ 1 CFU).
Anno accademico

2014-2015

 

Università degli Studi di Cagliari, Facoltà di Studi Umanistici. Titolare della docenza di laboratorio di Pedagogia Speciale (M-PED/03), Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria (25 ore/ 3 CFU).
Anno accademico

2014-2015

 

Università degli Studi di Cagliari, Facoltà di Studi Umanistici. Titolare della docenza di Pedagogia Speciale della gestione integrata del gruppo classe (M-PED/03) nel Corso di Specializzazione per il sostegno (30 ore/ 4 CFU).
Anno accademico

2014-2015

 

Università degli Studi di Cagliari, Facoltà di Studi Umanistici. Titolare della docenza di Didattica dell’Inclusione (M-PED/03) nel Corso Tirocinio Formativo Attivo (18 ore/ 3 CFU) corso erogato per 4 gruppi.
Anno accademico

2015-2016

 

Università degli Studi di Cagliari, Facoltà di Studi Umanistici. Titolare della docenza di Didattica Sperimentale (M-PED/04) nel Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria (30 ore/ 4 CFU).
Anno accademico

2015-2016

 

Università degli Studi di Cagliari, Facoltà di Studi Umanistici. Titolare della docenza di Didattica Speciale (M-PED/03) nel Corso  di Laurea in Scienze della Formazione Primaria (60 ore/ 8 CFU).
Anno accademico

2016-2017

 

Università degli Studi di Cagliari, Facoltà di Studi Umanistici. Titolare della docenza di Didattica Sperimentale (M-PED/04) nel Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria (30 ore/ 4 CFU).
Anno accademico

2016-2017

 

Università degli Studi di Cagliari, Facoltà di Studi Umanistici. Titolare della docenza di Didattica Speciale (M-PED/03) nel Corso  di Laurea in Scienze della Formazione Primaria (60 ore/ 8 CFU).

Attività di docenza svolta presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia.

Anno accademico

2012-2013

Università degli Studi di Cagliari. Facoltà di Medicina e Chirurgia. Titolare della docenza Didattica e Pedagogia Speciale (M-PED/03) nel Corso di Laurea Magistrale (LM 40/41) in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie e Sportive Adattate (24 ore/4 CFU).

 

Attività di docenza svolta presso la ex Facoltà di Scienze della Formazione.

Anno accademico

2011-2012

Università degli Studi di Cagliari

Docente a contratto di Pedagogia Speciale (M-PED/03) nel Corso di Laurea triennale in Scienze dell’Educazione e della Formazione (60 ore/ 10 CFU).

Docente a contratto di Pedagogia Speciale (M-PED/03) nel Corso di Laurea quadriennale in Scienze della Formazione Primaria (30 ore/ 3,5 CFU).

Anno accademico

2010-2011

Università degli Studi di Cagliari

Docente a contratto di Pedagogia speciale (M-PED/03) nel Corso di Laurea triennale in Scienze dell’Educazione e della Formazione (60 ore/ 10 CFU).

Docente a contratto di Pedagogia Speciale (M-PED/03) nel Corso di Laurea quadriennale in Scienze della Formazione Primaria (30 ore/ 3,5 CFU).

Anno accademico

2009-2010

Università degli Studi di Cagliari

Tutor Esperto di Laboratorio sulle modalità di intervento educativo in ambiente multiculturale presso il Corso di Laurea Magistrale in Programmazione e Gestione dei Servizi Educativi e Formativi, Facoltà di Scienze della Formazione (25 ore/3 CFU).

Attività di didattica integrativa (Università di Cagliari)

Componente del Comitato tecnico-scientifico in seno al Corso di Specializzazione per le attività di sostegno (DM 30.09.2011), dal giugno 2014.

Commissione web per il Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria.

Gruppo di lavoro SUA, Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria, febbraio 2013.

Componente della Commissione incaricata per la predisposizione della graduatoria rivolta a personale specializzato sul sostegno utilizzabile per l’attribuzione di compiti di docenza di laboratorio didattico nel Corso di formazione per il conseguimento della Specializzazione per le attività di sostegno, marzo 2013.

Componente della Commissione incaricata per l’affidamento di insegnamenti vacanti nell’A.A. 2013/14 (Facoltà di Medicina), ottobre 2013.

Componente della Commissione di Valutazione per l’affidamento delle attività di tutor esperto di laboratorio per le esigenze del Corso di Laurea quinquennale in Scienze della Formazione Primaria, dicembre 2013.

Componente della Commissione di Valutazione per l’affidamento delle attività di tutor esperto di laboratorio per le esigenze del Corso di Laurea quadriennale in Scienze della Formazione Primaria, gennaio 2014.

Componente della Commissione del Concorso di Ammissione al Corso di Specializzazione per le attività di sostegno (DM 30.09.2011), giugno-settembre 2014.

Componente della Commissione di Valutazione per l’affidamento di insegnamenti vacanti nell’A.A. 2013/14 (Facoltà di Medicina), luglio 2014.

Componente della Commissione di Valutazione per l’affidamento di incarichi di insegnamento nel Corso di didattiche aggiuntive per il sostegno A.A. 2014/2015, settembre 2014.

Componente della Commissione di Valutazione per l’affidamento di incarichi di insegnamento nel Corso di specializzazione per le attività di sostegno A.A. 2013/2014, ottobre 2014.

Componente della Commissione di Valutazione per l’affidamento di incarichi di tutor esperto di laboratorio per le esigenze del Corso di Laurea quinquennale in Scienze della Formazione Primaria A.A. 2014/2015, dicembre 2014.

Componente della Commissione di Valutazione per l’affidamento di un incarico di tutor d’aula per le esigenze del Corso di specializzazione per le attività di sostegno A.A. 2013/2014, dicembre 2014.

Componente della Commissione di Valutazione per l’affidamento di un incarico di tutor informatico per le esigenze del Corso di specializzazione per le attività di sostegno A.A. 2013/2014, dicembre 2014.

Componente della Commissione di Valutazione per l’affidamento di incarichi di tutor coordinator per le attività di tirocinio nel Corso di specializzazione per le attività di sostegno A.A. 2013/2014, dicembre 2014.

Componente della Commissione di Valutazione per l’affidamento di incarichi di insegnamento nel Corso di TFA A.A. 2014/2015, febbraio 2015.

Componente della Commissione di Valutazione per l’affidamento di incarichi di tutor dei tirocinanti per le attività di tirocinio nel Corso di specializzazione per le attività di sostegno A.A. 2013/2014, aprile 2015.

Componente della Commissione di Valutazione per l’affidamento di insegnamenti nell’ambito dei Tirocini Formativi Attivi (TFA) A.A. 2014/2015 – Laboratori delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) e dei Bisogni Educativi Speciali (BES), Maggio 2015.

Componente della Commissione di Tirocinio presso il Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria, A.A. 2016/17.

 

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